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Esami di Terza Media 2026: la scuola dimenticata. Lettera aperta al Ministro

Esami di Stato alle porte: la lettera aperta al Ministro Valditara sulla disparità dei compensi

Oggetto: Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione e del Merito – Esami di Stato 2026: stessi doveri, diversi diritti. Stop alla discriminazione dei docenti della secondaria di primo grado.

Gentile Signor Ministro,

con l’approssimarsi di giugno, le scuole italiane si preparano a vivere uno dei momenti più delicati e intensi dell’anno scolastico: gli Esami di Stato. Un traguardo che vede impegnati, con lo stesso identico rigore professionale, migliaia di docenti sia nella scuola secondaria di primo grado che in quella di secondo grado.

C’è tuttavia una disparità profonda, che da anni si consuma nel silenzio delle istituzioni e che lede la dignità professionale di una fetta importante del corpo docente: l’assenza di un gettone di presenza o di un compenso aggiuntivo per i commissari d’esame della terza media.

Mentre per la maturità la normativa prevede (giustamente) compensi specifici per presidenti e commissari, differenziati in base al ruolo e alla distanza da coprire, per la scuola media l’impegno profuso nelle commissioni viene liquidato come “ordinaria amministrazione”.

Eppure, i docenti della secondaria di primo grado si trovano a dover gestire:

  • Sessioni d’esame intense e concentrate, spesso con un numero elevatissimo di candidati per classe.

  • Correzione di molteplici prove scritte e conduzione dei colloqui orali, con adempimenti burocratici del tutto sovrapponibili a quelli delle superiori.

  • La responsabilità civile e professionale insita in un vero e proprio Esame di Stato, il primo percorso formale di verifica per i nostri studenti.

Definire tutto questo come “attività ordinaria” inclusa nel normale stipendio non è solo un errore di valutazione logistica; è una vera e propria svalutazione del merito e del lavoro di chi accompagna i ragazzi in un passaggio cruciale della loro crescita.

Non esistono docenti “di serie A” e docenti “di serie B” di fronte alla responsabilità di un esame pubblico.

Se la parola “Merito”, che da qualche anno arricchisce il nome del Ministero da Lei guidato, deve avere un significato concreto, questo deve tradursi nel riconoscimento tangibile dell’impegno di tutti i lavoratori della scuola.

In vista degli imminenti esami del prossimo mese, Le chiediamo un segnale forte di discontinuità con il passato: l’apertura di un tavolo per sanare questa iniquità storica e garantire finalmente un compenso dignitoso e paritario anche ai commissari della scuola secondaria di primo grado.

I docenti faranno, come sempre, il loro dovere con la massima professionalità per il bene degli studenti.

Lo Stato dimostri di saper fare lo stesso per i suoi dipendenti.

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