Assunzione DS… a che punto siamo? Gli scenari (e le beffe) per il 2026/2027
Assunzione DS… a che punto siamo? Gli scenari (e le beffe) per il 2026/2027
Partiamo, come sempre, dai numeri ufficiali. Ad oggi, la fotografia dei candidati in attesa di una cattedra da Dirigente Scolastico mostra un quadro decisamente affollato:
Le stime sui posti disponibili
Il Ministero della Funzione Pubblica e il MEF non hanno ancora formalizzato il decreto di autorizzazione ai ruoli per l’anno scolastico 2026/2027 – provvedimento che normalmente arriva in estate. Tuttavia, basandosi sui dati dello scorso anno (347 posti) e calcolando i pensionamenti attuali, possiamo ipotizzare realisticamente un contingente complessivo che oscilla tra i 350 e i 400 posti a livello nazionale.
Se applichiamo la ripartizione di legge su una quota ipotetica di 400 posti, lo scenario nazionale sarebbe questo:
- Il 60% all’Ordinario (circa 240 posti): una cifra che basterebbe quasi a svuotare il bacino dei 253 vincitori rimasti.
- Il 40% al Riservato (circa 160 posti): a fronte di 1.564 persone in attesa, significa che quest’anno verrà assunto appena il 10% degli aventi diritto.
A complicare le cose si aggiunge la recente Legge di Bilancio 2026 (commi 527 e 528 della Legge 199/2025), che ha trasformato le graduatorie dell’ordinario in graduatorie a esaurimento e ha eliminato l’obbligo di “restituzione immediata” dei posti tra i canali. Se da un lato l’intento era stabilizzare le percentuali senza continui rimpalli, l’effetto collaterale sarà un assorbimento del canale riservato ancora più lento.
Il vero nodo: prima o dopo la mobilità?
Non è tutto. In questi giorni si sta chiarendo la questione più spinosa, quella che cambia radicalmente le carte in tavola: quando si applica la percentuale del 60/40? Prima o dopo la mobilità?
È proprio la sequenza cronologica di questi passaggi a determinare se il canale riservato riceverà dei posti concreti o solo le “briciole”. Le ultimissime indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) negli incontri sindacali delineano una linea temporale e gerarchica ben precisa che, bisogna dirlo, penalizza fortemente il concorso riservato.
Ecco come si procederà, passo dopo passo:
Fase 1 – Mobilità Regionale e Interregionale (Precedenza assoluta)
Le operazioni partono con i trasferimenti. La mobilità interregionale verrà garantita sul 100% dei posti vacanti e disponibili, fatti salvi esclusivamente i contingenti già strettamente accantonati e protetti per i vincitori del concorso ordinario.
Fase 2 – Il calcolo dei residui
Solo dopo che si saranno conclusi tutti i movimenti (regionali e rientri interregionali), gli Uffici Scolastici Regionali (USR) tireranno le somme per verificare quanti posti effettivi sono rimasti ancora liberi in ciascun territorio.
Fase 3 – L’applicazione della percentuale 60/40
È solo su questa rimanenza “post-mobilità” che scatterà la mannaia delle percentuali (60% all’ordinario e “fino al 40%” al riservato). Una scelta che spaccherà l’Italia in due, a seconda della geografia dei posti.
Gli scenari geografici: il blocco al Sud e le cattedre al Nord
- Il blocco al Centro-Sud: In regioni come Campania, Sicilia, Puglia o Lazio, i posti liberati dai pensionamenti verranno quasi interamente assorbiti dalla mobilità interregionale dei DS “fuori sede” che chiedono il rientro a casa. Il risultato? I posti residui per la Fase 3 saranno pochissimi, se non pari a zero. E applicare il 40% su base zero significa una cosa sola: zero immissioni in ruolo per il riservato in gran parte del Meridione.
- La valvola di sfogo al Nord: Scenario opposto in Lombardia, Piemonte e Veneto. Qui, dove storicamente le cattedre vacanti sono molte e le richieste di mobilità in ingresso inferiori, l’avanzo post-mobilità sarà consistente, garantendo i posti per il riparto 60/40. La conseguenza è ovvia: i candidati del riservato, pur di non perdere il ruolo, saranno verosimilmente costretti ad accettare il trasferimento al Nord, anche se originari del Sud.
In conclusione
L’accantonamento preventivo a tutela dell’ordinario funzionerà come un vero e proprio “scudo” per garantire il posto ai soli 253 vincitori rimasti. Questo scudo, però, stringe drasticamente i margini di manovra, lasciando al canale riservato solo gli avanzi degli avanzi.
Considerare la quota del riservato come subordinata alla mobilità e calcolarla solo sui residui rischia di congelare la graduatoria dei 1.564 riservisti, trasformando il loro concorso superato in un’attesa infinita, stimabile in almeno 10 o più anni.

