Arrivano le Liste Regionali “Sussidiarie”.
📢 Ruolo 2026: Arrivano le Liste Regionali “Sussidiarie”. Ecco come funzionano
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficializzato le regole per le nuove Liste Regionali per le immissioni in ruolo, disciplinate dal Decreto n. 68 del 22 aprile 2026.
Si tratta di un meccanismo strategico per svuotare le graduatorie dei concorsi precedenti e coprire i posti vacanti laddove le graduatorie locali siano esaurite (Allegato 1 – Tabella di corrispondenza nuove classi di concorso).
Ecco tutto quello che devi sapere:
- Chi può presentare domanda?
Possono partecipare i docenti che hanno superato un concorso (ordinario o straordinario) dal 2020 ad oggi, purché non siano già di ruolo.
- Il punteggio minimo: È necessario aver ottenuto almeno 70/100 (o 56 punti per lo straordinario 2020).
- Concorsi inclusi: Ordinari 2020, Straordinario 2020, STEM, Educazione Motoria e i recenti concorsi PNRR 1 e 2.
- Esclusioni: Non può partecipare chi è già titolare di un contratto a tempo indeterminato.
- La struttura delle Liste: Sezioni e Precedenze
Le liste sono regionali, divise per classe di concorso e tipologia di posto (comune/sostegno). Ogni elenco è composto da due fasce:
- PRIMA SEZIONE: Riservata a chi sceglie la stessa regione dove ha sostenuto il concorso (questi docenti hanno la precedenza assoluta).
- SECONDA SEZIONE: Per chi sceglie una regione diversa.
Nota sul punteggio: In caso di parità tra candidati, prevale chi appartiene al bando di concorso più datato.
- Quando vengono utilizzate? (L’ordine di chiamata)
Le liste non scavalcano le graduatorie attuali, ma intervengono “in coda” secondo questo schema:
- Esaurimento vincitori e idonei (limite 30%) delle GM ordinarie.
- Utilizzo delle Liste Regionali Sussidiarie.
- GPS Prima Fascia Sostegno e Mini Call Veloce.
- Calendario e Scadenze (Maggio 2026)
Le domande si presentano esclusivamente sul portale inPA:
- Apertura: 6 maggio 2026.
- Chiusura: 25 maggio 2026.
- Vincolo: È possibile scegliere una sola regione per tutte le proprie classi di concorso.
Un dettaglio fondamentale sull’abilitazione
Se vieni individuato tramite queste liste ma non possiedi ancora l’abilitazione (situazione comune per i vincitori dei concorsi PNRR), otterrai un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.
L’immissione definitiva avverrà solo dopo aver acquisito l’abilitazione e superato l’anno di prova.
La domanda ovvia che sorge come sempre in questi casi è: Aderire o non aderire?
Come per ogni scelta nella scuola, non esiste una risposta valida per tutti, ma dipende molto dalla situazione personale e familiare.
Ecco un’analisi dei “pro” e dei “contro” basata sulle regole attuali del 2026:
✅ I Vantaggi: Perché conviene aderire?
- Il Ruolo “Subito”: È il vantaggio principale. In regioni come la Lombardia, il Veneto o il Piemonte, dove le graduatorie di merito (GM) si svuotano velocemente, queste liste sono un’autostrada verso il tempo indeterminato che in altre regioni (come la Campania o la Sicilia) potrebbe richiedere anni.
- Priorità sulle GPS: Le liste sussidiarie vengono consultate prima della Mini Call Veloce e delle assunzioni da GPS Sostegno. Chi è in lista ha una “corsia preferenziale” sui posti rimasti.
- Nessuna penalizzazione in caso di rinuncia: Questo è un punto fondamentale. Se una tua collega si iscrive, riceve una proposta di nomina per una sede che non le piace (magari troppo lontana) e rifiuta, decade solo dalla lista regionale sussidiaria. Non perde il posto in GPS, non viene depennata dalle GM del suo concorso originario e non subisce sanzioni sulle supplenze. È, di fatto, un “tentativo gratis”.
- Valorizzazione dei “vecchi” idonei: Gli idonei dei concorsi 2020 hanno la precedenza cronologica. Per loro è un’occasione d’oro per scavalcare i vincitori dei concorsi PNRR più recenti in regioni diverse.
❌ Gli Svantaggi: Quali sono i rischi?
- Il Vincolo Triennale: Una volta accettato il ruolo tramite queste liste, scatta il vincolo di permanenza. Il docente dovrà restare nella sede assegnata per 3 anni scolastici prima di poter chiedere il trasferimento o l’assegnazione provvisoria (salvo deroghe per legge 104 o figli piccoli, secondo il CCNL 2025/28). È una scelta che “blocca” la vita per un triennio.
- Sedi “Residue”: Poiché queste liste vengono usate solo dopo che i vincitori regionali hanno scelto, è probabile che i posti rimasti siano in scuole più periferiche, disagiate o comunque meno ambite.
- Costi di trasferimento: Per chi si sposta in un’altra regione, bisogna considerare l’impatto economico (affitto, viaggi) a fronte di uno stipendio che resta quello base da docente.
- Incertezza per i non abilitati: Chi entra da concorso PNRR senza abilitazione avrà un anno di transizione (contratto a tempo determinato) con l’obbligo di acquisire i CFU mancanti. È un carico di studio e spese extra durante il primo anno di servizio in una nuova città.
Personalmente credo che aderire conviene quasi sempre, perché l’iscrizione non costa nulla e la rinuncia non ha sanzioni pesanti.
Il vero momento della scelta è quando arriva la nomina:
- Se la sede è accettabile: si prende il ruolo e si conclude il precariato.
- Se la sede è improponibile: si rinuncia, si resta nelle proprie graduatorie originali e si continua con le supplenze (o si aspetta lo scorrimento nella propria regione).
