UNO SPIRAGLIO ALL’ORIZZONTE

UNO SPIRAGLIO ALL’ORIZZONTE
 
Quando abbiamo creato questo gruppo e successivamente l’Associazione, avevamo appena iniziato un percorso di abilitazione PAS, pagato a nostre spese e con tanti sacrifici.
Poi arrivò il Governo Renzi e la sua malsana idea di svuotare le GaE, stabilizzando docenti anche senza possibilità di cattedre per i prossimi millenni…
Per tutti coloro invece che insegnavano da anni su posti vacanti e magari anche abilitati alla professione ci fu un categorico NIET, di staliniana memoria.
Grazie compagno Renzi per questo e tanti altri regali che ci hai consegnato nei tuoi nefasti anni di spocchia.
Tutto questo perché qualche anno prima degli irresponsabili senza parte e costrutto avevano chiuso le Graduatorie Permanenti, inventandosi quell’acronimo nefasto di nome GaE.
Se ci fosse ancora Dante questi li manderebbe tutti all’infernO, per quello che hanno causato con le loro idee malsane alla scuola pubblica.
 
Eppure la soluzione sarebbe stata semplice, bastava ripristinare le Graduatorie Permanenti, un elenco graduato in base al “merito” differenziato con docenti disponibili per le assunzioni in ruolo. Così come si è continuato a fare per il personale ATA.
Ci dicevano che non si poteva fare, che c’era l’artico 97 della Costituzione…che fra l’altro non sanno neanche leggere per intero.
 
A quanto pare, sarà l’emergenza, sarà il potere da supereroe attribuito da quasi tutti i parlamentari a Mister Draghi, si apre uno spiraglio e si riparla di assunzione dopo tre anni di servizio.
 
Attenti a non innescare inconsapevolmente altre illusioni.
Intanto perché riguarderà solo coloro che hanno i tre anni di servizio in classi di concorso dove sono disponibili cattedre vacanti.
Perché ricordo che in tante CdC ci sono ancora posti da assegnare dai vari concorsi 2016, 2018 e 2020 e perfino da GaE.
 
Chiediamo quindi a chi ci governa di evitare illusioni e di avere un po’ più di rispetto per i cittadini italiani che da anni svolgono questo meraviglioso lavoro, non certo per soldi e incenso, ma solo perché è la loro professione.
Avrebbero diritto certo alla stabilità ma soprattutto, tanto ma tanto RISPETTO!
 
Aspettiamo fiduciosi che tutto finisca per il meglio, non ci facciamo illusioni anche perché abbiamo visto di tutto e di più.
 

IO SAREI ANDATO A VOTARE…

IO SAREI ANDATO A VOTARE…

Intanto buona domenica…

E’ un po’ di tempo che volevo scrivere due righe su ciò che sta accadendo. Poi però ho pensato bene che in fondo, chi me la fa fare a farmi tanti nemici.  Oggi però, sarà la bella giornata di sole o l’inizio di un nuovo mese che porta con se luce e colori di ripartenza, ho deciso di scrivere poche righe, per non perdere le buone abitudini.

 

  1. Avete voluto DragonBall…ora zitti e mosca!

Il nuovo presidente è un personaggio al vertice di un potere che noi neanche immaginiamo, amicizie, conoscenze, interessi e tanto altro.   La mia speranza è che possa fra le altre cose fare qualcosa per il Paese, quello che i parolai e i qualunquisti di ogni colore politico non hanno voluto far fare all’ex Primo Ministro Conte, una persona di sicuro meno nota, ma con molti meno legami oscuri e scheletri nell’armadio. Fino a quando si doveva chiedere…l’avvocato andava bene.   Appena è arrivato il “malloppo” e si parlato di spendere…gli amici degli amici hanno chiesto il cambio.   Non cambieremo mai.   A noi solo la speranza o come dice “mio fratello” Nicola Iannalfo…Sperem!

 

  1. La scuola resta la malata cronica, non certo o solo a causa del precariato, quanto per la bassa considerazione pubblica che questa “vecchia professione” ha nella società di oggi, dominata in gran parte da menefreghismo e qualunquismo.   Famiglie preoccupate soprattutto del loro equilibrio psichico ed economico, in cui anche il rispetto per le persone è diventata merce di scambio.   L’educazione ormai…un ricordo del passato.   Nulla cambierà fino a quando non si capirà che la responsabilità dei nostri figli dipende da noi, dal nostro esempio di genitori e cittadini e di come saremo in grado di affrontare le nostre e loro sfide future rispettando gli altri e l’ambiente che ci circonda.   Non serve inventarci metodologie didattiche innovative e nuovi linguaggi, per cercare di nascondere l’enorme ignoranza di valori e competenze che i nostri figli stanno accumulando in tutti questi ultimi anni dove solo l’inerzia ci tiene a galla.   Non basterà se non decidiamo quanto prima di affrontare le vere questioni.   Le soluzioni ci sono e si conoscono da tempo, e non è con il cambio di un Ministro che cambierà la situazione.   Serve la volontà “politica” di cambiare rotta e investire soldi, tanti soldi.   Il Recovery Fund è un’occasione da non perdere, iniziando a ricostruire almeno il 55% delle scuole, utilizzando materiali sostenibili, con spazi mobili e interscambiabili, ripensando il concetto di classe, assumendo docenti ed esperti ben pagati e formati.   Ridurre in cinque anni gli alunni per classe, così come accade in quasi tutta Europa, ripensando il modello educativo e didattico verticale, evitando inutili ripetizioni formative senza senso.   Certo servono tanti docenti in più ma questo basta programmarlo e attuarlo con strumenti nuovi e moderni.   Tipo contratti triennali con valutazione finale e immissione in ruolo.   Basta concorsi sul modello ottocentesco, bisogna valutare in itinere attraverso una formazione continua.   Decidere e partire, questo va fatto. Sono almeno 20-30 anni che si continua a improvvisare.

 

  1. Se davvero questo governo fosse quello dei migliori e con una maggioranza bulgara allora vi chiedo: che cosa aspettate a far pagare sul serio le tasse a tutti.   Altro che Recovery Fund, 100 miliardi all’anno in più per le casse dello Stato.   Ospedali e scuole avrebbero le risorse per ripartire in efficienza, così come la tutela del territorio, i trasporti pubblici, i servizi e tutto ciò che da di un paese l’immagine di modernità.   Personalmente mi basterebbe questo e sarei in prima fila a gridare: DragonBall! DragonBall! DragonBall!

Se questo Governo riuscirà a dare la scossa a questo Paese moribondo lo scopriremo, covid permettendo, solo vivendo.

Io comunque sarei andato a votare…

LE SCUSE NON BASTANO…

Non ho la faccia per guardare negli occhi i docenti a tempo determinato che a causa SIDI in questo momento dell’anno ancora stanno aspettando di percepire il primo stipendio.

Da Dirigente Scolastico mi vergogno, perché forse qualcuno rinuncerà a qualcosa durante queste feste.

Le scuse non bastano

 

DIAMO un po’ di NUMERi…

Il Ministero dell’Istruzione ci informa che la mancanza di titolari sulla cattedra (OD) quest’anno ammonta a 66.654 a cui vanno aggiunti 14.142 cattedre in Organico di Fatto (OF), quindi un totale di 80.796 cattedre da assegnare.  A queste vanno aggiunte le cattedre sul sostegno che per quest’anno scolastico si stimano pari a 51351 (il vero buco nero).
Il MEF aveva autorizzato l’assunzione di 84808 docenti di cui 64175 su materia e 21453 su sostegno (i numeri sembrano non corrispondere ma questo perché successivamente sono uscite le disponibilità di cattedre libere). Come negli ultimi 5 anni numeri inutili visto che i docenti da nominare in ruolo non ci sono. Lo avevo scritto più volte a maggio di ogni anno perché io la matematica a scuola l’ho fatta bene e 1+1 so che fa due…
Ogni anno il ministero e i sindacati gridano vittoria all’annuncio del MEF, salvo risvegliarsi i primi di settembre sorpresi e increduli di non essere riusciti a fare bingo. I docenti creduloni non sono da meno. Quest’anno era ancora più scontato che sarebbe finita così perché, finite le assunzioni da straordinario 2018 e cancellate IRRESPONSABILMENTE le crocette, questo non poteva che essere il risultato scontato.

Lo avevo scritto ad aprile e maggio continuamente dicendo massimo 20.000-25.000.

E’ andata anche peggio!

Anche per questo ringraziamo tutti quelli che prendono lauti stipendi dalle nostre tasse senza risolvere i problemi.

Tornando ai numeri dei 64175 posti promessi solo 17637 (27,48%) docenti hanno ottenuto l’assunzione a tempo indeterminato, ma solo perché ci sono due ordini di scuola che forniscono docenti titolati per il ruolo: Infanzia e Primaria.
Sul Sostegno ancora peggio, come ogni anno d’altronde, dei 21453 autorizzati dal MEF solo 1657 (7,72 %)docenti hanno ottenuto la stabilizzazione.

 

Buon Anno scolastico

Ci penso e ci ripenso e mi chiedo come sia possibile ogni anno dover accogliere studenti con orari ridotti e organici mutilati.
Docenti tappabuchi e dirigenti esauriti si trascinano per corridoi sperando che nessuno starnutisca. “Vabbè il problema degli organici c’è sempre stato” mi hanno risposto all’USR cercando di contenere il mio sfogo. “Appunto” rispondo io.
Mai che sia possibile imparare dagli errori passati. In una situazione emergenziale bastava anticipare le graduatorie e ristrutturare i concorsi e invece…invece io domani apro i miei 15 plessi con i cerotti, offrendo ai miei piccoli alunni una scuola deserta, impaurita e per nulla inclusiva.
Non ho avuto 1 solo docente in aggiunta a quelli di ruolo… le nomine?
Tranquilli c’è tempo. La cosa importante è non perdere le regionali.
 
Buon anno scolastico 2020/2021 CDP

…GIRANO A PALLA…

QUESTA SERA…GIRANO!
 
Leggo da qualche parte che da una stima solo circa 25.000 sono le assunzione a tempo indeterminato a fronte di più di 84.000 cattedre autorizzate dal MEF.
Con titoli cubitali parlando di Flop della Ministra Lucia Azzolina o cose del genere. Chi mi conosce e soprattutto legge quello che scrivo da anni, sa che ho scritto questo già lo scorso giugno, quando politicanti improvvisati, sindacalisti fancazzisti e opposizioni ridicole si accanivano contro le crocette.
Ma lo avevo scritto a Bussetti e Pittoni l’anno prima e così alla Fedeli in precedenza. NON CI SONO I DOCENTI DA ASSUMERE NELLE CDC DOVE CI SONO LE CATTEDRE.
Dopo 5 anni forse lo ha capito perfino “il Bomba” che ha assunto più di 50.000 docenti senza cattedra, forse per assumerne UNA.
Possibile che non ci sia uno straccio di ragioniere che riesca a fare due calcoli COSì come si faceva un tempo alle scuole elementari? Come se non bastasse nello stesso articolo, fatto evidentemente da un grande esperto di scuola, iniziano già a mettere le mani avanti dicendo che pure la Call Veloce non funzionerà a causa del blocco dei 5 anni.
Allora sei proprio “cefalo”.
Caro espertone, il blocco dei 5 anni c’è già dall’anno 2019/20 e prima era di 3+1 e prima ancora di 3. Questo blocco l’ha voluto proprio la Lega di mister papete per evitare che i docenti residenti al sud prendessero le cattedre al nord per poi ritornare a casa l’anno successivo con i trasferimenti. Gli abbiamo perfino spiegato che bastava bloccare i trasferimenti interregionali, in modo da consentire spostamenti e aggiustamenti all’interno della regione, per venire incontro alle esigenze familiari e organizzative dei docenti.
Nulla!
 
Resta l’amarezza di aver previsto tutto usando semplicemente la logica dopo aver analizzato i numeri, che poi dovrebbe essere l’unica capacità che dovrebbe avere un politico per risolvere i problemi.
 
Andrò al mare a sbollire la rabbia.

LA SCUOLA E’ CHIUSA…

E’ un po’ di giorni che leggo nei vari gruppi WhatsApp o su FB di amici e conoscenti che pian piano hanno la conferma in ruolo. Oggi ad esempio tocca alla nostra amministratrice Nadia Tavella, gli occhi del CDP.
Tanti di noi quest’anno non dovranno fare domanda NASPI, può sembrare poca cosa, ma vi assicuro che andare in vacanza sapendo di riscuotere il 23 luglio è una certezza che ti rasserena l’estate.
Ci dispiace per coloro che ancora tribolano, ma ci siamo passati tutti.
La condizione di precariato l’abbiamo subita per più di 10 anni, alcuni quasi venti, su cattedre vacanti mica due ore qui o lì. L’altro ieri rispondevo ad una telefonata di consulenza sindacale e qualcuno dall’altra parte del filo mi chiedeva che non fosse giusto un concorso straordinario per chi aveva tre anni. Anche lei era precaria come gli altri, aveva avuto un contratto per 8 ore da fine novembre a giugno. Anche lei aveva diritto al ruolo…diamine.
Certo, se può fa! Questo immagino gli direbbe oggi un avvocato, un sindacato o un politico dell’opposizione. Foraggiare le casse o far cadere un governo è sicuramente un diritto ma non certo la verità.
Se penso che nel 2015 a precari con più di dieci anni di servizio su cattedre vacanti e un’abilitazione sulla disciplina gli offrirono il Concorso 2016… Anzi proprio grazie al pressapochismo e l’incapacità dei nuovi stregoni avanguardisti del “faccimm ammuina” si è ritornati “quasi” al concorsone del 2016, il più selettivo di sempre.
Che dire se non che si raccoglie ciò che si semina.
 
Da ieri leggo tanti commenti sulle linee guida della scuola. Mi ha colpito soprattutto un passaggio di un commento di un docente, condiviso a macchia d’olio sulla rete, che diceva testualmente: “In questo sventurato paese post covid-19 abbiamo visto uscire delle linee guida per tutto dai ristoranti ai parrucchieri, dalle grandi fabbriche alle estetiste. Mancava ancora qualcosa: la scuola. Già la scuola poteva ben arrivare per ultima.”
Risponderei semplicemente OVVIO.
Come poteva essere prima di ristoranti, parrucchieri, fabbriche ed estetiste visto che la SCUOLA E’ CHIUSA!
Sembra una banalità ma invece da l’idea di come anche la parte più formata di questo paese pensi più alle chiacchiere che ai fatti, non sapendo neanche se a settembre ci sarà o meno questo problema.
Di certo ci sarà la carenza di docenti da immettere in ruolo anche grazie alla stupida e banale disquisizione se sia più giusto e meritevole un test a risposta chiusa rispetto ad uno a risposta aperta.
Il risultato ottenuto: RINVIO!
Complimenti.
 
Poi ci sono le proposte gridate del tipo: eliminiamo le classi pollaio. Certo, chi non sarebbe d’accordo, ma dove sono i docenti e gli spazi per realizzare  tale proposta?
In Emilia hanno sperimentato durante il terremoto un coordinamento con il territorio per trovare attività e servizi esterni alla scuola. Pare abbia funzionato. Ma in Emilia Romagna è successo, ma cosa accadrà invece in Calabria o in Campania e forse anche in Lombardia?
Potrebbe essere una soluzione d’emergenza per evitare la DaD, ma vi chiedo: è poi così male questa didattica a distanza in caso d’emergenza? Perché o va bene una o l’altra, non è che dobbiamo sempre chiedere la luna se siamo a mezzogiorno.
 
Un’ultima cosa. A breve ci sarà l’aggiornamento delle Graduatorie d’Istituto, che diventeranno anche GPS e saranno informatizzate.
Questa è una battaglia che le associazioni di precari hanno sempre fatto a livello territoriale nei vari distretti e uffici, spesso contro chi quei docenti li doveva tutelare.
Bene e mi verrebbe da dire anche: FATTO!
 
Altra novità la così detta: “chiamata veloce” che garantirà un buon numero di immissioni in ruolo con il relativo svuotamento volontario di alcune GaE e GM sature in alcune regioni, ma vuote in altre.
Resta una scelta volontaria che garantirà un minimo di assunzioni in ruolo altrimenti quasi azzerate quest’anno, anche per la stupidità di chi non voleva le “crocette” e ha preferito le “domande aperte” che nel 2016 hanno creato tante ingiustizie a causa delle valutazioni “personali” di commissari “eccentrici”.
 
Sulla mobilità infine un’ultima considerazione.
Io capisco la scelta di un partito come la Lega allora a capo del ministero di bloccare i docenti per 5 anni.
Ma non capisco perché questa mobilità non possa avvenire all’interno della stessa regione e provincia. Se la logica del blocco, oltre alla continuità didattica, fosse quella di evitare i giochi di chi sceglie il nord per poi tornare a sud, il blocco regionale e provinciale in questo caso non avrebbe alcun senso.
Non parliamo poi delle assegnazioni provvisorie che hanno un’evidente logica anticostituzionale.
 
Per oggi può bastare e non dimenticate che gli insulti e le chiacchiere in questo gruppo non hanno cittadinanza.
Presidio alla Prefettura di Firenze.

PAS…ABILITAZIONE

Non riesco a non pensare a noi precari. A quando uscì il nostro bando… alle telefonate piene di amarezza. Agli sguardi incrociati, alle teste abbassate. Al viso dei miei cari amici del CDP.
Non riesco a non pensare a quella cupa sensazione di terrore che ti assaliva quando in cuor tuo ti domandavi:
“e se va male? Cosa faccio?”
 
La storia si ripete. La storia si avvita su se stessa e poi rimbalza davanti ai tuoi occhi come se nulla fosse successo prima… padri e madri che vivete del vostro lavoro… amici precari… FORZA!
 
 
Procedura straordinaria, per esami, finalizzata all’accesso
ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola
secondaria di primo e secondo grado su posto comune.
(Decreto n. 497).

Che bella CONVERSAZIONE

Condivido molto questa conversazione, la trovo l’essenza del fare scuola, le parole di Ludovico e Giuseppe aprono una pagina del nuovo modo di fare scuola in futuro.
Oggi è il 75° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo, quale migliore giornata per rifondare una nuova idea di scuola, fondata sull’UMANITA’, sul rapporto generazionale fra docente e discente, dove certo il fine rimane la formazione ma questa deve avere una sua anima formativa della persona a tutto tondo e non la mnemonica ripetizione di un sapere avulso dalla realtà.
Questa esperienza drammatica ci deve insegnare che si può ripartire ricostruendo le nuove regole dello stare insieme, in cui la passione e l’ingegno debbano avere uno spazio adeguato e noi docenti come scuola dobbiamo essere in grado di recepire e trasformare in una azione formativa che faccia dei nostri alunni dei cittadini migliori.
Giuseppe dice: “…Se noi riuscissimo a dire la scuola è un’avventura collettiva, è una scoperta collettiva, del mondo, di se stessi e in questa avventura collettiva voi dovete decidere i sentieri insieme all’insegnante…”
Quanta verità!
 
Grazie davvero Giuseppe Bagni e Ludovico Arte,
sentirvi parlare mi ha regalato una bella giornata di Liberazione.
 

Buona Pasqua!

Quando ho avuto l’assegnazione come Dirigente Scolastico in Val di Vara stavo per svenire. Google Maps la restituiva come una enorme macchia verde con piccoli scorci marroni. Agglomerati di case aggrappati a valli già solcate dal dolore per le alluvioni. Schivi e un po’ ruvidi come i liguri sanno essere, nei mesi gli insegnanti hanno mostrato un cuore grande… e niente, questa è la mia scuola e questi sono i miei insegnanti…

Quando ho avuto l’assegnazione come Dirigente Scolastico in Val di Vara stavo per svenire. Google Maps la restituiva come una enorme macchia verde con piccoli scorci marroni. Agglomerati di case aggrappati a valli già solcate dal dolore per le alluvioni. Schivi e un po’ ruvidi come i liguri sanno essere, nei mesi gli insegnanti hanno mostrato un cuore grande… e niente, questa è la mia scuola e questi sono i miei insegnanti…

Pubblicato da Nicola Iannalfo su Venerdì 10 aprile 2020

Nicola Iannalfo.

Uscito il decreto legge 22

Pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n.22 del 08/04/2020 – Misure urgenti sulla regolare conclusione e
l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento
degli esami di Stato.

Trovate in allegato il PDF delle prime 7 pagine della GU pubblicate sul sito istituzionale https://www.gazzettaufficiale.it/

NON SIAMO I “CASSONETTI” DELLA VOSTRA EMOTIVITA’

Mi telefonano docenti letteralmente assaliti da genitori… “troppo materiale!!”,   “poco materiale”,   “i video mi consumano i giga”,   “la stampante non funziona”,   “mio figlio non può stare al PC perché ha problemi di schiena”… allora bisogna capire una cosa.
La scuola e i docenti stanno facendo uno sforzo fuori misura per garantire la continuità didattica in un contesto sociale completamente disorientato.
Gli insegnanti non sono i “cassonetti dell’emotività” dei genitori perché a loro volta sono spesso genitori. Per questo ci sono i terapeuti che visitano anche via Skype.
La scuola non fa terapia di gruppo e questo mettere al centro gli alunni riporta il PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ in assoluto primo piano.
Cari genitori la responsabilità educativa è condivisa quindi staccatevi da Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso e dateci una mano.
 
(riflessione … di un DS febbricitante ma senza coronavirus…)
 
NICOLA IANNALFO
 

BOZZA BANDI

Caro Nicola Iannalfo, fratello di tante battaglie, intanto ti ringrazio per i due interventi fatti in questi due giorni e che dimostrano come l’impegno e la lucidità non dipendono certo dalla propria posizione lavorativa, come purtroppo spesso leggo in tanti gruppi.

Mettersi sempre in gioco, senza alcun fine e tornaconto personale è lo spirito che ci ha sempre animati. Forse oggi siamo perfino più lucidi e distaccati, vedendo più di altri chiaramente l’orizzonte, senza illusioni.

Nel merito del tuo secondo post, preferisco ripartire dalla tua affermazione: “Molti amici meritevoli rimasero schiacciati da un sistema di reclutamento selettivo, che si consumò in commissioni estremamente generose e commissioni in evidente “stato confusionale” che negarono il ruolo a docenti da decenni parte strutturale del sistema scolastico.”

Personalmente penso che questa sia stata la ragione fondamentale per la quale abbiamo ottenuto il transitorio. Perché con numeri alla mano e l’aiuto di grafici e tabelle abbiamo dimostrato ai politici che quelle bocciature mirate, oltre a non avere alcun senso logico e statistico, hanno lasciato Regioni intere del Paese senza docenti di ruolo e con altri anni di precariato. Per fortuna con il D.Lgs 59/17 fra lo scorso anno e quello in corso molte di queste situazioni si sono “sanate”. Ricordo ancora una volta a tutti che proprio il MERITO nel concorso 2016 è stato il primo SCONFITTO. Per non parlare dell’infamia di tutti quei “colleghi” che hanno voluto espiare le loro frustrazioni facendola pagare ad altri docenti che per anni hanno tamponato le falle del Titanic, dopo anni e anni di servizio e con un’abitazione imposta dallo Stato “esattore”.
No, lo grido forte come te, basta giochi e fantasie adolescenziali,
RIVOGLIO LE GRADUATORIE PERMANENTI!

Senza quella assurda chiusura delle G.P. nel 2007, tutti questi anni di precariato per molti di noi non ci sarebbero stati. Evidentemente allora era più urgente assumere qualcuno piuttosto che risolvere i problemi della scuola.
La lezione ahimè non è servita. Oggi infatti siamo nuovamente alla rottura fra Governo e OOSS.
C’è da dire che le due situazioni sono molto diverse e resto incredulo nel leggere post di esponenti della Lega che prima hanno cancellando il dlgs 59/17 e oggi invece chiedono una sanatoria con lo slogan: tutti dentro. Ma non eravate voi al Governo e con un Ministro in forza? Cosa pensavate di fare quando avete fatto cadere l’esecutivo precedente? Pensavate che i fautori del merito facessero quello che non siete stati in grado di fare voi?
Poi ci sono quelli che hanno accettato in toto il piano straordinario di assunzione di Renzi e oggi gridano allo scandalo. D’altronde non è un caso che in questi anni siano nati gruppi e associazioni di precari. Nessuno si è più sentito tutelato, salvo i privilegiati delle GaE. Ecco quella sarebbe stata l’unica giusta battaglia da fare allora. Aprire agli abilitati e chiedere corsi universitari e/o corsi di specializzazione all’insegnamento così come prima le SiSS o poi PAS e TFA. Oggi è un po’ tardi direi, soprattutto se come per noi non sia previsto un automatismo di accesso al ruolo. Altrimenti come allora resta una mancia alle Università e alla varie industrie che fioriscono intorno a corsi e concorsi.

E’ mancata una visione e probabilmente manca ancora oggi. Il nuovo Ministro da parte sua pensa a Lauree specifiche per l’insegnamento anche per la Secondaria. Non sarebbe sbagliato in se, ma rimane la questione aperta e non più rinviabile delle supplenze in alcune discipline. Fino a quando non si approderà ad una logica di problem solving, la soluzione sarà sempre lontana.
In assenza di idee e di una visione futura, riaprire le GaE resta la soluzione più semplice, economica e d’emergenza. Questo Paese si merita stabilità e continuità, la scuola ne ha estremo bisogno.

 

 

RIVOGLIO LE GAE

RIVOGLIO LE GAE

Sarà che da Dirigente Scolastico sento ancora il peso del precariato che solo fino a 3 anni fa rappresentava la nota stonata, la “maschera di infamia” di un’esistenza che alle pressanti domande di parenti e amici “allora sei finalmente entrato in ruolo?” opponeva una laconica risposta “ma in qualche modo dovrebbero sistemarci”. E in fatti ci sistemarono… un concorso nel 2016 raffazzonato e scomposto. Molti amici meritevoli rimasero schiacciati da un sistema di reclutamento selettivo, che si consumò in commissioni estremamente generose e commissioni in evidente “stato confusionale” che negarono il ruolo a docenti da decenni parte strutturale del sistema scolastico.

Ma la “massa” di precari continua a lievitare e a monte di una nuova tornata concorsuale ancora si predica con biasimo che la colpa annosa del precariato è da individuare nelle GaE: il coronavirus delle graduatorie per il reclutamento.

Sentenziare che le GaE rappresentino il male esistenziale del sistema scolastico è come sostenere che il bicchiere che contiene il veleno sia l’artefice della morte. Già perché le GaE altro non furono che un contenitore che raccolse il marasma di docenti inglobati da “generosi” concorsi abilitanti, sanatorie, corsi abilitanti di 40 ore, doppi tripli canali… insomma, il tappeto sotto il quale nascondere la polvere amministrativa degli ultimi 20 anni.

Ma il problema continua ad essere il contenitore, cosi per un attimo non pensi al veleno che l’incapacità amministrativa ha iniettato nel sistema linfatico scolastico.

Perché spendere parole in favore delle GaE? Fondamentalmente per una mera questione di onestà intellettuale: il problema non furono le GaE, ma il modo scellerato con cui furono “riempite”. Io difendo le GaE, un contenitore… una graduatoria dove un docente precario poteva “stazionare” in attesa del ruolo. Una sorta di limbo che in qualche modo avrebbe anticipato il “posto fisso”. Precario sì, ma aspirante docente.

Cosa sono oggi le Graduatorie di Istituto? Una “selezione della specie”, un’anticamera dalla quale si può uscire vivi o morti. L’illusione di essere quello che forse non sarai mai: un docente di ruolo. Però servono, servono maledettamente queste Graduatorie di Istituto perché la scuola ha bisogno di “manovalanza”, di “lavoratori stagionali” e poco importa se prima o poi la stagione finisce.

Allora rivoglio le GaE, ma questa volta con una coscienziosa selezione in ingresso. Se ti seleziono prima del tuo ingresso a scuola ti ho già ritenuto “abile” come insegnante e quindi abilitato alla professione. Parliamo di questo: di una selezione in ingresso e non in itinere. Chi non è idoneo per occupare una cattedra a tempo indeterminato non è idoneo a supplire alle mancanze di docenti e molto spesso di docenti di sostegno. Fino al giorno in cui il sistema non avrà la forza di realizzare una vera selezione in ingresso chiedo solo una cosa: più rispetto per i precari storici delle Graduatorie di Istituto.

LA STORIA NON INSEGNA NULLA

Eppure lo storico esiste.

Renzi cadde sulla scuola, su quella mobilitazione generale che in prima lettura parve non avere seguito. Ma quel maggio del 2015 segnò uno scollamento tra la base e il PD che presto risultò insanabile. Spesso Renzi ammise che sulla scuola si erano sprecate occasioni e fatti errori. L’errore che si consumò e che sembra riproporsi ciclicamente è il voler “maneggiare” la scuola senza includere il mondo scolastico. La scuola è una iattura, un mostro sopito che non conviene risvegliare. Ed eccoci: nuova rottura tra Ministero e OOSS, rottura tra testa e cuore…

Evidentemente la storia non insegna e come prevedibile il ciclo si chiuderà. Spero in una nuova stagione di lotta…

FELICE 2020

Come sempre l’ultimo dell’anno si fanno i bilanci.

Questo per molti di noi è stato l’anno del riscatto. Abbiamo lottato in prima persona per ottenere quello che da sempre abbiamo ritenuto un diritto. Non perché unti dal signore o perché super meritevoli, semplicemente perché per anni abbiamo svolto il nostro lavoro con professionalità e abnegazione, malgrado tutto e tutti. Potevamo esserlo da anni se solo si fosse avuta la lungimiranza di non sprecare soldi e tempo in inutili giochi di potere o arricchendo studi legali che di questa situazione sono stati gli unici veri beneficiari.

Fra lo scorso anno e questo, almeno il 90 o addirittura il 95% dei docenti abilitati è in ruolo. Con il tempo si arriverà al 100%. Se la Lega e il suo ex ministro non avessero abolito l’articolo 17 del dlgs 59/17 forse oggi ci sarebbero altri colleghi di terza fascia nell’anno di FIT per entrare in ruolo il prossimo anno. Hanno preferito cancellare una legge senza averne approvata un’altra. Errore fatale per chi governa. Bene ora che sono all’opposizione dicono che avrebbero fatto mare e monti. Intanto, così come fu con la Gelmini, hanno fatto solo danni.

A fine anno, come da programma, è arrivata una nuova Legge sul reclutamento, la 159 del 28/12/2019, che certo è molto più selettiva del dlgs 59/17, comunque garantirà un’ulteriore boccata d’ossigeno alla carenza di docenti in varie discipline. Perché il problema fondamentale della scuola resta la precarietà della professione, oltre alla qualità e l’aggiornamento della didattica e la difficoltà di svolgere questo arduo compito in strutture fatiscenti e poco adeguate alle nuove metodologie didattiche. La carenza di risorse e i bassi stipendi fanno il resto. La scuola va rifondata e per farlo lo Stato deve dargli la giusta priorità. Per questo si è dimesso un ottimo Ministro. Solo quando si capirà questo le cose andranno meglio.

Chiudo con l’augurio che il prossimo anno si possa aprire una nuova stagione di apertura e confronto utile per trovare insieme soluzioni giuste e condivise per una scuola rivolta al futuro.

La scelta di un Ministro donna, giovane e preparata non potrà che aiutare questa stagione, soprattutto se penso che Lucia è anche una cara amica.

Felice Anno Nuovo a tutti, colleghi, amici e compagni.

LEGGE 159 DEL 28-12-19 – Misure di urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico

CARA LUCIA, NOI CI SIAMO…

L’On. Lucia Azzolina, nonché sottosegretario al MIUR, sembra seguire finalmente una strada logica e sensata. Si parla infatti di emendamenti da approvare nel decreto 216, per renderlo più giusto ed efficace. Direi che la strada per una nostra partecipazione alle prossime audizioni al Senato potrebbe essere quasi certa. Con  Nicola Iannalfo potremmo rivederci presto. Non c’è dubbio che questa diretta dipani alcuni dubbi e modifiche che ci eravamo posti e che rendevano questo Decreto un po’ lacunoso.

Sono personalmente contento che si riparli di una riapertura della terza fascia ma soprattutto all’idea della provincializzazione delle Graduatorie d’Istituto.

Come si è fatto a non capire negli anni che quello è diventato un vulnus e un’assurda ingiustizia, che ha costretto tanti docenti titolati e con anni di esperienza di restare senza lavoro mentre magari in cattedra ci si finiva con una semplice MAD e senza alcuna esperienza con contratti perfino al 31/08.

Sono contento che queste questioni siano finalmente arrivate a Viale Trastevere e per questo ringrazio l’amica  Lucia Azzolina.

Pubblicato da Lucia Azzolina su Mercoledì 13 novembre 2019

 

RIP Cara Maria…

Oggi mi è molto dispiaciuto leggere questa notizia nelle News, la perdita di una parlamentare con la quale, nel bene o nel male, abbiamo lungamente lottato per evitare che si approvasse la legge più ingiusta e sbagliata sulla scuola degli ultimi 10 anni.

Eletta per il Pd alla Camera dei Deputati ha continuato ad essere un punto di riferimento per tutte le battaglie per l’educazione, la cultura e soprattutto per le donne.

A nome mio e di tutto il CDP un ultimo caro saluto:

Ciao Maria, un grande abbraccio…Rip

IL PASSO DEL GAMBERO…

Non mi sono ancora espresso su un accordo sottoscritto e firmato qualche giorno  fra Ministro e sindacati.  Preferisco aspettare una bozza dettagliata, perché come diceva Nanni nel film Palombella Rossa:    “Le parole sono importanti…”

Faccio solo due considerazioni oltre al giudizio sommario del titolo. Sulla mobilità mi astengo, perché rischierei di usare parole troppo dure, non consone ad un educatore.

Stando alle indiscrezioni la prima novità introdotta  è che le selezioni da una così come prevista dal DLGS 59/17, sono diventate due. Inoltre in entrambe è previsto il voto minimo di 7/10 (non capisco perché si continui a sbagliare, visto che ogni volta con un ricorso al TAR, si farà passare chi ha preso 6/10), voto minimo all’orale 7/10 e graduatoria dei vincitori per i primi 25.000, mentre per i restanti la sola abilitazione. Proprio un salva precari.
Intanto non credo che coloro che hanno tre anni di servizio negli ultimi otto saranno molto più dei posti messi a concorso. Si lo so che c’è qualcuno che crede ancora agli angeli e demoni. Ma nella realtà ci sono sempre e soltanto i NUMERI. Che guarda caso ancora latitano.
Io personalmente avrei fatto una selezione sul servizio, cioè chi ha tre anni sulla disciplina fa l’anno di formazione e prova, con in più i 24 crediti e l’esame finale orale.
Per tutti gli altri avrei applicato ciò che già prevedeva il DLGS 59/17, che era molto meno selettivo di questo, in quanto prevedeva una sola prova selettiva, lo scritto e un orale non selettivo come per il  transitorio del 2018. Inoltre il vecchio Decreto garantiva l’accesso alla GMRe con percentuali graduate negli anni ma per TUTTI.
Il vantaggio è che coloro (pochissimi) che nel corso degli ultimi anni hanno accumulato 3 anni di servizio sulla disciplina lo hanno potuto fare perché ci sono posti liberi in OD per l’esaurimento di tutte le graduatorie: GaE, GM 2016 e in GMRe 2018. Quindi immissione di ruoli su posti vacanti e non numeri da giocare a lotto. Ma si sa che le soluzioni semplici non piacciono, tipo l’apertura delle GaE nel 2014, che avrebbe garantito già da cinque anni più della metà delle supplenze annuali in meno, due concorsi fallimentari e tante ingiustizie.

La seconda considerazione riguarda soprattutto il modo di operare di questa nuova compagine governativa.
Premetto che mi piace molto l’immagine di svecchiamento in atto al ministero. I volti di Fioramonti, Ascani e Azzolina lo rappresentano visivamente, ma non basta. Serve soprattutto un cambiamento nei metodi di analisi e condivisione dei problemi, così come la ricerca di soluzioni condivise.
Soluzioni che devono essere innanzi tutto svincolate dagli interessi dei singoli ma solo rivolte alla soluzione rapida e pratica  dei problemi.

Questo si chiede alla politica, non risposte teoriche per le quali ci sono fior di professori. Aprire dei tavoli e discutere con le parti resta la strategia giusta, anche se mi rendo conto che i problemi da affrontare sono urgenti e il poco tempo di certo non aiuta.

Proviamoci!

 

 

Cod Fisc 91044730488