PUBBLICATO DECRETO INFANZIA E PRIMARIA

Ci siamo cari colleghi di Infanzia e Primaria.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DECRETO del 17 ottobre 2018.
“Concorso straordinario, per titoli ed esami,
per il reclutamento di personale docente per la
scuola dell’infanzia e primaria su posto comune
e di sostegno.”

Alcuni dicono che a breve ci sarà il bando…

Mah, nutro qualche dubbio, ma aspettiamo sereni. Di certo, viste le problematiche del Transitorio per la Secondaria, fare presto è quasi un augurio.

Stralcio da G.U. del Decreto Concorso Straordinario Infanzia e Primaria

CHI HA IL PANE…NON HA I DENTI

Ieri pomeriggio e questa mattina all’Istituto Superiore Russell-Newton si sono tenute le operazioni annuali della Provincia di Firenze per la Scuola Primaria.

Dopo i due giorni di assegnazione delle supplenze vi alleghiamo in PDF i posti residui rimasti dopo le circa 800 convocazioni.

Dei 307 posti su cattedra, sono state assegnate solo 194 cattedre annuali e qualche spezzone orario per scelta dei candidati. Quindi circa il 24% dei posti. Della serie “chi ha il pane…non ha i denti.”

Preferiamo non aggiungere altro.


Posti RESIDUI Primaria di Firenze dopo le operazioni annuali

CHI E’ SENZA PECCATO…

CHI E’ SENZA PECCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA…

Rientrato ieri sera a Firenze, dopo il furto del cellulare, mi sento un po’ come nel film Caro Diario, quando Gerardo (Renato Carpentieri) lascia di corsa l’Isola di Ginostra gridando…televisione, ascensore, telefono, acqua calda…aggiungo io INTERNET.   Insomma sono nuovamente “connesso”.

Navigando su vari siti e gruppi leggo qua e là fra le righe, post anacronistici pieni di livore e disprezzo e mi torna in mente sempre Nanni Moretti quando diceva nel film:

“Ecco, penso: ma chi scrive queste cose, non è che la sera, magari prima di addormentarsi, ha un momento di rimorso?”

Forse anche noi dovremmo provare un po’ di rimorso per non aver saputo spiegare bene ciò che siamo riusciti ad ottenere con il così detto “transitorio” per i docenti abilitati. L’unico che resta una tantum per chi è stato “massacrato” da alcune commissioni. Ricordo a chi si è sempre opposto e magari oggi recrimina per un punticino in più o in meno, che a settembre 2016, la Ghizzoni ci disse chiaro e tondo a cosa era approdata la Commissione Cultura: “Concorso con prova orale selettiva per gli abilitati TFA, mentre per gli abilitati PAS scritto e orale selettivo”.

Ricordo ancora lo sguardo incredulo mio e di Nicola su quella panchina delle Cascine. Poi però molte cose sono cambiate e già dal confronto a quei tavoli della festa dell’Unità. Poi il referendum, l’inizio del vero dialogo e il confronto che ha portato all’approvazione, a voto unanime dei vari gruppi politici, del D.Lgs. 59/2017.

Al contrario di quello che si possa pensare, abbiamo ottenuto tanto, soprattutto la difesa del nostro diritto al lavoro. Credo che una delle ragioni principali di questo ribaltamento attraverso la prova orale non selettiva si sia ottenuta perché abbiamo dimostrato, con numeri e tabelle alla mano, che questa discriminazione sia avvenuta realmente. Nessuna colpa alla politica. Le bocciature indiscriminate in alcune commissioni sono venute dai colleghi e dirigenti delle nostre stesse scuole.

La cosa che mi rammarica di più oggi è la costatazione che, a due anni da quei giorni, proprio in Toscana ma anche in altre regioni a essere discriminati saranno proprio gli stessi docenti che già lo furono nel 2016. E’ incredibile come, almeno in Toscana, Italiano, Tecnologia e Francese saranno le CdC che non avranno nessun contratto firmato al primo settembre 2018 per l’ammissione al terzo anno di FIT, pur essendo le tre classi di concorso che da sole fanno quasi mille cattedre vacanti in regione. Non essendoci né candidati in GaE né in GM perché tutte esaurite, i posti resteranno VACANTI, come nel 2017.

Un’altra ingiustizia è compiuta.  Le stesse vittime.

Scusate ma il PD questa volta non centra nulla, non centra la politica o l’Ufficio Scolastico Regionale. Così come allora le colpe sono da distribuire fra i nostri colleghi di ruolo, che non hanno dato la loro disponibilità. Non mi meraviglierei che magari saranno gli stessi che già nel 2016 ci “bocciarono” al primo scritto per la…“creatività”.

Ad oggi ci sono solo alcune GMR pronte per essere utilizzate e che trovate su questo blog, nella sezione “Concorso 2018” sono visibili le GMR disponibili della Toscana.

Se ci fossero stati errori o addirittura esclusioni vi consigliamo di inviare subito una PEC o una raccomandata per segnalare le inesattezze, altrimenti ci si attiene a ciò che lo stesso decreto recita al punto 4:

“Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rispettivamente entro e non oltre sessanta e centoventi giorni dalla pubblicazione all’albo dell’Ufficio”

Questo il link diretto: https://www.docentiprecari.it/graduatorie-merito-regionali

Per finire chiediamo come sempre nella nostra associazione di tenere un profilo lucido e appropriato, siamo docenti e non dovremmo mai dimenticarlo. Noi da parte nostra continueremo a dialogare con tutti, per trovare soluzioni a problematiche non semplici ma fattibili. Tanti temi, soluzione “umana” per coloro che siano già in ruolo con anno di prova superato per i DM, ripetibilità terzo anno di FIT, accesso ai ruoli solo con abilitazione, eventuale espletamento di un nuovo percorso PAS anche se in contraddizione con il D.Lgs59/17 o in alternativa approvazione dell’articolo del mille proroghe che prevede riapertura GaE, assegnazione delle supplenze annuali con GaE esaurite da Seconda Fascia d’Istituto su tutto il territorio provinciale. I temi sono tanti ma intanto vi chiediamo un piccolo favore, non lamentatevi più su chi non decide più nulla da mesi,  il PD non c’è più, fatevene una ragione. Oggi a decidere sono altri, M5S e Lega, sono loro i nuovi attori della decisione politica anche se, sarà giusto un’impressione, devo dire che non stanno tenendo fede ai loro programmi elettorali sulla scuola o comunque alle vecchie battaglie fatte “insieme” quando a governare era il PD. Speriamo di sbagliarci e come diceva qualcuno, duemila anni fa:

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra…

NASPI 2018

NASPI 2018 – Breve guida

Come ogni anno il primo di luglio per molti di noi non è l’inizio della vacanza, ma il primo giorno di disoccupazione. LICENZIATI!

La solita finzione italica per risparmiare un centinaio di euro e lasciare in attesa per mesi gli insegnanti precari. E’ tempo di NASpI.

Questa è una piccola guida realizzata lo scorso anno, ma corretta e aggiornata ad oggi. Spero che vi possa servire durante la digitazione della domanda. Ricordate che una volta inviata dovrete entro 15 giorni mandare una mail al Vostro CPI con il testo (modificato) che ho indicato nella guida. Per gli indirizzi guardate i vostri Centri Provinciali dell’Impiego su internet.

Breve guida NASpI aggiornata e compressa

Inoltre allego anche il pdf del modello SR163 che, dopo aver salvato sul vostro PC, potete compilare, stampare e farlo poi firmare in banca o alle poste.

SR163_Rich_Pag_Prest

Ci attende una lunga estate, per molti di noi anche un concorso (se mai partirà) e qualche timida giornata di relax.  Parafrasando un detto di Andy Warhol: “Non andremo mai in pezzi perché non siamo  mai stati interi.”

CONCORSO 2018 TOSCANA

CONCORSO 2018 TOSCANA  aggiornato

Alcuni colleghi in privato ci chiedono informazioni sul fatto che alcune commissioni non corrispondono al decreto di istituzione delle stesse, così come pubblicate dall’USR Toscana, che trovate nella sezione CONCORSO 2018 nel menu in alto.

La ragione è ovvia, perché vengono continuamente pubblicati successivi decreti che modificano quello iniziale per varie ragioni: rinunce, sostituzioni o semplici integrazioni.

Per evitare confusione e malintesi abbiamo pensato pensato di costruire una tabella aggiornata di tutte le Commissioni della Toscana, che modificheremo di volta in volta in base ai nuovi decreti pubblicati dall’USR della Toscana. Certo non avrà l’ufficialità del documento firmato dall’ufficio scolastico regionale ma consente di avere subito un quadro di tutte le commissioni aggiornate alla data fissata in alto.

 

Abbiamo un nuovo governo e ministro…

Avrei qualche sassolino da togliermi…ma lascio che il dolore arrivi al punto giusto.

Da qualche giorno abbiamo un governo.

Può sembrare una cosa scontata, ma in realtà non lo era fino a qualche giorno fa.

Questo vuol dire che abbiamo un nuovo interlocutore a Viale Trastevere. Si tratta di un uomo della lega, docente, poi dirigente e infine  provveditore a Milano. Quello che è certo che è molto amico del sottosegretario Giorgetti. Peccato per l’amico Mario Pittoni, che da anni si occupa di scuola ed è stato uno dei principali interlocutori degli ultimi anni e con il quale abbiamo condiviso diverse battaglie. Sembra tanto un colpo basso e non  vorrei che fosse per una questione di titoli e curriculum. Lo aspettiamo sottosegretario.

Dispiace anche per Salvatore Giuliano, che di certo avrebbe dato più vigore al cambio di prospettiva, visti i risultati del suo Istituto a Brindisi. Per non parlare dell’interlocuzione prossima con Silvia Chimienti e Michela Montevecchi. Anche per loro speriamo in un posto da sottosegretario.

Ieri ho avuto una comunicazione con il Dirigente del USR Toscana, il dott. Fabio Pagliazzi, su diverse questioni. La prima riguarda le difficoltà di reperire docenti abilitati al fine di per poter costituire le commissioni ed espletare il concorso bandito con D.D.G. 85 dell’1 febbraio 2018, per il reclutamento del personale docente nella scuola secondaria di I e II grado.  Come sapete con la nota del 23/04/2018 era stata prorogata la data per far pervenire le adesioni al 28 aprile 2018 ma poco è cambiato, essendo arrivate solo un paio di altre candidature.

L’ufficio resta quindi in attesa di ulteriori candidature, senza le quali il concorso per alcune CdC non può essere espletato. L’ufficio ci conferma che vengono inviate continue richieste ai dirigenti scolastici per far si che vengano invitati tutti i docenti dei plessi a dare la loro disponibilità. A questo proposito si è detto personalmente lieto se anche le associazioni, i sindacati e le RSU si attivino affinché diano un loro contributo nella ricerca di presidenti, commissari, aggregati e segretari.

Per cui a nome dell’ Associazione CDP chiediamo a tutti voi di invitare e chiedere ai colleghi nelle vostre scuole di darci una mano per espletare la procedura concorsuale in tutte quelle discipline ancora non istituite.

Ho chiesto a tal fine se fosse stato possibile utilizzare una deroga ai requisiti richiesti dal DM 995 del 15/12/2017 che all’articolo 12 comma 1 che prevede il requisito dei 5 anni di ruolo sulla disciplina da valutare, così come già accaduto nel 2016. Ad esempio la possibilità di accesso a docenti in ruolo con meno di 5 anni di servizio o docenti non in ruolo o nell’anno di prova che abbiano comunque maturato già 5 anni di servizio a tempo determinato sulla disciplina.

Il dott. Pagliazzi mi ha confermato che per questo ci vuole una circolare o decreto del MIUR e, non essendoci un ministro, non è possibile effettuare ad oggi tale modifica. Mi ha però confermato che a Roma gli hanno fatto sapere che è già pronta una modifica per un’eventuale deroga così come è accaduto nel 2016.

Per quanto riguarda invece la questione per l’estrazione della traccia mi ha detto che tale facoltà sarà decisa direttamente dalla Commissione, pur riconoscendo molto valida la modalità già adottata da diverse commissioni che prevedono l’estrazione della traccia della commissione e invio della stessa per mail.

Ho anche posto un’altra questione delicata, che spero venga affrontata e che evito di esporre pubblicamente per “privacy”.  La notizia positiva che leggo dal sito ufficiale del USR di ieri è che a quanto pare la questione è stata affrontata e…risolta.

Restiamo in attesa, godendoci un paio di giorni di pace prima dei prossimi giorni di fuoco.

…CI SIAMO QUASI…

Oggi in Gazzetta Ufficiale, la numero 30 del 13 aprile 2018, è stato pubblicato l’avviso con le sedi regionali in cui si svolgeranno le procedure concorsuali per la prova orale del concorso per i docenti abilitati.
In tutti i casi in cui gli iscritti alla procedura concorsuale dovessero essere in numero inferiore alle 100 unità, verranno aggregati alle commissioni più vicine.
La Regione in cui si svolgeranno le prove sarà quella in cui ci sono state le maggiori adesioni alla procedura concorsuale.

Allegato 1

E’ inutile ricordarvi che le Regioni in cui ci saranno quasi tutte le procedure sono le stesse in cui i commissari nel precedente concorso hanno “tagliato” i loro colleghi, lasciando centinaia di cattedre vacanti.
Speriamo solo che non debbano nuovamente essere loro a gestire questa procedura. Noi intanto, per sicurezza, anche grazie ad un lavoro immane svolto in questi due anni, gli abbiamo tolto il colpo in canna, quindi potranno sparare solo a salve.

Queste le aggregazioni territoriali:

Allegato 2 – Prospetto aggregazioni Territoriali ruotato

…I PRIMI NUMERI DEL CONCORSO 2018

Allora 49.901 domande inoltrate, di queste 10.404 sono dei docenti di ruolo. Il che vuol dire in teoria che i docenti abilitati sarebbero non più di 39.497.  Probabilmente da questo numero andrebbero sottratti alcuni docenti ITP a cui è stato riconosciuto il diploma di maturità come titolo abilitante, dopo e  grazie a sentenze o riserve. Come previsto dal 2016 saremo circa 30.000-35.000 docenti abilitati.   Ma non dovevano essere 80.000 o addirittura 100.000 i docenti abilitati stimati dal MIUR pochi mesi fa? Già si fossero calcolati i numeri reali, che senso avrebbe avuto fare un nuovo concorso. Bastava un normale concorso per titoli.

Le nostre previsioni sono lì a dimostrare che non eravamo “spacconi” ma che due somme le abbiamo imparate a fare nella nostra scuola pubblica, tanto vituperata. Se invece di sparare numeri a caso si fosse fatta una semplice analisi dei dati, ora non saremmo qui a fare questo transitorio ottenuto in anni di lotte, con un dispendio di risorse ed energie.  Lo abbiamo sempre scritto e detto da anni, perché siamo abituati a ragionare ma soprattutto ad usare la logica.

A questo punto, visto il nuovo inserimento dei dati, ci aspettiamo in breve tempo il dettaglio dei numeri per classi di concorso, regione per regione, in modo da confrontare questi dati con i posti disponibili.  Mi piacerebbe dire a tutti quei professionisti del ministero di Viale Trastevere,  pagati con i denari delle nostre tasse, che se non siete in grado di fare questo lavoro minimo ed elementare, siamo disposti a farlo noi per voi gratis.

Ci basta un giorno se ci fornite i “numeri”. Vi facciamo tabelle, con disegnini e grafici, su qualunque supporto.

In attesa di una vostra risposta, vediamo di analizzare le poche informazioni fornite dal ministero. Risultano più domande presentate al Sud (23.476), seguite dal Nord (17.036) e dal Centro (9.389). La maggior parte delle domande proviene da insegnanti specializzati sul sostegno nella scuola di II grado e abilitati in Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria I grado.

ECCO IL BANDO…

Qualche anno fa mi trovavo in Sila e commentando la foto scrivevo:


“Nei boschi della Sila questo raggio di luce ci segnala “una speranza” ma per realizzarla ci vuole la forza e la volontà delle persone. Con le chiacchiere davanti ai monitor si va poco lontano. Noi comunque ci siamo e andiamo AVANTI.”

Oggi quel raggio di sole inizia a illuminare un percorso, logica conseguenza delle nostre azioni:

Bando Concorso Abilitati 2018

Questa sera rileggendola, ho pensato che sarebbe stato un buon inizio per un post. Poi ho trovato una bella frase scritta da una sorella di lotta oltre che carissima amica, Mascia Meleo, che da sola basta a descrivere il nostro stato d’animo:
“Con questo bando vi regaliamo un po’ della nostra vita e un po’ di serenità”.
 
Noi ci abbiamo creduto già prima della 107/15. Soprattutto non abbiamo mai mollato, anche dopo la sua approvazione fatta a colpi di maggioranza, malgrado lo sciopero del 5 maggio e tutto il mondo della scuola contro.
Le umiliazioni invece di piegarci ci hanno forgiato e fortificato nel carattere.
Oggi raccogliamo ciò che nessuno ci avrebbe mai regalato, a cominciare dai sindacati per finire alle forze politiche.
Vorrei che fosse chiaro a tutti che le richieste per questo Bando, frutto ovviamente di una mediazione, erano già chiare e scritte dai vari gruppi molto prima della 107/15. Non solo a parole, ci sono fatti che testimoniano il nostro operato, sia nelle audizioni sia in aula alla Camera o al Senato, attraverso emendamenti e interrogazioni. Certo sono passati quasi quattro anni da allora, è vero, ma la soddisfazione di essere stati artefici di questo risultato ci rende sereni e più consapevoli del traguardo raggiunto.
Siamo stati in tanti ad aver contribuito e per non sbagliare evito l’elenco, anche perché sarebbe troppo lungo e sicuramente dimenticherei qualcuno. Ci dispiace molto per quelli che continuano a remare contro, ma ricordo che nessuno è obbligato, se ritenete ingiusto e illegittimo il risultato, prendetevi una vacanza e organizzate lotte e iniziative per ottenere di più. State sicuri che noi vi aiuteremo, perché l’obiettivo che perseguiamo è migliorare la nostra condizione per il bene della scuola in cui da anni “viviamo”.
Un ultimo saluto e pensiero lo dedico alla persona che di questo decreto è stata relatrice, soprattutto in questo periodo non proprio esaltante. Come scrivevo qualche giorno fa, gli auguro tutto il bene possibile, con la consapevolezza di sapere che la regola che muove le cose è sempre la stessa: “Quel che semini…raccogli. 
Buona guarigione!
Per tutti NOI invece auguro un buon transitorio con la speranza che questo ruolo, atteso da anni, arrivi al più presto.

ECCO IL DECRETO…

L’altra sera avevo scritto un post un po’ “duro” perché sono stanco di leggere commenti e attacchi faziosi solo per il gusto di contraddire e difendere un proprio interesse. Nella vita ho sempre cercato di guardare orizzonti lontani, evitando di restare ingabbiato nell’interesse personale. Devo dire che spesso ho pagato anche per questo, ma non mi sono mai posto il problema, ho sempre rivolto lo sguardo avanti, mai indietro. La vita come l’acqua trova sempre un suo corso naturale. Chi siamo noi per cambiarlo. Chiudevo il post chiedendo un favore a tutti noi. Cerchiamo di fare uno sforzo e di essere più obiettivi, usiamo e pesiamo le parole che scriviamo, evitiamo termini come: sterminio, strage, macelleria sociale e tante altre che si leggono in commenti e accuse. Lo dobbiamo alla nostra intelligenza e professionalità, noi che di questo sapere dovremmo essere i massimi attori.

Oggi comunque abbiamo finalmente il regolamento in G.U.

E’ quello che negli ultimi due anni abbiamo cercato di migliorare insieme a tanti altri. Evito i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo decreto…meno indigesto.  Visto però che la relatrice non attraversa un buon momento, ringrazio solo lei e credo di poterlo fare a nome di tutti voi che ci seguite da anni.

Grazie, Manuela Ghizzoni,  sono sicuro che la vita prima o poi rende quello che si è dato.   Sperem…

DECRETO 15-12-2017 Concorso 2018 ABILITATI

ASSEMBLEA SINDACALE

Assemblea sindacale 23/01/2018

Cari colleghi volevo ricordarvi che io e Nicola saremo relatori alla prossima assemblea sindacale provinciale organizzata dalla Gilda di Firenze. Già da fine novembre 2017 la responsabile provinciale prof.ssa Silvana Boccara ci aveva chiesto di organizzare insieme questa iniziativa sul nuovo sistema di reclutamento. Abbiamo dato subito la nostra disponibilità all’amica Silvana, visto l’impegno e le attività svolte dal gruppo negli ultimi tre-quattro anni sul tema del reclutamento. L’assemblea si terrà al Russell Newton di Scandicci dalle 8:00 alle 12:00 di martedì 23 gennaio (8:30-11:30 reali più 30 minuti per arrivo e rientro a scuola).
Se siete interessati alla partecipazione vi ricordo di compilare il modulo di adesione nella vostra scuola e con l’occasione vi chiedo di verificare se nella vostra scuola sia stata data ampia informazione sull’assemblea. In caso contrario vi preghiamo di segnalarci al più presto la mancanza. Potete richiedere ovviamente le ore effettive in cui sarete assenti rispetto al vostro orario personale di quel giorno. Questo per evitare di esaurire il monte ore a cui avete diritto che è pari a 10 ore.
Allego l’immagine del volantino.

https://www.facebook.com/domenico.bruni/videos/10212908078990896/

 

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO…

Come ogni fine anno chiudiamo con un breve resoconto delle attività svolte nel corso del 2017 augurandoci un cospicuo aumento del nuovo tesseramento per 2018.

Al contrario di quello che alcuni colleghi possono pensare, soprattutto negli ultimi due mesi, questo è stato un anno che ha visto dei risultati tangibili. Ottenere, insieme ad altri gruppi, la “riscrittura” dell’articolo 17 è stato un grosso traguardo, viste le premesse di settembre 2016. Oltre all’impegno fisico ci abbiamo messo risorse e viaggi continui a Roma, solo parzialmente coperti dal tesseramento 2017 che, contro ogni aspettativa, è notevolmente diminuito rispetto al 2016.
Niente di male, abbiamo sempre detto che la scelta di fondare l’associazione aveva e ha come obiettivo la sola possibilità di garantirci l’accesso ai tavoli istituzionali e nessun altro fine. Resta comunque la constatazione, confermata dalle iniziative svolte nel corso degli ultimi due anni, che si è leoni solo da tastiera…

Per il prossimo anno, dopo il concorso per abilitati, in uscita a gennaio e in successione quello per i colleghi con servizio (si parla di fine ottobre / dicembre), saremo impegnati soprattutto sulla formazione e la valutazione, con particolare riferimento all’ultimo anno di FIT. Da due giorni si è aperto un nuovo fronte che riguarda infanzia e primaria. Già sono allo studio forme di lotte in altri gruppi a cui non faremo mancare il nostro appoggio e partecipazione.

Per quanto riguarda il rinnovo o la nuova sottoscrizione all’associazione CDP, la modalità di adesione resta quella della compilazione del form presente sul nostro Blog dopo aver versato la quota minima di 10,00 euro. Una volta effettuata l’iscrizione sarà garantito l’accesso nel gruppo: “CDP – Assemblea Soci”, il quale ricordo è segreto dall’esterno (nel senso che solo gli iscritti possono vedere e leggere i post, niente di massonico per intenderci) proprio perché rappresenta per l’associazione la nostra Assemblea Soci OnLine.

https://docs.google.com/…/1Dvz5za4YVD3SzsW1q5QCdq…/viewform…

Ricordo che nella sezione file, trovate un allegato PDF con i dati delle due carte che comunque ripetiamo qui sotto:

Per Ricarica Postepay

Numero Carta 4023600913323129
Titolare Carta Nassi Cristina
C.F.: NSSCST78A64D403N

Per Ricarica su Postepay Evolution

Numero Carta 5333171014900589
Titolare Carta Bruni Domenico
Codice Fiscale BRNDNC63A20L049R
Con bonifico bancario/postale

Codice IBAN IT27R0760105138263512963515
Titolare Carta Bruni Domenico
Causale: Versamento quota 2018 Associazione CDP

https://www.docentiprecari.it/associarsi

Il Comitato Direttivo dell’Associazione vi augura:

Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

LA MINISTRA FIRMA…

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato ieri sera il decreto con le modalità di svolgimento del prossimo concorso per il reclutamento di docenti di scuola secondaria aperto a chi è già in possesso di abilitazione. Il provvedimento dovrà ora essere registrato dalla Corte dei conti e, subito dopo, il Ministero emanerà il bando per la presentazione delle domande di partecipazione.

“Il decreto firmato – spiega Fedeli – riguarda la prima di tre selezioni che stiamo avviando in base a quanto previsto da uno dei decreti attuativi della legge 107 varati ad aprile, che disegna un nuovo modello di reclutamento per fare in modo ci siano tempi certi e percorsi definiti per diventare insegnanti”.

Il decreto di aprile prevede una fase transitoria rivolta a chi oggi già insegna nella scuola. Il primo bando, cui fa riferimento il decreto siglato ieri, sarà aperto a chi è già abilitato all’insegnamento. Un secondo bando, di successiva emanazione, riguarderà chi insegna da tre anni come precario nelle scuole. Poi partiranno i nuovi concorsi ordinari per laureate e laureati, le cui vincitrici e i cui vincitori saranno immessi in percorsi triennali di formazione (FIT) con prova finale di valutazione che dà accesso, in caso di superamento positivo, alla definitiva immissione in ruolo.

“Avevamo promesso tempi celeri per questi provvedimenti e stiamo mantenendo gli impegni. Come annunciato anche in Parlamento, lo scorso 10 ottobre, il primo concorso, quello per abilitate e abilitati, sarà bandito in anticipo rispetto al termine che la legge fissa a febbraio 2018”, spiega Fedeli, che prosegue, “il nuovo sistema di reclutamento andrà a regime nel giro di un triennio interrompendo, finalmente, la prassi per cui si entrava nella scuola solo dopo un lungo precariato. D’ora in poi i concorsi avranno cadenza biennale. Le nuove regole garantiranno un’ancor maggiore qualificazione professionale delle docenti e dei docenti. E consentiranno alle e ai giovani che vogliono insegnare di non dover affrontare percorsi dal futuro incerto”.

Il decreto firmato ieri sera prevede una selezione aperta a chi ha una abilitazione o è specializzato sul sostegno, inclusi le docenti e i docenti già di ruolo. Le graduatorie di merito saranno regionali e formate sulla base di una prova orale (massimo 40 punti) e del punteggio derivante dai titoli e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Durante l’anno di formazione iniziale e tirocinio, il docente sarà sottoposto a visite in classe per verificarne l’attitudine alla professione. L’anno si concluderà con una valutazione che, se positiva, porterà all’immissione in ruolo definitiva.

La Ministra ha firmato anche il decreto con i criteri per la verifica in itinere e finale degli standard professionali delle e dei docenti che, dopo aver vinto il concorso saranno ammessi all’anno di formazione iniziale o, nel caso dei bandi per non abilitati e laureati, al cosiddetto FIT.

“La valutazione – chiude Fedeli – diventa una parte essenziale del percorso di inserimento delle docenti e dei docenti in classe. Per garantire un insegnamento di qualità alle studentesse e agli studenti. Ma anche per far sì che ogni docente possa essere accompagnato verso il ruolo definitivo rafforzando la propria preparazione, facendo ricerca-azione, confrontandosi con i tutor che saranno selezionati per verificare la loro attività ma anche per supportarla e aiutarne il miglioramento”.

..DI DOMAN NON C’E’ CERTEZZA

Scusate, vi rubo qualche minuto. Devo esternare un malessere che provo in questi ultimi giorni leggendo dei post e commenti che proprio non riesco a digerire. Intanto perché tutto parte dalle farneticanti elucubrazioni di mister farfallina, l’azzecca-garbugli de noi altri, l’uomo dei tagli, del merito, delle offese più ignobili agli abilitati PAS, del giullare della Gelmini. Ma vi siete già dimenticati dei 100.000 posti tagliati, del maestro unico e del grembiule di ordinanza?

Di lui scrive Rosa Sigillò nel suo gruppo:
“Max Bruschi oggi parla di GAE… qualcuno dovrebbe ricordargli che il decreto Tfa che lui scrisse interamente impediva l’accesso nelle suddette graduatorie. La restrizione la volle lui come volle lui togliere l’accesso in sovrannumero per i precari con 360 giorni di servizio. Fu una ripicca personale e null’altro. Quel decreto lo fece firmare alla Gelmini di notte a Desenzano del Garda. Fu sempre lui a volerlo chiamare PAS invece di Tfa speciale appunto per differenziare i due percorsi. Detto questo i PASSINI non dovrebbero nemmeno leggerlo o dargli credito visto che per anni li ha mortificati…”

Come dice il mio caro amico Pietro: “Se era così semplice riaprire le GaE perché allora ci hanno costretto ad andare a Roma 753 volte?!? Siamo proprio in mano a degli sciagurati”.
Dopo averlo scritto per non so quante volte, la riapertura delle GaE è sempre stata la soluzione più semplice e lo abbiamo detto e scritto tutti. I politici però a questa semplice soluzione hanno sempre detto…NO!
Sia chiaro però che se si dovesse ottenere una improbabile apertura su questo punto, di certo non dovremo ringraziare la politica e soprattutto mister farfallina…
Se decideranno di riaprire le GaE per gli abilitati, diremo tutti: BENE, anzi BENISSIMO.
Ma una cosa dobbiamo pretendere un secondo dopo l’apertura, l’immadiato inserimento e aggiornamento della stessa e non fra uno o due anni. Non solo perché siamo stanchi di aspettare ma soprattutto perché temiamo i futuri tagli del centro destra, probabile vincitore delle prossime elezioni politiche, anche grazie all’ultimo regalo di pinocchietto: il rosatellum.
Intanto a giorni ci sarà il decreto, questa è l’unica certezza e come diceva Lorenzo il Magnifico:

“Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.”

La primavera arriverà…non si può fermarla.

La primavera arriverà…non si può contenerla e fermarla.

Avevo scelto di staccare per tre giorni.
Leggo le risposte al post di Nicola Iannalfo, leggo le citazioni dell’articolo ben fatto di Barbara Monti sul suo Blog, mi torna in mente il comune detto: “Non c’è due senza tre”.
Per il riposo c’è tempo.

Inizio indubbiamente dalla “comica” sentenza che ha dato il via a tutto questo caos. Non ripeterò quello già scritto negli scorsi giorni. Scelgo di partire dalla frase che ci siamo sentiti ripetere dai politici al governo dal 2014: “…al ruolo nella scuola si accede per concorso”. Altrimenti non saremmo qui a parlarne e saremmo quasi tutti in ruolo. Ricordo che già alle audizioni della Camera nell’aprile 2015, il CDP attraverso la mirabile esposizione di Nicola Iannalfo (se volete riascoltarla, ho messo il link alla fine del post) chiedeva il concorso per titoli, come altri gruppi e alcuni sindacati e forze politiche.
L’errore più evidente della 107/15 è stato proprio quello di garantire alla maggioranza dei non docenti di avere un “passe-partout” per entrare in un luogo quasi del tutto sconosciuto, lasciando fuori coloro che da almeno 10 anni ci lavoravano. Scelta politica sbagliata in nome di un diritto che ha solo garantito che la scuola finisse nel caos malgrado i tre miliardi spesi.
Nel corso dei successivi due anni, grazie all’impegno, lotte e confronti abbiamo ottenuto una legge che garantisse anche agli abilitati il loro “passe-partout”. Sempre con un concorso, ma questa volta per titoli, servizio e prova orale senza voto minimo, che darà la garanzia a TUTTI gli abilitati di entrare in ruolo dopo il superamento dell’anno di prova (terzo anno di FIT). Si parla di numeri ridicoli rispetto al corpo docente, 30.000 su più di 700.000.

Certo qualcuno è rimasto fuori. Penso ai colleghi senza abilitazione, alla primaria e infanzia e ai docenti già in ruolo. In realtà per i primi c’è un concorso con scritto e orale che, se superato garantirà l’accesso a una graduatoria regionale che inserirà tutti in ruolo nel corso dei successivi anni. Aggiungo che anche qui i numeri sarebbero stati piccoli se a qualcuno non fosse venuta la malsana idea di chiedere solo un anno sulla materia e gli altri due anche su altra classe di concorso. Io stesso in teoria potrei fare addirittura 5 diversi concorsi. Lo dico perché i numeri sarebbero stati molto simili a quello dei docenti abilitati, il che avrebbe reso fattibile il concorso con sola prova orale senza voto minimo, graduando il loro inserimento in base alla GMR dopo gli abilitati.

Per la primaria, visti i numeri, si resta in attesa della decisione che la plenaria ha già preso e che a giorni ci dirà se i tantissimi colleghi, che da anni insegnano nella scuola, hanno il diritto alla stabilizzazione oppure restano precari. Nel secondo caso andrà prevista una nuova legge specifica.

Come ben specificato da Barbara Monti, non è nel potere del MIUR modificare o sovrastare una legge, quindi l’idea di occupare Trastevere mi sembra una boutade.
Quando si doveva e poteva fare, siamo stati per più di un’occasione non più di 200-300 temerari. Anche occupare il Parlamento o Palazzo Chigi la vedo dura, visti i tempi di fine legislatura, ma almeno avrebbe un senso visto che le leggi si scrivono e decidono li e non in Viale Trastevere.
Tornando però alla questione che turba le notti di molti colleghi, vorrei ricordare che esiste oggi una legge che prevede entro il ventotto febbraio duemiladiciotto l’uscita di un bando per i docenti abilitati. Siamo per caso a marzo duemiladiciotto? Questo nervosismo proprio non lo comprendo soprattutto perché è già in atto da settembre. Come dimenticare il conto alla rovescia di qualcuno.
Oggi abbiamo persino letto il parere del CSPI, ultimo nell’ordine dei pareri richiesti, sulla tabella titoli e servizio.
Si potrebbe addirittura vedere scendere dalle stelle prima di Natale il bando e chiedete di fermare il…treno?
Scusate ma chi ci guadagna in tutto questo?
Di certo non i docenti abilitati coinvolti. Avrei qualche idea in merito. Provo a fare un elenco: i contrari al transitorio, politici in primis, anche e soprattutto del PD, ma poi c’è il centro destra, qualche sindacato, qualche burlone nominato non si sa perché ispettore del MIUR, tanti masianielli, diversi avvocati compreso il più professionale ricorsificio che questo paese abbia mai conosciuto.
Potrei continuare ma di nemici né ho già tanti.

La verità che qui nessuno parla di scuola, di programmi farlocchi, ripetuti dalle elementari alle superiori, di valutazioni legate ancora a un mondo ormai in soffitta da anni, di colleghi in ruolo demotivati e in difesa di privilegi insieme ai loro sindacati e giudici. Leggendo le statistiche deve far riflettere se il bonus docenti è stato speso per frigo, lavatrici e nella migliore delle ipotesi per computer, mentre quello dei nostri diciottenni per 80% in libri e spettacoli culturali. Qualche domanda me la farei.

La citazione di Seneca mi piace, noi siamo marinai che sanno in quale porto vogliono approdare, che provino a fermarci.

La primavera arriverà…non si può contenerla e fermarla.

Per chi volesse risentire Nicola Iannalfo nell’audizione di aprile 2015, questo è il link al nostro blog.
https://www.docentiprecari.it/archives/124

IL SISTEMA NON REGGE

Il sistema non regge…

È chiaro che scuota gli animi, ma in realtà i numeri potrebbero essere residuali. Perdonate se esco dalla letargia per un paio di considerazioni…
Il sistema non regge! Questo è il vero nucleo del problema. Il DLgs 59 2017 e la 107 della quale è applicativo prestano il fianco ai numerosi ricorsi che molto probabilmente non bloccheranno le procedure ma le renderanno più farraginose. Peccato rendersene conto unicamente quando ad essere lesi sono i propri personalissimi interessi… da diversi mesi è in atto una campagna di destrutturazione del TRANSITORIO.

Ma un’altra drammatica lettura dell’attuale scenario è che non esiste una classe docente. Categorie come caste e avvocati benefattori. Forse qualche studio legale troverà il modo di inserire nel transitorio anche i collaboratori scolastici… ma non venitemi a dire che è una lotta per la parità dei diritti. Perché di palle ne ho sentite già troppe. Come docente di ruolo ho una coscienza e anche questa volta sto dall’altra parte della barricata. Non sono d’accordo alla partecipazione alle procedure concorsuali transitorie dei docenti di ruolo, non sono d’accordo semplicemente perché questa procedura straordinaria è l’unica garanzia che tanti docenti precari persi per strada possano finalmente tornare a casa.

Detto questo non so quanto senso abbia mettere una pezza ad una nave che affonda, spero sia giunto il momento di cambiare nave…

TABELLA SI, TABELLA NO…

TABELLA SI, TABELLA NO…

Non capirò mai perché ci si debba dividere e “offendere” per un Transitorio che ci metterà tutti in ruolo. Leggiamo di amicizie che saltano e persone che si insultano per qualcosa che dovrebbe unirci e darci una serenità meritata dopo tanti anni di servizio nella scuola pubblica o paritaria.

Tutto nasce dalla bozza presentata alle OO.SS. lunedì 23/10 da parte dei tecnici del MIUR, per avere pareri e condivisione sulle scelte in atto. Nella prossima settimana sarà la volta del parere del CSPI. Come sempre accade in questi casi, stralci e bozze sono iniziate a circolare verso la fine della settimana scorsa anche su alcune testate e commentati da giornalisti in sintonia o facenti parte dei soliti noti. Anche noi abbiamo avuto alcune segnalazioni e parti di bozze. Se dovessi fare un commento personale in tre parole direi: “poteva andare peggio”. Mi spiego meglio. Da quello che era trapelato diverse settimane fa, si prospettava una copia del bando 2016, dal quale comunque si è partiti. Il dialogo però, mai interrotto, ha prodotto una notevole apertura da parte delle istituzioni, dovuta anche agli errori evidenti fatti nel passato. Questo ha determinato alcune correzioni positive compresa quella di valutare, i 60 punti complessivi, attraverso tre sezioni, ciascuna con un punteggio massimo di 30 punti, suddivise nella sezione A per il titolo abilitativo, nella sezione B e C per gli altri titoli e un’ultima sezione D per il servizio. La somma ovviamente non fa sessanta ma novanta. Non c’è un errore. Evidentemente si è scelto di dare l’opportunità a molti di raggiungere questa soglia.  Scelta saggia, non c’è che dire, anche se sempre a vantaggio dei titoli rispetto al servizio. Si sa che i “raccomandati” sono ben rappresentati al MIUR, ma questa è un’altra storia…

Analizzando più in dettaglio le tre sezioni, troviamo una prima iniquità sul titolo di accesso, nelle due sezioni che riguardano la materia e il sostegno. Si è scelto di suddividere i 30 punti della Sezione A dando 15 punti al super bonus per il TFA e i restanti 15 punti in base al voto conseguito. Iniquità dicevamo, non tanto per il bonus in se, già previsto nel dlgs 59/17, ma perché lo si poteva attribuire nella Sezione B degli altri titoli, come è stato fatto per il dottorato. La ragione è presto detta. Potrebbe accadere che un docente con un voto di abilitazione inferiore a 76/100 non prenda nessun punto, così come chi sarà ammesso senza abilitazione, anche se con riserva. Sarebbe bastato attribuire 10 punti all’abilitazione, cioè a tutti gli abilitati e aggiungere un differenziale di 20 punti in base alla valutazione stessa. Il bonus del TFA poteva essere previsto nella seconda sezione degli altri titoli.  Per gli ITP la penalizzazione diventa addirittura doppia per chi non avesse raggiunto il voto di 76/100. Infatti non essendoci docenti abilitati con TFA, il punteggio viene attribuito tutto alla valutazione utilizzando la formula che prevede un moltiplicatore di 6 punti, per cui si arriva con 100/100 a 30 punti.

Nella seconda sezione spiccano indubbiamente i 20 punti assegnati, nella proposta, al dottorato. Effettivamente potrebbero sembrare troppi ma, considerando l’esiguo numero e la probabile mancanza di altri punteggi come il servizio, non troviamo questa supervalutazione poi così scandalosa, come qualcuno sostiene. La scelta invece di non mettere in questa sezione il bonus dei 15 punti attribuiti al superamento delle prove preselettive per il TFA, questa si che ci sembra più mirata e interessata. Intanto perché parte degli abilitati con TFA potrebbe avere anche il dottorato, per cui con il voto arriverebbe già a 50 punti, senza contare né le certificazioni, né gli altri titoli, né il servizio. Per il resto ritroviamo nella bozza tutti gli altri titoli già considerati nel precedente concorso 2016, aumentati ovviamente perché nel 2016 incidevano per 1/2 o 1/3.

Arriviamo così all’ultima sezione in cui si parla di servizio. Anche qui una piccola considerazione personale. Qualcuno sta chiedendo un’ulteriore aumento del bonus TFA in considerazione di quella che loro hanno definito “supervalutazione” del servizio, che dal terzo anno in poi varrà 5 punti. Solo a uno stolto può sfuggire l’astuzia che sta dietro questa subdola argomentazione. Vi faccio una domanda semplice: secondo voi chi è più avvantaggiato da questa ipotesi se con soli 7 anni si raggiunge quasi il massimo del punteggio (2+2+5+5+5+5+5=29)? Chi ha 10-15 anni di servizio o chi ne ha solo 7? Ricordo a questi signori che siamo docenti, mica allocchi.  C’è una novità rispetto al 2016, viene riconosciuto oltre al servizio specifico sulla materia anche quello aspecifico in altra disciplina. In pratica vengono attribuiti 1 punto per i primi due anni e 2,5 punti dal terzo anno in poi. Purtroppo è rimasta la penalizzante espressione “servizio continuativo” che già nel 2016 ha cancellato diversi anni di servizio anche con una interruzione di un giorno. Inoltre avendo previsto nel servizio specifico: “…l’insegnamento prestato su posti di sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità è valutato solo nella specifica procedura concorsuale”, per evitare cattive interpretazioni, abbiamo consigliato di aggiungere: “Servizio di insegnamento prestato su altra classe di concorso rispetto a quella per la quale si procede alla valutazione, compreso il sostegno, …”

Queste le nostre considerazioni sulla tabella presentata ai sindacati. Vorrei però aggiungere che negli ultimi due giorni si susseguono prese di posizione e molte polemiche che rischiano sul serio di far saltare tutto. Non capisco proprio chi possa avere interesse affinché tutto si blocchi, di certo non ai precari abilitati che da decenni insegnano nelle scuole pubbliche. Personalmente resto basito. Non dobbiamo dimenticare mai che parliamo di una graduatoria a esaurimento regionale e che tutti entreremo in ruolo nel giro di due o tre anni. Qualcuno ha dimostrato ancora una volta che il proprio orticello conta di più della ricerca del bene comune e della scuola.

Charles Bukowski diceva: “Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno.”

Non dovremmo mai dimenticare che siamo insegnanti ed educatori, intellettuali e cultori del sapere, mica “arrivisti”.

Buon fine settimana a tutti.

RIPENSANDO…

Ripensando a tutto quello che è accaduto negli ultimi anni e al mio percorso nel CDP,  mi sono resa conto che la nostra associazione ha percorso un pezzo di strada davvero importante. Eravamo quattro amici al bar, letteralmente.  Ora siamo un’associazione stimata ed apprezzata da molti, temuta da altri.  Dai primi girotondi in Piazza dei Miracoli, alle manifestazioni romane e fiorentine, ai convegni, alle riunioni in sale di lettura piene di storia e di storie, questi tre anni sono stati forieri di momenti memorabili. Siamo cresciuti moltissimo, ma a noi non basta. Vorremmo costruire qualcosa di diverso, qualcosa che sia davvero unico. Abbiamo in mente una conformazione nuova, forte e strutturata dove chi abbia competenze e volontà possa crescere e diventare parte fondamentale non solo dell’associazione, ma di una nuova idea di scuola.

Venerdì 29/9/17 il Direttivo si è riunito e ha dato vita a questa nuova idea di associazione. Abbiamo pensato di dedicare le nostre singole competenze ad ambiti ben precisi, che non parlano solo di precarietà, benché sia ancora un aspetto importantissimo della categoria docente. Sono mesi che riflettiamo su quali siano le necessità del mondo-scuola e vogliamo dar voce a tutte quelle istanze che, spesso, sono inascoltate. Capiteci bene, non saremo redattori di cahiers de doléances. Non ci limiteremo a fare la lista delle cose che non vanno. Vorremmo essere parte della soluzione non del problema. Per questo motivo abbiamo individuato varie aree di intervento e azione e ci siamo fatti carico di portare avanti progetti e proposte, nel pieno rispetto delle esperienze e con la massima fiducia di tutti i componenti del Direttivo. Le aree di azione individuate sono:

  • nuovo sistema di reclutamento e transitorio (FIT) affidato a Barbara Monti;
  • dlgs 59 e aspetti legislativi ad esso collegati, come i decreti attuativi di prossima pubblicazione affidati a Mimmo Bruni;
  • tutela dei docenti di ruolo e rinnovo del CNL, affidati a Laura Isolanii, Pietro Danesi e Nicola Iannalfo. Quest’ultimo, come sapete, rimane la nostra punta di diamante negli eloqui a palazzo ;
  • riforma dei cicli scolastici, affidata a Alessandra Lusini;
  • tutela della seconda fascia, affidata a Cristina NassiValeria Rosamunda Perri e Nadia Tavella;
  • infine, visto che all’interno del Consiglio Direttivo, non vi è nessun docente della scuola dell’infanzia e primaria, all’unanimità è stato deciso di collaborare col gruppo di Petra Gagliardi, che è una maestra della scuola primaria e che si occupa della garanzia dei diritti dei lavoratori del comparto scuola insieme a Vincenzo Capaldo.

Stiamo pensando anche alla terza fascia. La nostra associazione deve crescere. Ci aspettiamo che chi vuole stare con noi lo faccia davvero, aderendo formalmente al tesseramento e contribuendo non solo economicamente, ma con idee e proposte e critiche utili e necessarie. Ci piace pensare di essere una famiglia, una rete che si sostiene, vorremmo che per tutti voi fosse la stessa cosa.

Grazie di esserci, grazie a chi ci sarà.

Il Direttivo

#capisciamè…

Leggendo un post di un anziano sindacalista…comprendo la ragione per la quale non c’è più speranza di capirsi. La realtà avanza e loro restano attoniti ad osservare e magnificare il passato. Prima o poi la sveglia suonerà anche per voi.
Toc, toc signori le Gae sono quasi esaurite. Ma di quali convocazioni parlate. Ci voleva un sapientone per capire l’ovvio, che le convocazioni annuali non hanno più alcun senso finché non si coinvolgeranno anche i docenti abilitati di seconda fascia? Sono anni che chiediamo una chiamata congiunta.
Non ci voleva molto a comprendere che il grosso del lavoro verrà svolto dalle scuole che, attraverso le GI cariche di docenti abilitati e non, attribuiranno di fatto le cattedre e gli spezzoni. Speriamo che questa lotteria termini presto attraverso l’articolo 17 del dlgs 59. Diamoci quattro cinque anni e di tutto questo non resterà che un ricordo, come le vecchie cabine telefoniche.
Che poi sono gli stessi che per anni ci hanno gridato: “concorso, concorso, per voi c’è solo il concorso”. Bene c’è stato il concorso e ha segnato la più grossa discriminazione mai accaduta in Italia. Commissioni che hanno promosso al 100% e altre allo 0%. Dove eravate voi mentre questo accadeva, da quale parte eravate schierati, con i docenti di ruolo che bocciavano o con i precari che subivano un’ulteriore umiliazione. Se invece di gridare concorso per anni aveste preso il toro per le corna, chiedendo la riapertura delle GaE o un concorso per titoli oggi la supplentite sarebbe al 30%.
Comprendo bene che all’autocritica preferite i corsi e poi i ricorsi, ma il tempo e la pazienza sono finiti. Abbiamo bisogno di risposte e le andremo a prendere con chi ci tuteli sul serio, altrimenti lo faremo da soli, nei luoghi in cui si decide, senza altre mediazioni. Voi intanto potete continuare a rimpiangere i tempi in cui, insieme ad altri, manovravate i docenti come pedine di una scacchiera di cui vi sentivate padroni. Vi segnalo che gli anni che restano sono ormai pochi, potete continuare a divertirvi con le manovre per i ruoli (ora capisco bene perché così contrari alla chiamata diretta), ma il gioco prima o poi finirà, dovete accettare l’idea che siete ormai adulti.

Cari signori le persone si tutelano, non si usano.

DIARIO DI UN’ESTATE…BLU’


29 agosto 2017

Nicola Iannalfo

“classe V(X) Istituto( y)17 studenti e 21 docenti (insegnanti di materia, co-presenze, insegnanti di potenziamento, insegnanti di sostegno, insegnante di alternativa alla religione…) nel consiglio di classe” .  Basterebbe questo per abbandonarsi a una analisi induttiva, per concludere che tutti i colleghi che hanno il coraggio di non sentirsi a disagio in un contesto assurdo come questo siano insensibili alla deriva dell’istituzione “Scuola”… e sulla mia agenda annoto. Sono arrivato a 137 annotazioni… mi guardo nuovamente intorno e penso ai colleghi (maestri) appesantiti dalle 24 ore di lezione e inchiodati all’immagine ottocentesca del maestro unico, colleghe logorate negli anni dalla fatica sempre più insostenibile di una classe. Quando dico che la scuola deve essere ripensata auspico che lo si faccia incollando le agende piene di note di noi insegnanti, quelle osservazioni coraggiose che hanno la forza di proiettarsi oltre i nostri personalissimi interessi. Insegnanti che sanno osservare oltre la punta delle proprie scarpe. Così comincerà una nuova era… tutto deve partire da qui e soprattutto da noi.


29 agosto 2017

Mimmo Bruni

Lo scorso 12 agosto, all’ombra di un faggio secolare a 1400 metri di altitudine, rispondevo ad una serie di inesattezze lette in un gruppo. Ho risentito e riletto le stesse obiezioni e quindi…senza tanta fatica, riposto la risposta:

“Ma è così difficile leggere un decreto legislativo, invece di mettere ansia? Il bando uscirà entro il 28/02/2018. È scritto.

La prova orale quindi non prima di aprile. Gli abilitati rimasti saranno non più di 30.000 in tutta Italia (II fascia). Parliamo sempre di secondaria perché la primaria e infanzia è esclusa dall’articolo 17 del dlgs 59. Per quanto riguarda la possibilità di entrare subito in ruolo a settembre 2018, questo riguarderà ovviamente alcune CdC in alcune regioni, soprattutto in quelle in cui le commissioni hanno fatto razzie di bocciature. Però ripeto parliamo di un numero così ristretto rispetto alle supplenze che incideranno al massimo al 20%.

Un’altra stupidaggine letta su vari gruppi e su OS come una novità, nasce dalla mancata lettura del decreto che recitava già dal 16 aprile che i 24 cfu sono solo per coloro che faranno la nuova formazione e non per chi userà l’articolo 17 (fase transitoria). Ripetiamo quindi che sia i colleghi abilitati che quelli non abilitati ma con tre anni di servizio, possono utilizzare l’articolo 17 che prevede la sola prova orale per gli abilitati senza voto minimo cioè non selettivo (1 anno di FIT, l’ultimo retribuito come una supplenza annuale ma non ripetibile), mentre per i non abilitati prova scritta e orale con voto minimo (2 anni di FIT, il primo e il terzo).Ultimo appunto, la graduatoria regionale è praticamente ad ESAURIMENTO, cioè tutti i colleghi inseriti saranno prima o poi messi in ruolo.

Ma non eravamo in ferie…”


26 agosto 2017

Mimmo Bruni

Costruiamo insieme un nuovo PONTE…

Rientrato ieri dopo venticinque giorni di serenità fra mare e montagna, mi sento rigenerato e pronto a ricominciare da dove eravamo rimasti, l’articolo 17 del decreto legislativo 59 del 16/04/2017 e in vigore dal 31/05/2017. Risultato “conquistato” grazie alla collaborazione e la caparbietà di diversi gruppi e soprattutto persone e a all’ascolto e disponibilità dell’On. Manuela Ghizzoni.

E’ inutile fare un elenco degli attori che hanno contribuito al decreto legislativo, anche per non correre il rischio di dimenticare qualcuno. Quindi mi taccio. Cosa fatta, punto e a capo.

Inizierei questo nuovo anno scolastico con un desiderio: smetterla con le auto celebrazioni. C’è bisogno di tornare a far girare le nostre rotelle mentali, produrre nuove idee e stimoli per ripensare la nostra professione, mettendoci in gioco anche rischiando tutto. D’altronde ho sempre evitato sicurezza e stabilità, non vedo perché debba cercarla proprio nel lavoro.

Abbiamo bisogno di proposte nuove per la nostra professione, partendo dal dato incontrovertibile che la scuola, così come è oggi, non funziona più.

Lo si comprende da vari elementi, primo fra tutti il basso livello di scolarizzazione e rendimento dei nostri ragazzi o il cattivo rapporto con i genitori e con gli altri lavoratori, che continuano ad avere nei nostri confronti un atavico movimento del naso…quelli dei tre mesi di ferie. So benissimo che non è più così da tempo, ma evidentemente anche noi non siamo stati in grado in tutti questi anni di modificare questa “credenza” popolare. Aggiungerei la disparità di trattamento fra i docenti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato, operata anche dalle istituzioni attraverso bonus e formazione dalla quale, non si sa perché, sono esclusi proprio coloro che di questa dovrebbero beneficiare in primis, vista la loro precarietà.

E’ importante in questo momento iniziare a proporre NOI un nuovo modello di scuola, avviando degli stati generali fra docenti per ridefinire ruoli e mansioni, didattica e valutazione, programmi e progetti per evitare che la scuola, come il Titanic, assuma sempre più i connotati di un transatlantico rattoppato in attesa del totale inabissamento.

Costruiamo noi questo NUOVO ponte!


21 agosto 2017

Nicola Iannalfo

Il sindacato è morto! Una lenta agonia che per quello che mi riguarda è iniziata con la negazione della “scala mobile” negli anni 90. Una vetrina di ricorsi, di manifestazioni prive di contenuto, di convegni ammuffiti. Quando ci saremo resi conto che “sognare” il sindacato equivale a riesumare la mummia di Nefertari probabilmente i nostri gruppi sembreranno più quello che erano un tempo, una moltitudine con un cuore e un’anima. La scuola non è solo algoritmo e transitorio… ma è il “referto” di un organismo malato, agonizzante… inutile piangere al capezzale. Amici miei occorrono idee ma soprattutto un cuore e un’anima. È il momento di avere un’idea sulla scuola un po’ più strutturata. Vorrei che ci fosse partecipazione nei gruppi non soltanto quando si dipanano cavilli amministrativi, perché un precario fregato tra qualche mese sarà un docente di ruolo fregato. Noi siamo la scuola! non la politica o il “$indacato”


16 luglio 2017

Nicola Iannalfo

Quando al centro di ogni discussione si pone un’idea e non una persona certi dissapori non hanno motivo di esistere. Poco importa “chi o come”… la cosa veramente vitale è il “cosa”. Vitale perché intreccia la vita delle persone. Nuovi gruppi? Bene! Nuove idee? Meglio! Non si dileggiano iniziative, specie quando mirano a un fine ultimo condivisibile. Non si mescolano personalismi e diritti. Non viviamo di scoop ne’ di gossip. Noi siamo quelli che sono scesi in piazza, che hanno urlato per le strade cittadine, quelli che si sono sdraiati sui gradini del “palazzo”. Noi “tutti” siamo quelli che hanno ragione… come dissi qualche anno fa… “noi siamo quelli che remano dalla stessa parte e non quelli che si tirano il remo in testa”.


15 luglio 2017

Mimmo Bruni

12 PUNTI SI…12 PUNTI NO

Alcuni colleghi in privato continuano a chiedermi dei 12 punti del TFA attribuiti erroneamente nell’anno di tirocinio. Spero di ripetere in maniera chiara il concetto. Un docente abilitato con il PAS mettiamo che abbia preso 97/100 all’abilitazione, in seconda fascia da tabella A prende 12 per l’abilitazione più 6 punti una tantum. Il totale fa 18 punti. Il docente abilitato con TFA con lo stesso voto di abilitazione prende invece 12 punti per il voto conseguito, più 42 punti una tantum per l’abilitazione selettiva. Attenzione in questi 42 punti sono compresi i 12 punti del servizio eseguito durante il tirocinio (il tirocinio aveva la durata in teoria di un anno, non è stato così, ma questa era la direttiva legislativa). Qualche collega in realtà in quell’anno mettiamo abbia svolto una supplenza, anche solo di poche ore (che in teoria non poteva fare) che magari ha inserito nell’elenco dei servizi presentati con l’aggiornamento. In realtà dovremmo distinguere fra due casi, perché ad esempio i colleghi del TFA1 hanno già inserito il loro anno nel precedente aggiornamento. Quindi quest’anno avranno solo aggiornato la vecchia graduatoria aggiungendo gli ultimi tre anni. Per loro quindi il problema non si pone, anche se, se devo essere preciso, qualcuno avrebbe potuto chiedere un nuovo aggiornamento per ricalcolare il proprio punteggio. In questo caso riguarderebbe anche i colleghi abilitati con il TFA del primo ciclo.

Per i colleghi del TFA del secondo ciclo che hanno conseguito l’abilitazione in questo triennio il problema si pone eccome. C’è stato ad onor del vero anche una FAQ del ministero al riguardo informando che il sistema se non “manomesso” risolve l’errore. Manomesso vuol dire semplicemente che l’operatore di segreteria può giustamente non accettare la modifica e cambiarla manualmente. Quindi in realtà ci saranno casi in cui alcune segreterie avranno corretto l’errore e altre non lo avranno fatto.

Vale lo stesso per i titoli informatici, alcuni avranno lo stesso punteggio di tre anni fa e altri il punteggio dimezzato.

Anche qui considerate che il punteggio max è 2 punti, devo ancora capire come facciano alcuni ad averne tre o quattro, si torna alla regola della “manomettere” i dati.

Come sempre saremo noi i migliori vigili del nostro “malloppo”, chi avrà di più e fosse onesto, segnalerà l’errore, anche per evitare un conteggio richiesto dai colleghi scavalcati.


2 luglio 2017

Mimmo Bruni

L’altro ieri mi sono sentito con l’onorevole Manuela Ghizzoni, fra le altre cose le ho chiesto che sarebbe stato bello se lei avesse scritto quattro righe su noi docenti precari che ogni anno lasciamo la scuola il 30 giugno per riprenderla il 15-30 settembre.

La sua risposta mi ha lasciato un po’ interdetto. Mi ha spiegato che ci stava pensando da giorni, ma che evitava il post a causa del fatto di essere da un po’ di tempo oggetto e bersaglio di stalking da parte di alcuni docenti GaE (soprattutto primaria e infanzia), da molti docenti di terza fascia e dai soliti “unti dal signore”.  L’elenco era molto più lungo ma per economia ho evitato le altre categorie.

Non ho insistito più di tanto, perché ho compreso che la sua decisione fosse già stata meditata, per evitare che un messaggio di ringraziamento venisse interpretato come una provocazione e dare il via alle solite invettive e istinti di pancia.  Non mi sorprendo anche se a volte resto incredulo a leggere certi commenti. Fortuna che l’età mi ha vaccinato e anche le offese più meschine mi scivolano leggere. Sarà anche per la mia formazione tecnica  di architetto, preferisco analizzare le questioni attraverso lo studio analitico dei dati, individuare i problemi e cercare la soluzione più semplice ed efficace per risolverli. Invece continuo a leggere tante parole vuote, tante affermazioni sbagliate, come quella letta l’altro giorno in cui si  sosteneva che il transitorio doveva essere ancora approvato dal Governo.

Ricordo che quello che molti chiamano transitorio è semplicemente un articolo di una Legge dello Stato Italiano, anzi per essere precisi di un DECRETO LEGISLATIVO, il numero 59 del 13 aprile 2017, che recita: “Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00067) (GU n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)”

Legge VIGENTE dal 31-5-2017


16 giugno 2017

Nicola Iannalfo

Un po’ di tempo è passato… da poche settimane io e altri colleghi avevamo fondato il CDP. I nostri incontri erano un groviglio di rabbia, speranza e passione. Quel giorno dovevo fare un brevissimo intervento a una assemblea regionale della Cgil a Firenze. Generalmente le mie parole terminavano con un attacco piuttosto diretto alla scarsa iniziativa sindacale a tutela degli abilitati di seconda fascia. Presi posto mescolandomi tra la folla, provando quella sensazione di disagio che avverti quando senti di non essere tra amici. Accanto a me si sedette un collega che avevo visto più volte nelle manifestazioni… ancora non lo conoscevo bene ma lui conosceva me o almeno conosceva il mio nome. Quando fu il mio turno mi disse con il suo accento “vai Nicola”. Non gliel’ho mai detto, e forse lui se ne è pure dimenticato, ma quel “vai Nicola”era la cosa di cui avevo bisogno in quel momento. Da quel giorno ogni volta che ho parlato, ogni volta che ho relazionato alla Camera o al Senato gli ho chiesto sempre di sedersi accanto a me. Grazie Mimmo Bruni. Grazie per quello che hai fatto e per quello che stai facendo in questi giorni per tutti nostri colleghi. Stai dedicando il tuo tempo alle ansie e alle aspettative di tutti gli insegnanti che devono presentare la domanda di inserimento nelle graduatorie di istituto. Ieri un collega mi ha confermato che alla UIL gli hanno chiesto 50 € per compilare la domanda per l’inserimento in graduatoria d’istituto. Per questo ringrazio tutti gli amministratori e colleghi che in qualche modo in maniera gratuita stanno prestando il loro aiuto ai colleghi in difficoltà…

Cod Fisc 91044730488

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