VOTA ANTONIO….

VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO….
Cari colleghi, da circa un anno con il CDP abbiamo deciso di percorrere una strada difficoltosa e dispendiosa: l’interlocuzione diretta in Parlamento e al MIUR.  Lo abbiamo fatto con compagni di viaggio e amici: MIDA, ADIDA, TFA2…    Contemporaneamente abbiamo sospeso le attività locali e di quartiere perché in questa fase vi garantiamo che da Firenze non arrivavano neppure all’Impruneta, figuriamoci a Roma. Tutte le iniziative sono meritorie quando non sono politicizzate o sindacalizzate o quando non mirano in qualche modo a dividere i precari piuttosto che unirli. Le attività sul territorio vanno bene ma è corretto chiamarle con il loro nome: iniziative locali.

Noi abbiamo preferito ad aprile relazionare alla Camera in Commissione Cultura, abbiamo preferito presenziare alle sedute in Parlamento, abbiamo preferito riunirci a Roma con i coordinamenti nazionali dei precari. Il CDP è una realtà conosciuta su tutto il territorio italiano dai precari e in larga parte anche alle forze politiche. Forse si poteva ottenere di più… ma noi ce la siamo giocata, non ce la siamo raccontata. Scusate se a noi questa settimana preme più il MIUR, ma ci siamo dati delle priorità e il VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO dei colleghi non ci interessa… a noi interessa il ruolo e questa settimana la dedicheremo, assieme ai nostri compagni di viaggio summenzionati, a batterci nelle “sedi opportune” per quello che ci spetta!
Copertina Gruppo facebook

MEA CULPA

Nelle settimane e nei mesi trascorsi in estenuanti e spesso infruttuose interlocuzioni politiche più volte abbiamo cercato di capire che cosa bloccasse un lavoro di dialogo che negli anni precedenti aveva garantito risultati concreti.
Vero che il governo e molti politici hanno chiuso le porte, ma è pure vero che in una mattinata questi politici hanno accolto decine di delegazioni di precari che chiedevano tutto e il contrario di tutto… spesso in disaccordo con i colleghi appena ricevuti. Anche noi abbiamo colpe, credete. Spesso non siamo stati in grado di vedere dietro i nostri interessi personali una categoria di professionisti umiliata e abbandonata. Ecco perché rinnoviamo la nostra richiesta e vi chiediamo un ulteriore contributo nel sostenere apartiticamente e apoliticamente e una volta tanto da docenti uniti il post di Cuperlo, perché la politica deve comprendere che i pinguini passano i rigori dell’inverno appiccicati l’uno all’altro e che esiste ancora una categoria fiera del proprio lavoro. Da parte mia posso solo dirvi che è fondamentale dare visibilità al post… veramente fondamentale. Presto vi sarà tutto più chiaro.

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ECCO PERCHÉ IL CONCORSO DEVE ESSERE DIFFERITO!

ECCO PERCHÉ IL CONCORSO DEVE ESSERE DIFFERITO!

Sussiste una forte base culturale per chiedere con forza il differimento del concorso docenti.

Attualmente è al vaglio del Consiglio dei Ministri la nuova tabella delle Classi di Concorso. Questo significa che molte materie saranno accorpate e che docenti si troveranno ad insegnare materie che non hanno mai insegnato e soprattutto materie per le quali non hanno mai avuto una formazione curricolare universitaria o abilitante.
Chiedere ai precari di preparare un concorso secondo queste regole significa chiedere loro di preparare in un paio di mesi un concorso al buio, perché strutturato su nozioni nuove e fino a oggi non necessarie. Ad aggravare il quadro è la situazione dei precari che dovranno sostenere il concorso: tutti docenti in servizio e impegnati in attività didattica.
Pensare che si possa sostenere un concorso in tali condizioni è assolutamente assurdo e non dignitoso.

A mero titolo esemplificativo, possiamo citare per la tabella A:

A­34 “scienze e tecnologie chimiche”, in cui confluiscono competenze di chimica, chimica agraria e tecnologie ceramiche (classi A/12, A/13, A/66) con criticità in ordine ai contenuti di agraria e materie prime, mancanti nel curriculum universitario di diversi candidati.

A­37 “scienze e tecnologie delle costruzioni”, in cui confluiscono competenze di costruzioni, disegno tecnico e topografia (A/16, A/71, A/72) con criticità in ordine ai contenuti di impianti e topografia, mancanti nel curriculum universitario di diversi candidati.

e altri la tabella B:

B­14 “laboratorio di scienze e tecnologie delle costruzioni”, in cui confluiscono competenze di topografia e industria mineraria (C/39 e C/43) con criticità in ordine ai contenuti di industria mineraria.

B­15 “laboratorio di elettrotecnica ed elettronica”, in cui confluiscono competenze di elettronica ed elettrotecnica (26/C e 27/C) con contenuti minimi praticamente raddoppiati.

B­16 “laboratorio di scienze e tecnologie informatiche”, in cui confluiscono competenze di informatica gestionale e informatica industriale (C/300 e C/310) con contenuti minimi praticamente raddoppiati.

Abbiamo già rappresentato questa situazione ai nostri contatti politici e sindacali e come sapete le prime risposte affermative sono già arrivate. Questa volta non può finire a tarallucci e vino. Siamo esseri umani non animali e io non suggo olio di ricino da nessuno.

LA PATENTE…

Riguardando ieri i vecchi articoli del Blog, rileggevo questo post di settembre di Nicola (http://www.docentiprecari.it/archives/1431 ) e,  a conti fatti, mi accorgo che resta ancora da superare lo scoglio del 10% degli “idonei”, dizione che come sapete bene non amo affatto ma che é testualmente estratta dalla scellerata legge 107. Oggi a Roma si lotta ancora davanti al MIUR per chiedere di ripensare alcuni punti della legge, visto e considerato che la stessa è già stata “modificata nei fatti” dal rinvio di questo concorso che solo il Governo vuole.
Riaprire le GAE è certo la soluzione,  la più semplice e la più economica. Ma come scrissi già un mese fa, dopo l’incontro con il Ministro Giannini e la deputata Simona Flavia Malpezzi (http://www.docentiprecari.it/archives/1531 ) su questo c’è chiusura totale. Vi chiederete, come mai? Per loro stessa ammissione è uno degli obiettivi fondamentali di questa legge eliminare le graduatorie e le code, non ha caso la scelta dell’inspiegabile 10% di idonei. L’altra è la libertà di un “responsabile” di scegliersi gli insegnanti migliori. Neo liberismo puro, altro che sinistra.
La lotta non si ferma e viste le amministrative vicine non sarebbe male ripensare e ritornare alle forme di lotta sul territorio, per incidere e far pesare il nostro ruolo sociale, facendo pesare il nostro voto e il nostro ruolo così come si è fatto nelle campagna per le regionali. Vi ricordate il nostro slogan?

“Conosci il tuo Candidato… e poi SCEGLI!”
( http://www.docentiprecari.it/archives/126 ).

Oggi comunque a Roma alcuni di noi saranno davanti al MIUR per sostenere il MIDA e ADIDA ,  far sentire il nostro dissenso e la nostra forza. Ciascuno di noi è coinvolto e interessato, uno vale uno, la rappresentanza è importante ma bisogna iniziare a capire che si lotta in prima persona e in piazza, come a scuola e sul territorio, dobbiamo essere pronti a rappresentarci in prima persona. La scuola è di tutti ma come diceva Nicola Iannalfo quel pullman lo guidiamo noi e da anni, e non ci possono chiedere la “patente” ORA.

Buona giornata per chi è in piazza, Roma è sempre splendida.

Ilaria Simona Rossella Riccio

IL COLLASSO DELLA AUTO-RAPPRESENTATIVITÀ

IL COLLASSO DELLA AUTO-RAPPRESENTATIVITÀ
È un fenomeno strano quello che sta condizionando strati massicci di categorie sociali. Per tanti anni i lavoratori hanno fatto “corpo”, seguendo in maniera frettolosa sigle sindacali e partiti politici. Il desiderio di appartenenza era sensibilmente più marcato rispetto alla necessità di autorappresentazione. Oggi nel segmento scolastico moriamo della patologia opposta… i precari soffrono di un eccesso di auto-rappresentatività, che sebbene costituisca un punto di pregio nel proprio percorso di crescita e di cittadinanza attiva, diventa un limite quando ti oppone ai colleghi impegnati nella tua stessa lotta. Ti frega perché nasconde alla tua vista il vero nemico. Nascono quotidianamente nuovi coordinamenti di abilitati: Associazione Abilitati nel mese di agosto, Abilitati del segno dei gemelli, Coordinamento abilitati iperdotati… tutti con la netta sensazione di possedere le tavole della Legge e quindi il verbo di Dio. Tutti impegnati a far guerra tra loro. La polarizzazione organizzativa è funzionale a chi racconta davanti alle telecamere o tra gli editoriali di quotidiani che gli insegnanti non vogliono essere valutati. E mentre i giorni passano noi siamo sempre più offesi, non solo come insegnanti, ma come cittadini. Un primo violino non potrà mai eseguire da solo una sinfonia di Beethoven… Cerchiamo una coscienza sociale…. “che è meglio iup” (diceva puffo quattrocchi).