ASSOCIAZIONE CDP IN AUDIZIONE AL SENATO

AUDIZIONI IN SENATO

Un altra giornata piena. Sveglia presto, prime tre ore a scuola e poi di corsa verso la stazione. Fortuna che ora da Firenze a Roma bastano 90 minuti. Primo incontro operativo sulle strategie future e poi di corsa al Senato.

Questa volta il clima è stato sicuramente più disteso e sereno rispetto alle audizioni della Camera di dieci giorni fa, anche a causa di qualche malinteso poi fortunatamente chiarito.  In audizione abbiamo sostenuto da soli il concorso per titoli e servizio con anno di prova a valore concorsuale. Non avevamo più voglia di mediare, anche perché la scelta della delega di esimerci dallo scritto e affrontare solo l’orale era già stato raggiunto con mille mediazioni. Noi del CDP riteniamo che non si debba richiedere nessuna ulteriore prova selettiva e che quest’ultima non garantirebbe nessun tipo di merito. Inutile chiedere certezze nei tempi, nelle commissioni e nelle griglie…soprattutto dopo quello che è accaduto nel concorso 2016. Lo avevamo già chiesto due anni fa quando Matteo Renzi cavalcava un 40% di consensi e il ministro era una certa Giannini e lo chiediamo a maggior ragione oggi, che al governo c’è Gentiloni  e il ministro si chiama Fedeli.
Chiedevamo e chiediamo di far fronte comune sul principio che un docente abilitato non debba essere sottoposto a nessuna ulteriore valutazione selettiva, ma a una reale osservazione sulla sua capacità didattica. Ieri la prima sorpresa è stata quella di sentire fare a ciascun gruppo richieste praticamente sovrapponibili, un traguardo non proprio scontato.

Altro che dissensi, Senatrice Puglisi, se solo fosse arrivata prima e avesse ascoltato quasi la stessa proposta, avrebbe evitato una domanda sbagliata in partenza. Non è stato il primo errore commesso e se devo dirla tutta mi è sembrata troppo nervosa e poco serena. Per il resto si è respirato un clima che lascia ben sperare per i passaggi successivi, anche se devo ammettere un po’ di fastidio per qualche “spina” rimasta conficcata.

I saluti finali ci hanno consentito un chiarimento e qualche azione congiunta con le senatrici rimaste ad ascoltarci, sulla richiesta dei numeri ancora assenti e sulle prospettive future. Ringrazio in particolar modo le Senatrici Montevecchi, Blundo e l’amica Alessia Petraglia per l’ascolto e la disponibilità anche in prospettiva di future iniziative da mettere in campo per seguire i delicati passaggi futuri di queste deleghe. Infine i soliti piacevoli saluti con abbracci e strette di mano più sinceri di altre volte.

Usciamo dal Palazzo più sereni e il resto lo fa Roma. Obbligo quasi il mio compagno di numerosi viaggi ad una passeggiata per gambe, occhi e palato. Caffè in Piazza Navona, giro intorno alla fontana dei quattro fiumi del Bernini, racconto a Nick la leggenda sulla statua del Rio della Plata che tiene alzato il braccio per ripararsi dall’eventuale crollo del campanile o della cupola della prospiciente chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini. Le storie dei due grandi del seicento romano riempiono tanti libri, ma vederli a due palmi di naso è tutta un’altra storia. Visto che ci siamo passaggio obbligato, prima da San Ivo alla Sapienza, poi la tappa obbligata quando ci si trova nei pressi di Palazzo Madama, la visita della Chiesa di San Luigi dei Francesi, per rivedere la cappella Contarelli e i suoi tre capolavori assoluti custoditi del Caravaggio: il Martirio e la vocazione di San Matteo e San Matteo e l’angelo (tutti in…tema).
Usciamo appagati e con qualche ricordo passato, ma la velocità con cui cambia la scena nello spazio/tempo è quasi magica, cento metri e ci ritroviamo in prima davanti al Pantheon, poi al Tempio di Adriano e infine alla colonna di Marco Aurelio, per non dimenticare che qui si è fatta la storia. Le emozioni richiedono una pausa e soprattutto è tempo di mettere qualcosa fra i denti per riattivare gambe e corpo. Trovandoci in zona come non fermarsi da “Pane & Salame” in via Santa Maria 19 e gustare uno dei tanti paninazzi ben assortiti, accompagnati da un buon calice di Chianti.
Perché sul vino…Toscana docet.

Riempita la pancia, siamo subito nuovamente in marcia fra chiare, dolci e fresche acque… Fontana di Trevi ci accompagna come un orchestra durante il suo attraversamento, con una melodia frusciante che cattura i sensi.   Ora diritti verso un’altra meta arrampicandosi per via Rasella arriviamo davanti a Palazzo Barberini e subito dopo, voltando a destra la splendida e magica Chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane dove Borromini ci ricorda che l’acqua continua a scorrere (peccato fosse chiusa). E’ ora di accelerare, abbiamo solo 15 minuti per raggiungere Termini, non manca molto, ma queste strade sembrano trattenerci. Procediamo svelti verso Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e poi a destra la Stazione è ben visibile e a pochi metri.
Per un pelo siamo in carrozza e in buona compagnia dell’amica Petra voliamo a quasi trecento chilometri orari verso casa. Un’altra giornata è andata, si spera serva alla causa.

Noi di certo non molliamo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.