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TABELLA SI, TABELLA NO…

TABELLA SI, TABELLA NO…

Non capirò mai perché ci si debba dividere e “offendere” per un Transitorio che ci metterà tutti in ruolo. Leggiamo di amicizie che saltano e persone che si insultano per qualcosa che dovrebbe unirci e darci una serenità meritata dopo tanti anni di servizio nella scuola pubblica o paritaria.

Tutto nasce dalla bozza presentata alle OO.SS. lunedì 23/10 da parte dei tecnici del MIUR, per avere pareri e condivisione sulle scelte in atto. Nella prossima settimana sarà la volta del parere del CSPI. Come sempre accade in questi casi, stralci e bozze sono iniziate a circolare verso la fine della settimana scorsa anche su alcune testate e commentati da giornalisti in sintonia o facenti parte dei soliti noti. Anche noi abbiamo avuto alcune segnalazioni e parti di bozze. Se dovessi fare un commento personale in tre parole direi: “poteva andare peggio”. Mi spiego meglio. Da quello che era trapelato diverse settimane fa, si prospettava una copia del bando 2016, dal quale comunque si è partiti. Il dialogo però, mai interrotto, ha prodotto una notevole apertura da parte delle istituzioni, dovuta anche agli errori evidenti fatti nel passato. Questo ha determinato alcune correzioni positive compresa quella di valutare, i 60 punti complessivi, attraverso tre sezioni, ciascuna con un punteggio massimo di 30 punti, suddivise nella sezione A per il titolo abilitativo, nella sezione B e C per gli altri titoli e un’ultima sezione D per il servizio. La somma ovviamente non fa sessanta ma novanta. Non c’è un errore. Evidentemente si è scelto di dare l’opportunità a molti di raggiungere questa soglia.  Scelta saggia, non c’è che dire, anche se sempre a vantaggio dei titoli rispetto al servizio. Si sa che i “raccomandati” sono ben rappresentati al MIUR, ma questa è un’altra storia…

Analizzando più in dettaglio le tre sezioni, troviamo una prima iniquità sul titolo di accesso, nelle due sezioni che riguardano la materia e il sostegno. Si è scelto di suddividere i 30 punti della Sezione A dando 15 punti al super bonus per il TFA e i restanti 15 punti in base al voto conseguito. Iniquità dicevamo, non tanto per il bonus in se, già previsto nel dlgs 59/17, ma perché lo si poteva attribuire nella Sezione B degli altri titoli, come è stato fatto per il dottorato. La ragione è presto detta. Potrebbe accadere che un docente con un voto di abilitazione inferiore a 76/100 non prenda nessun punto, così come chi sarà ammesso senza abilitazione, anche se con riserva. Sarebbe bastato attribuire 10 punti all’abilitazione, cioè a tutti gli abilitati e aggiungere un differenziale di 20 punti in base alla valutazione stessa. Il bonus del TFA poteva essere previsto nella seconda sezione degli altri titoli.  Per gli ITP la penalizzazione diventa addirittura doppia per chi non avesse raggiunto il voto di 76/100. Infatti non essendoci docenti abilitati con TFA, il punteggio viene attribuito tutto alla valutazione utilizzando la formula che prevede un moltiplicatore di 6 punti, per cui si arriva con 100/100 a 30 punti.

Nella seconda sezione spiccano indubbiamente i 20 punti assegnati, nella proposta, al dottorato. Effettivamente potrebbero sembrare troppi ma, considerando l’esiguo numero e la probabile mancanza di altri punteggi come il servizio, non troviamo questa supervalutazione poi così scandalosa, come qualcuno sostiene. La scelta invece di non mettere in questa sezione il bonus dei 15 punti attribuiti al superamento delle prove preselettive per il TFA, questa si che ci sembra più mirata e interessata. Intanto perché parte degli abilitati con TFA potrebbe avere anche il dottorato, per cui con il voto arriverebbe già a 50 punti, senza contare né le certificazioni, né gli altri titoli, né il servizio. Per il resto ritroviamo nella bozza tutti gli altri titoli già considerati nel precedente concorso 2016, aumentati ovviamente perché nel 2016 incidevano per 1/2 o 1/3.

Arriviamo così all’ultima sezione in cui si parla di servizio. Anche qui una piccola considerazione personale. Qualcuno sta chiedendo un’ulteriore aumento del bonus TFA in considerazione di quella che loro hanno definito “supervalutazione” del servizio, che dal terzo anno in poi varrà 5 punti. Solo a uno stolto può sfuggire l’astuzia che sta dietro questa subdola argomentazione. Vi faccio una domanda semplice: secondo voi chi è più avvantaggiato da questa ipotesi se con soli 7 anni si raggiunge quasi il massimo del punteggio (2+2+5+5+5+5+5=29)? Chi ha 10-15 anni di servizio o chi ne ha solo 7? Ricordo a questi signori che siamo docenti, mica allocchi.  C’è una novità rispetto al 2016, viene riconosciuto oltre al servizio specifico sulla materia anche quello aspecifico in altra disciplina. In pratica vengono attribuiti 1 punto per i primi due anni e 2,5 punti dal terzo anno in poi. Purtroppo è rimasta la penalizzante espressione “servizio continuativo” che già nel 2016 ha cancellato diversi anni di servizio anche con una interruzione di un giorno. Inoltre avendo previsto nel servizio specifico: “…l’insegnamento prestato su posti di sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità è valutato solo nella specifica procedura concorsuale”, per evitare cattive interpretazioni, abbiamo consigliato di aggiungere: “Servizio di insegnamento prestato su altra classe di concorso rispetto a quella per la quale si procede alla valutazione, compreso il sostegno, …”

Queste le nostre considerazioni sulla tabella presentata ai sindacati. Vorrei però aggiungere che negli ultimi due giorni si susseguono prese di posizione e molte polemiche che rischiano sul serio di far saltare tutto. Non capisco proprio chi possa avere interesse affinché tutto si blocchi, di certo non ai precari abilitati che da decenni insegnano nelle scuole pubbliche. Personalmente resto basito. Non dobbiamo dimenticare mai che parliamo di una graduatoria a esaurimento regionale e che tutti entreremo in ruolo nel giro di due o tre anni. Qualcuno ha dimostrato ancora una volta che il proprio orticello conta di più della ricerca del bene comune e della scuola.

Charles Bukowski diceva: “Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno.”

Non dovremmo mai dimenticare che siamo insegnanti ed educatori, intellettuali e cultori del sapere, mica “arrivisti”.

Buon fine settimana a tutti.

#capisciamè…

Leggendo un post di un anziano sindacalista…comprendo la ragione per la quale non c’è più speranza di capirsi. La realtà avanza e loro restano attoniti ad osservare e magnificare il passato. Prima o poi la sveglia suonerà anche per voi.
Toc, toc signori le Gae sono quasi esaurite. Ma di quali convocazioni parlate. Ci voleva un sapientone per capire l’ovvio, che le convocazioni annuali non hanno più alcun senso finché non si coinvolgeranno anche i docenti abilitati di seconda fascia? Sono anni che chiediamo una chiamata congiunta.
Non ci voleva molto a comprendere che il grosso del lavoro verrà svolto dalle scuole che, attraverso le GI cariche di docenti abilitati e non, attribuiranno di fatto le cattedre e gli spezzoni. Speriamo che questa lotteria termini presto attraverso l’articolo 17 del dlgs 59. Diamoci quattro cinque anni e di tutto questo non resterà che un ricordo, come le vecchie cabine telefoniche.
Che poi sono gli stessi che per anni ci hanno gridato: “concorso, concorso, per voi c’è solo il concorso”. Bene c’è stato il concorso e ha segnato la più grossa discriminazione mai accaduta in Italia. Commissioni che hanno promosso al 100% e altre allo 0%. Dove eravate voi mentre questo accadeva, da quale parte eravate schierati, con i docenti di ruolo che bocciavano o con i precari che subivano un’ulteriore umiliazione. Se invece di gridare concorso per anni aveste preso il toro per le corna, chiedendo la riapertura delle GaE o un concorso per titoli oggi la supplentite sarebbe al 30%.
Comprendo bene che all’autocritica preferite i corsi e poi i ricorsi, ma il tempo e la pazienza sono finiti. Abbiamo bisogno di risposte e le andremo a prendere con chi ci tuteli sul serio, altrimenti lo faremo da soli, nei luoghi in cui si decide, senza altre mediazioni. Voi intanto potete continuare a rimpiangere i tempi in cui, insieme ad altri, manovravate i docenti come pedine di una scacchiera di cui vi sentivate padroni. Vi segnalo che gli anni che restano sono ormai pochi, potete continuare a divertirvi con le manovre per i ruoli (ora capisco bene perché così contrari alla chiamata diretta), ma il gioco prima o poi finirà, dovete accettare l’idea che siete ormai adulti.

Cari signori le persone si tutelano, non si usano.

DOPO LE GRADUATORIE E’ L’ORA DELLA NASPI…questa sconosciuta!

Dopo le Graduatorie è l’ora della NASpI…questa sconosciuta!

Breve guida per rendere a tutti la richiesta di NASpI una semplice Formalità

Finito lo stress delle Graduatorie… iniziamo con la richiesta di “prestazioni a sostegno del reddito” dopo la scadenza del contratto.
L’indennità di disoccupazione NASpI (Indennità di NASpI, Comunicazioni NASpI-COM, Anticipazione NASpI), spetta a tutti i lavoratori dipendenti che, dal 1° maggio 2015, abbiano perduto involontariamente la propria occupazione di natura subordinata, ivi compresi, apprendisti, personale artistico subordinato, soci lavoratori di cooperativa, dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione con inclusione dei lavoratori precari della scuola, lavoratori che hanno cessato il lavoro per dimissioni avvenute durante il periodo tutelato di maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio) o nei casi stabiliti dalla legge per giusta causa e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
Il portale dedicato alle domande per “prestazioni a sostegno del reddito” consente l’invio online delle richieste per ottenere i benefici di assistenza economica previsti sia per i nuclei familiari sia per i singoli lavoratori in caso di disoccupazione, mobilità o diminuzione della capacità lavorativa.  Se siete registrati è possibile compilare e inviare la domanda telematica per NASpI. Per il pagamento di tutte le prestazioni a sostegno del reddito è indispensabile compilare, salvare e caricare nel servizio online per l’invio della domanda anche il modulo SR163 “Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, necessario per la verifica dell’ IBAN.
Il richiedente deve specificare la modalità di pagamento, già indicata nella domanda di servizio e, nel caso di accredito, anche i dati di riferimento dell’agenzia o filiale dell’istituto di credito (banca/posta) che effettua il pagamento con il codice IBAN, riferito al rapporto di conto del richiedente la prestazione, con data, timbro e firma del funzionario bancario o postale. Se invece avete conti correnti o carte prepagate aperti presso istituti di credito virtuali, è sufficiente inviare il documento rilasciato online dalla procedura di collegamento al conto nel quale appare l’intestazione.

Ecco le due operazioni da fare:

1. La prima operazione è registrarsi al sito dell’INPS e farsi mandare le credenziali, senza le quali le uniche operazioni OnLine che potrete fare sono solo la stampa dei modelli.
Io personalmente in questo caso, cioè se non avete ancora le credenziali, vi consiglierei almeno per quest’anno di recarvi direttamente all’ufficio provinciale dell’INPS più vicino e fare tutto a mano allo sportello. Perderete una mattinata o qualcosa in più ma per lo meno risolvete la procedura.

2. Se andate allo sportello ricordatevi di procurarvi la domanda NASPI e il modello SR163 compilato e firmato oltre che da voi anche dall’addetto del vostro Istituto di credito che apporrà sul foglio oltre alla firma anche il timbro.

Per rendervi la vita più semplice ho preparato un file PFD con le indicazioni e procedure da eseguire al computer, sperando in questo modo di rendervi la compilazione più semplice. Buon fine settimana.

Mimmo Bruni

 

Habemus decretum… n.59 del 13/04/2017

Non amiamo celebrazioni, ma anche oggi o meglio ieri, finalmente vediamo pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi della Legge 107/2015.

Decreto Legislativo n59

Cominciavamo a temere un…ripensamento.

Scherzo ovviamente, ma di certo da oggi abbiamo la certezza che una piccola toppa è stata applicata all’ingiustizia perpetrata dalla 107 quando stabilisce il diritto a tempo, chi prima e chi dopo il 31/12/2006. Come se un diritto fosse stabilito da un politico di passaggio. Riporto l’articolo pubblicato dalla deputata Manuela Ghizzoni sul suo blog personale, a cui vanno i nostri ringraziamenti per essere riuscita nell’ottimo lavoro di mediazione,  che ha visto alla fine il voto favorevole della maggioranza ma anche della opposizione.

Tratto dal blog del onorevole Manuela Ghizzoni:  http://www.manuelaghizzoni.it/2017/05/09/italia-oggi-reclutamento-chiude-passato-stabilita-continuita-percorso-lungo/

” Il nuovo sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo degli insegnanti della scuola secondaria opera un mutamento di paradigma: mai più defatiganti precariati a cui seguivano abilitazione e concorso, ma subito un concorso per accertare le competenze disciplinari e poi, solo per i vincitori, un percorso triennale retribuito di formazione, tirocinio e inserimento progressivo nella professione fino all’assunzione a tempo indeterminato.  Molta attenzione ha suscitato la disciplina transitoria, che condizionerà il successo del nuovo sistema se riuscirà a chiudere con il passato con equità, vale a dire avendo riguardo per i diritti degli attuali docenti precari, formati sul campo, dotati di esperienza e spesso in possesso dell’abilitazione all’insegnamento. Si tratta di una sfida complessa, che deve contemperare anche i diritti dei futuri docenti, i «nuovi entranti» nel mondo della scuola, e deve tenere conto dell’estrema diversificazione delle situazioni, per cui in alcune regioni e per alcuni insegnamenti il precariato storico è già esaurito o quasi, mentre in altre regioni e per altri insegnamenti in migliaia hanno già i requisiti per l’assunzione in ruolo.  La fase transitoria si rivolge a quattro categorie di precariato scolastico.

  1. La prima è formata dai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (Gae), che hanno maturato il diritto all’assunzione per disposizione della legge 107.
  2. La seconda è costituita dai vincitori del concorso del 2016, che accederanno al ruolo sulla base della graduatoria di merito (Gm); a loro si aggiungono, per il periodo di validità della graduatoria, anche gli idonei.
  3. La terza categoria è formata dagli attuali abilitati.

Queste tre categorie si riferiscono a platee chiuse, destinate ad estinguersi, a differenza della quarta che invece continuerà ad alimentarsi in forme fisiologiche per le necessità strutturali della scuola: ci si riferisce ai supplenti non abilitati che comunque insegnano, in particolare su posti dell’organico di fatto non assegnabili a docenti di ruolo. Gli appartenenti alla terza e alla quarta categoria non hanno maturato il diritto all’assunzione, pertanto la disciplina transitoria prevede che dovranno sottoporsi ad apposite prove e percorsi valutativi e formativi differenziati. Un cardine di tutta la normativa è, infatti, che non si dà corso ad alcuna sanatoria, ma si graduano le prove e i percorsi di accesso alla scuola a seconda della formazione acquisita e dell’esperienza maturata. Così gli abilitati della terza categoria confluiranno in una nuova graduatoria di merito regionale (Gmr), mentre ai supplenti della quarta categoria, in considerazione dei servizi resi per il funzionamento della scuola per almeno tre anni, sarà riservato, a regime, un concorso biennale per l’inserimento in un percorso di formazione e accesso al ruolo.  Alla graduazione dei percorsi corrisponde quella dei posti riservati ad ognuna delle categorie. Il 50% dei posti vacanti e disponibili è innanzitutto destinato all’assunzione dalle Gae. Via via che esse si svuoteranno (in molti casi lo sono già), i posti residui andranno a disposizione, progressivamente, delle altre categorie. La disposizione transitoria determina poi come saranno utilizzati i posti vacanti e disponibili nei primi quattro anni, dal 2017/18 al 2020/21, al netto di quelli utilizzati per le Gae. Per i primi due anni, si tratta dei posti già banditi dal concorso 2016 e quindi andranno tutti alle Gm (ove fossero già esaurite, si attingerà dalle nuove Gmr). Nei successivi due (fatto salvo lo scorrimento di eventuali Gm ancora vigenti), tutti i posti del 2019/20 e l’80% di quelli del 2020/21 saranno riservati alle Gmr. Infine il 20% dei posti del 2020/21, più quelli eventualmente residuati dalle Gmr, saranno riservati ai supplenti non abilitati, secondo la graduatoria del loro concorso riservato (il primo sarà bandito nel 2018).   I posti vacanti e disponibili del 2021/22, al netto di quelli eventualmente riservati alle Gae, saranno riservati per un massimo dell’80% alle Gmr degli abilitati. Il 60% dei posti restanti (quindi al minimo il 12% dei posti iniziali) sarà riservato ai supplenti non abilitati, mentre l’altro 40% (quindi al minimo l’8% dei posti iniziali) sarà assegnato ai nuovi entranti sulla base del primo concorso che sarà anch’esso bandito nel 2018, in modo che i vincitori possano occupare i posti a loro destinati a partire dal 2021/22, dopo il triennio di formazione e tirocinio.   Queste percentuali saranno via via modificate per i posti disponibili dal 2022/23 in poi. La quota per gli abilitati scenderà dall’80% sino al 20%, che diventerà una percentuale fittizia appena la categoria sarà esaurita. La quota per i supplenti non abilitati scenderà anch’essa dal 60 al 20% a regime. In corrispondenza salirà la quota restante da assegnare interamente ai nuovi entranti.   La transizione per portare stabilità e regolarità a un sistema purtroppo viziato da scelte del passato disorganiche e contraddittorie è necessariamente lunga, ma in grado di garantire ai giovani spazi sicuri e crescenti. Ad esempio, su 100 posti del 2029/30 (banditi con il concorso del 2026), al massimo 20 saranno riservati agli abilitati (se ve ne saranno ancora), al massimo altri 20 ai supplenti non abilitati e quindi almeno 60 ai nuovi entranti. Un sistema di vasi comunicanti che, con lo svuotamento di alcuni e il parallelo riempimento di altri, potrà garantire equità e opportunità a tutti.”


Per utilità di tutti, allego il PDF del decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale di ieri 17/05/2017 che andrà in vigore dal 31/05/2017 e da cui far partire l’orologio della tempistica prevista.

Decreto Legislativo n59

Ricordo le due date da non dimenticare ad oggi

(art.17 comma 6) – Entro 120 giorni, cioè indicativamente entro fine settembre il Ministro della Pubblica Istruzione dovrà emanare un decreto che preveda il contenuto del bando, i termini e le modalità di presentazione delle istanze, di espletamento della prova orale e di valutazione della prova e dei titoli, i titoli valutabili, nonché la composizione della commissione di valutazione.

(art.17 comma 3) – La procedura di cui al comma 2, lettera b), bandita in ciascuna regione e per ciascuna classe di concorso e tipologia di posto entro febbraio 2018.

 

 

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WORK IN PROGRESS…

Work in progress…

Ore 9:00…

Come era ovvio che fosse, oggi il Consiglio dei Ministri del Governo Gentiloni, approverà i decreti attuativi della legge 107/15. Già una settimana fa lo avevo scritto che la data sarebbe stata anticipata e non perché avessi avuto una “soffiata”, semplicemente perché qui nel CDP sia abituati a usare la testa… 
Noi di tutte le deleghe abbiamo contribuito, con altri gruppi, alla modifica della bozza 377 che, come dicono a Firenze è migliorata “di morto”.
Per le altre…meglio non esprimersi.

Oggi al Consiglio Direttivo dell’Associazione oltre ad attribuire alcuni nuovi incarichi, ad iniziare dall’ampliamento dei membri del Consiglio stesso, indicheremo le future strategie dell’Associazione e del Gruppo.   Restiamo in standby…

Ore 15:00

Lo scrivevo stamani andando a scuola, non abbiamo ancora letto i decreti approvati, ma possiamo dire che un punto fermo è stato fissato. Questa sera dopo il Consiglio Direttivo, avremo una ragione in più per brindare e lo faremo pensando a tutti voi e a tutti i colleghi di altri gruppi che insieme a noi hanno tanto lavorato per questo primo obiettivo. Non faccio nomi per non dimenticare nessuno, ma un paio sono costretto a farne. 
Primo fra tutti un fratello conosciuto a Pisa, anche per questo ringrazio il PAS, senza il quale molte di queste amicizie non si sarebbero mai “incrociate”. Nicola Iannalfo, insieme a tanti altri, hanno segnato una piccola svolta nella mia vita normale, richiamando dal profondo quel vecchio impegno “politico”, vero, in cui gloria e interesse non hanno campo fertile. Girare insieme mani nella mano intorno alla Torre è stato uno di quei momenti dove capisci che le cose possono cambiare, se c’è la volontà di tanti a farlo insieme. Da quella unione d’intenti è nato il CDP.  https://youtu.be/z8RWPEgOz2Y

La seconda persona che voglio ricordare è una “compagna” di lotte, Rosa Sigillò , con cui a volte abbiamo avuto divergenze d’azione, ma della cui sincerità non ho mai dubitato un attimo. Con il MIDA abbiamo cercato sempre di mettere da parte gli interessi di bottega, per la semplice ragione che lottavamo per i lavoratori di quella bottega, senza nessun altro fine.

Infine ho scelto una donna della politica. Ne abbiamo conosciute tante in questi tre anni, con le quali abbiamo dialogato, scontrandoci talvolta, ma sempre nel rispetto dei ruoli reciproci. Ma fra tutti c’è solo una persona che ho sentito seria e vicina, intuendo subito che il dialogo con lei avrebbe avuto un senso. 
Eravamo a Firenze, in settembre, alla festa dell’unità, seduti all’ombra di querce secolari su una panchina come tante. Lei, io e Nicola abbiamo discusso con franchezza e sincerità, cercando di trovare possibili soluzioni da mettere in campo e possibili strade e strategie da perseguire per risolvere la questione rimasta aperta dopo le 88.000 assunzioni della 107/15. Le cattedre rimaste vacanti in diverse discipline anche a causa di tanti docenti abilitati “eliminati” in alcuni territori da commissioni “kamikaze”. Così come la questione di dare stabilità a coloro che nel corso degli ultimi 10 anni avevano totalizzato anni e anni di servizio. 
Sono certo che quel breve incontro ha aperto una breccia in quel muro alzato incomprensibilmente nel 2015, di cui ancora oggi non comprendo la ragione, dando la speranza a migliaia di docenti di arrivare finalmente, attraverso un lungo lavoro fatto di dialogo e confronto, a qualcosa di utile per la nostra scuola, tanto vituperata, ma sempre premiata e rispettata a livello internazionale. 
Ecco di tutti i politici il ringraziamento più sincero lo devo a lei, onorevole Manuela Ghizzoni, malgrado gli ultimi fraintendimenti, costruiti ad arte da altri per metterci in cattiva luce, ma questa è un’altra storia che è inutile riaprire. Grazie per l’amicizia disinteressata, per la disponibilità e la sua capacità di rimettersi in gioco, trovando soluzioni più condivise, per tutte le discussioni e i chiarimenti, anche in orari impossibili ai più. Grazie davvero a nome mio in primis, ma anche di tutta l’associazione che mi onoro di rappresentare, di tutto il nostro gruppo e di tanti altri colleghi che, pur fuori dal mondo virtuale di internet, sentono in cuor loro di aver ottenuto una possibilità concreta di stabilizzazione, dopo aver per tanti anni offerto il proprio lavoro alla scuola pubblica italiana.

Ore 00:55

Non amiamo celebrazioni, ma anche oggi o meglio ieri, vista l’ora, dopo il lavoro a scuola ci siamo riuniti a Empoli per il Consiglio Direttivo dell’Associazione. Riunione operativa ricca di decisioni, anche difficili… ma nel complesso giustificate dalla grandezza delle persone… A breve nel gruppo Assemblea Soci sarà inserito il Verbale che in sintesi posso anticiparvi con alcune decisioni prese: allargare il numero dei consiglieri a 10 inserendo nel Comitato Direttivo: Paola Brandi, Alessandra Lusini e Barbara Monti. Vista la decisione di Nicola Iannalfo di rimettere il suo mandato ritenendo giusto che a rappresentare le istanze future dell’associazione debba essere un docente precario, il Consiglio Direttivo ha nominato come nuova Coordinatrice Unica Nazionale: Barbara Monti. 
Chiuso il Consiglio, abbiamo ritenuto legittimo anche noi festeggiare questo primo risultato raggiunto con l’approvazione dei Decreti Attuativi della Legge 107/15. Purtroppo Nicola e Alessandra, per motivi famigliari, sono dovuti rientrare a casa ma abbiamo festeggiato come se fossero stati insieme a noi.
Un brindisi che dedichiamo a tutti noi del gruppo, ma anche a tutti gli altri.

¡Vamos!
Allons 
 Let’s go!
Avanti!

AVANTI

AVANTI…

Molti di noi si sono chiesti negli ultimi giorni  “ma davvero ci siamo?”  Ognuno si sarà data una risposta e anche se in molti la parola “concorso” mette ancora in agitazione assicuro, a quei pochi neuroni rimasti ancora increduli, che la nuova scelta delle forze governative di “graduare” invece di “selezionare” è un dato ormai certo.

Mi sono chiesto in questi giorni se avesse ancora senso parlare di Coordinamento Docenti Precari. Come fare a dimenticare le tante volte in cui ho dovuto “consolare” e “ricaricare” il morale di tanti amici e colleghi, che non ci hanno mai creduto. Qualcuno ci rimprovera che non diamo risposte immediate, che non ripetiamo fino allo sfinimento le nostre ragioni e azioni in atto, a differenza di altri. Ci dispiace ma siamo fatti così, non siamo abituati a ripeterci anche solo per motivare il gruppo e far sentire che ci siamo.

Però, vi assicuro, non abbiamo mai mollato e io in particolare non ho mai pensato che “loro” fossero così cambiati. Dico sul serio, anche quando nel 2015 ci siamo sentiti traditi e nel 2016 umiliati, non ci ho mai creduto.
Sarà perché non sono un istintivo, non mi abbatto facilmente così come non mi esalto mai. Sarà l’età ma sono abituato a capire, analizzare e trovare soluzioni chiare e limpide.

Il testo licenziato prevede un concorso orale riservato agli abilitati, con la sola funzione di graduare l’ingresso. Aver ottenuto poi l’indicazione del 40% massimo per la prova orale (si parlava addirittura del 70%) la trovo un’altra vittoria della mediazione che c’è stata. Chiedere meno non avrebbe dato alcun senso alla prova orale, che come nello scorso concorso dava 40 punti. Direi chiaro come il sole.

Vero che non abbiamo eliminato la prova concorsuale, ma ormai il mantra è chiaro e senza il voto minimo quella vecchia dizione “c’è concorso e concorso” questa volta è una vittoria vera.

Aspettiamo che il governo approvi il decreto attuativo e poi ci sarà da lavorare ancora sulle tabelle titoli, servizio ed esami. A occhio direi, visti i 40 punti dell’orale, resteranno da distribuire 60 punti. In teoria potrebbero andare tutti al servizio, visto lo spirito della fase transitoria ma non sarà così e sarei stanco di iniziare una nuova lotta fra colleghi. Forse potrebbero considerare l’abilitazione come uno “scritto” dando cioè una valutazione in base al punteggio da 2 a 20 punti, aggiungere max 10 punti per i titoli e lasciare 30 punti per il servizio (3 punti all’anno quindi max 10 anni).

Apriremo a breve un form in cui ciascuno di voi potrà proporre un rapporto adeguato fra le tre voci, in modo da fornire al gruppo una proposta condivisa dalla maggioranza.  Abbiamo la possibilità di proporre così come per il piano transitorio una nostra proposta e ogni riflessione sarà fondamentale.  Noi decideremo, come sempre, insieme a voi.

Avanti!

Mimmo Bruni

PARERI E SCIOPERO

PARERI E SCIOPERO

Mi sa che la vetta è stata quasi raggiunta. Ora calma, sangue freddo e non perdere l’equilibrio in discesa…

Il parere sulla delegha 377 da poco è visibile sul sito della Camera, dove trovate due documenti, quello principale a firma dell’Onorevole Manuela Ghizzoni e un parere alternativo a firma dell’Onorevole Silvia Chimienti. Questo è il link:

http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2017&mese=03&giorno=14&view=filtered&commissione=0711

Per quanto riguarda invece lo sciopero del 17 marzo 2017, organizzato da diverse sigle sindacali fra cui Unicobas, Cobas e Anief,  in cui si chiede anche il ritiro di tutte le deleghe, la nostra posizione è scontata visto che sono mesi che lavoriamo ad una mediazione “diretta” con i componenti delle due Commissioni. Inoltre, personalmente, NON ho gradito la campagna di compiacimento per la “mancata” adesione allo sciopero dello scorso otto marzo, organizzato dalla FLC, anche perché a farla è stato un amico, Stefano D’Errico. Onestamente contare le adesioni e ridere dei numeri è una politica più da esponenti di governo che da chi si oppone da tempo alla 107/15.

Abbiamo comunque inteso aprire un sondaggio fra i soci del CDP sullo sciopero di venerdì, che si è così espresso:

52% NO, io non sciopero;
26% SI, io sciopero;
22% l’Associazione CDP non deve aderire allo sciopero;
0% l’Associazione CDP deve sponsorizzare lo sciopero.

Il CDP quindi per volere del Comitato Direttivo e dell’Assemblea Soci Virtuale non aderirà allo sciopero, lasciando la libertà di scelta e ricorda ai partecipanti che oltre alle manifestazioni di Roma è stato organizzato anche un corteo a Firenze con gli studenti e successivamente un Sit-in davanti alla Prefettura di Via Cavour. Inoltre avverte che sia l’Anief che i COBAS hanno organizzato per Roma pullman e treni speciali.

 

Dimenticavo…Noi non molliamo!

ASSOCIAZIONE CDP IN AUDIZIONE AL SENATO

AUDIZIONI IN SENATO

Un altra giornata piena. Sveglia presto, prime tre ore a scuola e poi di corsa verso la stazione. Fortuna che ora da Firenze a Roma bastano 90 minuti. Primo incontro operativo sulle strategie future e poi di corsa al Senato.

Questa volta il clima è stato sicuramente più disteso e sereno rispetto alle audizioni della Camera di dieci giorni fa, anche a causa di qualche malinteso poi fortunatamente chiarito.  In audizione abbiamo sostenuto da soli il concorso per titoli e servizio con anno di prova a valore concorsuale. Non avevamo più voglia di mediare, anche perché la scelta della delega di esimerci dallo scritto e affrontare solo l’orale era già stato raggiunto con mille mediazioni. Noi del CDP riteniamo che non si debba richiedere nessuna ulteriore prova selettiva e che quest’ultima non garantirebbe nessun tipo di merito. Inutile chiedere certezze nei tempi, nelle commissioni e nelle griglie…soprattutto dopo quello che è accaduto nel concorso 2016. Lo avevamo già chiesto due anni fa quando Matteo Renzi cavalcava un 40% di consensi e il ministro era una certa Giannini e lo chiediamo a maggior ragione oggi, che al governo c’è Gentiloni  e il ministro si chiama Fedeli.
Chiedevamo e chiediamo di far fronte comune sul principio che un docente abilitato non debba essere sottoposto a nessuna ulteriore valutazione selettiva, ma a una reale osservazione sulla sua capacità didattica. Ieri la prima sorpresa è stata quella di sentire fare a ciascun gruppo richieste praticamente sovrapponibili, un traguardo non proprio scontato.

Altro che dissensi, Senatrice Puglisi, se solo fosse arrivata prima e avesse ascoltato quasi la stessa proposta, avrebbe evitato una domanda sbagliata in partenza. Non è stato il primo errore commesso e se devo dirla tutta mi è sembrata troppo nervosa e poco serena. Per il resto si è respirato un clima che lascia ben sperare per i passaggi successivi, anche se devo ammettere un po’ di fastidio per qualche “spina” rimasta conficcata.

I saluti finali ci hanno consentito un chiarimento e qualche azione congiunta con le senatrici rimaste ad ascoltarci, sulla richiesta dei numeri ancora assenti e sulle prospettive future. Ringrazio in particolar modo le Senatrici Montevecchi, Blundo e l’amica Alessia Petraglia per l’ascolto e la disponibilità anche in prospettiva di future iniziative da mettere in campo per seguire i delicati passaggi futuri di queste deleghe. Infine i soliti piacevoli saluti con abbracci e strette di mano più sinceri di altre volte.

Usciamo dal Palazzo più sereni e il resto lo fa Roma. Obbligo quasi il mio compagno di numerosi viaggi ad una passeggiata per gambe, occhi e palato. Caffè in Piazza Navona, giro intorno alla fontana dei quattro fiumi del Bernini, racconto a Nick la leggenda sulla statua del Rio della Plata che tiene alzato il braccio per ripararsi dall’eventuale crollo del campanile o della cupola della prospiciente chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini. Le storie dei due grandi del seicento romano riempiono tanti libri, ma vederli a due palmi di naso è tutta un’altra storia. Visto che ci siamo passaggio obbligato, prima da San Ivo alla Sapienza, poi la tappa obbligata quando ci si trova nei pressi di Palazzo Madama, la visita della Chiesa di San Luigi dei Francesi, per rivedere la cappella Contarelli e i suoi tre capolavori assoluti custoditi del Caravaggio: il Martirio e la vocazione di San Matteo e San Matteo e l’angelo (tutti in…tema).
Usciamo appagati e con qualche ricordo passato, ma la velocità con cui cambia la scena nello spazio/tempo è quasi magica, cento metri e ci ritroviamo in prima davanti al Pantheon, poi al Tempio di Adriano e infine alla colonna di Marco Aurelio, per non dimenticare che qui si è fatta la storia. Le emozioni richiedono una pausa e soprattutto è tempo di mettere qualcosa fra i denti per riattivare gambe e corpo. Trovandoci in zona come non fermarsi da “Pane & Salame” in via Santa Maria 19 e gustare uno dei tanti paninazzi ben assortiti, accompagnati da un buon calice di Chianti.
Perché sul vino…Toscana docet.

Riempita la pancia, siamo subito nuovamente in marcia fra chiare, dolci e fresche acque… Fontana di Trevi ci accompagna come un orchestra durante il suo attraversamento, con una melodia frusciante che cattura i sensi.   Ora diritti verso un’altra meta arrampicandosi per via Rasella arriviamo davanti a Palazzo Barberini e subito dopo, voltando a destra la splendida e magica Chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane dove Borromini ci ricorda che l’acqua continua a scorrere (peccato fosse chiusa). E’ ora di accelerare, abbiamo solo 15 minuti per raggiungere Termini, non manca molto, ma queste strade sembrano trattenerci. Procediamo svelti verso Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e poi a destra la Stazione è ben visibile e a pochi metri.
Per un pelo siamo in carrozza e in buona compagnia dell’amica Petra voliamo a quasi trecento chilometri orari verso casa. Un’altra giornata è andata, si spera serva alla causa.

Noi di certo non molliamo!

ASSOCIAZIONE CDP in AUDIZIONE alla CAMERA

Il CDP ritiene che non si debba richiedere nessuna ulteriore prova selettiva che per un abilitato di stato sarebbe assolutamente inaccettabile. Una qualsiasi selezione non garantirebbe nessun tipo di merito. Inutile chiedere certezze nei tempi, nelle commissioni e nelle griglie…soprattutto dopo quello che è accaduto nel concorso 2016. Lo abbiamo chiesto due anni fa quando Renzi cavalcava un 40% di consensi e il ministro era una certa Giannini e lo chiediamo nuovamente oggi, che il governo Renzi non esiste più (almeno formalmente) e il ministro si chiama Fedeli.
Speriamo che si riesca a far fronte comune e che il principio che un docente abilitato non debba essere sottoposto a nessuna ulteriore valutazione selettiva, ma a una reale osservazione sulla capacità didattica possa far breccia in tutti i coordinamenti.

DIALOGO SI…MA CON CHI?

DIALOGO SI…MA CON CHI?

A due settimane dal referendum e una settimana dall’insediamento del nuovo Governo Gentiloni, è sin troppo facile pensare che l’Italia dopo 70 anni ha nuovamente deciso per la democrazia, ha nuovamente indirizzato il proprio animo alla sovranità del popolo. Forse tra qualche anno capiremo meglio quanto il passaggio referendario sia stato critico per la nostra democrazia, l’Italia oggi ci sembra più Italia e cittadini ci sembrano più cittadini. Vogliamo illuderci e credere che ci sia ancora la possibilità per ripartire dal basso, perché se qualcosa ci hanno insegnato questi mille giorni di governo renziano è che quando il popolo si disinteressa alla politica e alla cosa pubblica ci pensano le banche e i poteri forti internazionali a prendersi quegli spazi.

Un’altra lezione che vorremmo capitalizzare è la necessità di una rappresentanza politica del mondo della scuola: il mondo della scuola vero, fatto di insegnanti e di formatori che la scuola la vivono e soprattutto la amano. Basta con i muri alzati dal vecchio Governo, zero dialogo e condivisione dei problemi ma solo arroganza e ricette già scritte, come lo svuotamento delle GaE, il concorso, l’algoritmo e la mobilità. Risultato? Questo è stato l’inizio scolastico più disastroso degli ultimi 40 anni, dopo che già lo scorso anno pensavamo di aver toccato il fondo. Se la lezione fosse servita potremmo oggi ripartire da capo, chiedendo giustizia per la scuola, sperando che questa volta ci sia la disponibilità al dialogo. Ripartirei dagli esclusi della legge 107/15, i docenti abilitati e iscritti nella Seconda Fascia delle Graduatorie d’Istituto e magari anche quelli di Terza Fascia con più di 3 anni di servizio qualora le graduatorie di prima e seconda fascia siano esaurite. Docenti esclusi dal piano straordinario di assunzione e condannati alla precarietà “in scadenza” e al concorso truffa che non è riuscito a selezionare neanche la metà dei 63700 posti disponibili su “carta”, a fronte di una platea di 120mila aspiranti. Lo sappiamo che gli interessi sono davvero tanti e come spesso accade i più deboli devono soccombere attraverso la legge del mercato o meglio di darwiniana selezione della specie. I precari, i non-dipendenti, le pseudo partite iva che ogni anno si aggrappano a una convocazione. La prima cosa che ci piacerebbe chiarire è chi sono questi precari della scuola?

A questa stessa domanda il MIUR e il Governo non hanno saputo rispondere. Si sono nascosti dietro la giurisprudenza, classificano i precari in base a una mera collocazione in graduatoria e non in relazione agli anni di servizio prestato appassionatamente dentro le istituzioni scolastiche pubbliche e private. Purtroppo per il resto d’Europa questa classificazione speciosa non rappresenta nulla. Il precario per noi è quel lavoratore che ha garantito il funzionamento dell’istituzione scolastica essendo presente ogni mattina nel suo posto di lavoro.  Graduatorie a Esaurimento e Graduatorie di Istituto, sono classificazioni inconsistenti nella legislazione comunitaria, classificazioni che nel Bel Paese hanno pesano come macigni sulle nostre vite. Tu si…tu no! Assurdo ma è stato proprio così che si sono stabilizzati i precari delle Graduatorie a Esaurimento anche se non avevamo mai svolto un’ora di servizio e magari avevano già un posto a tempo indeterminato. Loro sono stati assunti, magari spostandoli a 1000 chilometri di distanza, mentre coloro che da dieci anni lavoravano nella scuola, i precari delle Graduatorie di Istituto, continueranno a fare i precari ma questa volta a scadenza (36 mesi), per poi essere lasciati senza lavoro, i nuovi ESODATI del Governo Renzi. Il problema è tutto in una semplice postilla che attribuisce o meno il valore concorsuale al titolo abilitante. Questo valore concorsuale tranquillizza il Palazzo, garantendo la sensazione di agire costituzionalmente rispettando l’art.97 comma 3 della nostra Costituzione che afferma: “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Quindi non è colpa del governo se fino ad ora, dai precedenti governi sono stato: formato (a mie spese), sfruttato e mal retribuito (negazione degli scatti di anzianità).  Siamo all’assurdo, dopo avermi imposto le loro condizioni di lavoro, oggi mi vogliono far credere di essere io il mio problema. Oggi questi docenti, che hanno formato generazioni di studenti, sono cresciuti e in alcuni casi invecchiati, sono mariti, mogli, genitori. Perché è così difficile usare “buon senso”? Sono i nostri padri costituenti a venirci in soccorso: “salvo i casi stabiliti dalla legge” recita l’articolo sopracitato. È davvero impossibile prevedere una legge che sani questo abuso nei confronti dei lavoratori della scuola? Ad alcuni la parola “sanare” fa paura, riecheggiano fantasmi del passato, ma è lo Stato che deve sanare se stesso e la sua abusiva pratica della reiterazione dei contratti a termine. Lo dice con la sentenza del 26 Novembre 2014 la Corte di Giustizia Europea.

Se è lo Stato che sbaglia perché sono io che devo pagare? Occorre prendere atto che dietro i numeri e le graduatorie vivono esseri umani con un cuore e sentimenti. Uomini e donne che faticano a trovare la serenità per entrare quotidianamente in classe e trasmettere la gioia di vivere e la curiosità di scoprire ai vostri figli.  Il MIUR discrimina noi abilitati appellandosi all’anno di conseguimento del nostro titolo, violando di fatto la nostra Costituzione, visto che all’articolo 3 prevede i principi di uguaglianza sostanziale e formale tra i cittadini.

Rivendichiamo l’equipollenza dei nostri titoli rispetto a quelli conferiti prima della chiusura delle GaE del 2006, fatta peraltro dallo stesso partito che oggi ci esclude, chiedendo il nostro diritto all’assunzione. I nostri titoli abilitanti sono costati tempo, denaro, sacrifici, fatica e lunga preparazione. Siamo stanchi di essere discriminati anche nelle supplenze annuali, dopo tanti anni ci costa attendere con pazienza le convocazioni delle “20 scuole”, sperando che non ci siano i soliti ritardi e i valzer degli incarichi sino ad “avente diritto” dovuti ad a ritardi nell’aggiornamento delle graduatorie o a sentenze giudiziarie che penalizzano non solo noi, ma la scuola stessa, che perde in qualità e continuità didattica, con continui cambi di supplenti.

Chiediamo delle nuove Graduatorie Provinciali degli Abilitati senza alcun limite in ordine al numero di scuole da utilizzare nei vari ambiti territoriali. In fondo chiediamo solo di lavorare e che venga rispettato il nostro diritto a un salario equo e regolare così come lo è il nostro impegno professionale, invece di dover sperimentare ogni anno ritardi nel pagamento sia dello stipendio, della tredicesima, delle ferie, del TFR e dell’indennità di disoccupazione.

Visto che la scuola ha bisogno di questi docenti si avvii al più presto quella che la legge 107/15 chiama “fase transitoria”, ripristinando il doppio canale di reclutamento per noi della seconda fascia  che siamo e saremo gli ultimi docenti abilitati con il sistema di percorsi statali riconosciuti, prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema di reclutamento.

Noi siamo pronti al dialogo, il problema è…con chi?

ADIDA-CDP-MIDA A MILANO PER IL NO

 

Siamo qui a Milano, incontriamo gli amici di sempre, quelli dell’impegno attivo. Peccato non vedere facce nuove, comunque ringraziamo tutti.

gruppo

IL 26 NOVEMBRE NON PRENDETE IMPEGNI…

IL 26 NOVEMBRE NON PRENDETE IMPEGNI… VI ASPETTIAMO A MILANO

adida-cdp-mida

Organizzare un Convegno oggi, dopo la 107, dopo il concorso truffa e dopo tante altre schifezze di questo governo per molti non avrebbe alcun senso. Il dialogo dicono è inutile. Peccato che al dialogo resta solo la lotta in trincea, ma quella vera e non da tastiera. Il 26 saremo a Milano, a otto giorni dal voto, presso Hotel Dei Cavalieri, nei pressi del Duomo, in Piazza Giuseppe Missori 1.

Il Convegno è indetto dalle due Associazioni ADIDA e CDP e dal MIDA Precari. 
Hanno dato già conferma di partecipazione: il presidente del Comitato Ferdinando Imposimato, Anna Fedeli (Cgil), Sen. Alessia Petraglia, On. Fabio Rampelli, Sen. Gian Marco Centinaio.  Aspettiamo conferme dall’On. Giuseppe Civati e da un rappresentante del Movimento 5 Stelle.

Il nostro NO resta sincero e convinto, anche se qualcuno pensa che sia una ritorsione. Noi docenti la Costituzione la difendiamo da sempre, a partire proprio dalle aule delle scuole in cui ogni giorno per anni abbiamo offerto la nostra professionalità, disconosciuta ed esodata da questo governo di nominati. Le ragioni sono tante e parafrasando il film “I Cento Passi” quando Tano chiede a Peppino: “ma l’ha visto Peppino… No, Non l’ha visto!” provo a fare un breve elenco:

  • Ma questa riforma elimina il Senato? NO, non lo elimina! Anzi potrebbe ingenerare altre controversie e conflitti sulle attribuzioni.
  • Semplifica i conflitti fra Stato, Regioni e Comuni? NO, non semplifica! Anzi potrebbe rendere più complicate le competenze fra i vari organi istituzionali.
  • Magari è una riforma innovativa rendendo lo Stato più federale e snello? NO, non innova! Anzi attribuisce solo un rafforzamento del potere centrale a danno delle autonomie dei territori togliendo agli stessi il controllo e la difesa del loro ambiente e della loro facoltà di opporsi. Come in Puglia e in Toscana, che grazie al SI potranno essere trivellate liberamente, fare dei gassificatori o gli inceneritori e, magari fra qualche anno, ripartire con le centrali nucleari. Roma deciderà che potranno restare aperte “fabbriche a perdere” che ammazzano le popolazioni come l’ILVA di Taranto, oppure a Sesto Fiorentino potranno costruire l’inceneritore e la pista parallela dell’aeroporto, infischiandosene dell’opposizione dei cittadini che con il loro voto avevano eletto il loro paladino contro tale scelta, il giovane sindaco di Sinistra Italiana, Lorenzo Falchi. Al contrario le anacronistiche Regioni a statuto speciale, continueranno a costarci un occhio della testa e potranno continuare a spendere e sperperare le nostre tasse.
  • Ma almeno diminuisce i costi della politica e della burocrazia? NO, non li diminuisce! I risparmi son nell’ordine di un centinaio di milioni, ma poi vi chiedo, secondo voi, il problema del debito pubblico si risolve con i costi e gli eventuali risparmi della politica o con una vera lotta all’evasione fiscale?
  • È una riforma chiara e comprensibile? NO, è scritta in modo da non essere compresa, come ad esempio l’art.70.
  • Ma almeno è una legge condivisa da tutte le forze parlamentari? NO, non solo non è condivisa ma è stata approvata a colpi di una maggioranza (governo) non eletta direttamente e comunque prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale, il porcellum, dichiarata incostituzionale.
  • E’ vero che sarà più facile indire un referendum? NO, non solo non sarà più facile ma l’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo del raggiungimento di almeno 150.000 firme, mentre oggi ne servono 50.000 per i disegni di legge di iniziativa popolare. Per non parlare del combinato disposto fra riforma costituzionale e legge elettorale “Italicum” che accentrerà il potere nella mani di un solo partito e del suo leader che da solo farà il governo e controllerà indirettamente gestirà del governo, di un solo partito e di un solo leader.

Potrei continuare, ma dico un’ultima cosa per chiuderla qui. 
Noi di questa gente non ci fidiamo più! 
Sappiamo bene cosa per loro è una riforma avendola provata sulla nostra pelle con la legge 107/15. Pensavano di sapere tutto loro, di essere moderni, di risolvere la supplentite con la bacchetta magica. Il risultato è che ci ritroviamo oggi, a novembre, senza incarichi a tempo determinato, con un concorso farsa costato un’enormità, ma che non ha risolto i problemi dei posti vacanti e che resteranno ancora vacanti per chi sa quanti anni ancora. 
Errori su errori, senza un minimo di autocritica. Solo qualche timida ammissione negli ultimi tempi, forse per raccattare qualche voto in più e la promessa di cambiare i vertici del ministero. 
Il naso continua a crescere e noi siamo stanchi di promesse.

Il tempo è scaduto, Noi il 4 dicembre votiamo NO e il 26 lo diremo forte.

Ecco perché NO

http://www.indifesadellacostituzione.it

TAVOLI…

Domenica, altro pomeriggio dedicato alla scuola o a quello che resta.

Partecipare ai vari  tavoli organizzati alla festa dell’unità di Firenze è stata una scelta che abbiamo preso in itinere,  malgrado sentissimo tutti uno strano dolore posteriore… Certo il rischio di aver riempito e indirettamente determinato una discreta partecipazione e successo dell’iniziativa è indubbio, ma lo abbiamo preferito al sentirci dire di non aver partecipato. Il dolore comunque è andato via presto, non appena abbiamo riabbracciato tanti amici di lotta che hanno raggiunto Firenze da varie parti d’Italia.

CARO GIANNI…

Caro Gianni Cuperlo, il CDP non dimentica, i Precari tutti non dimenticano…

Ci hai aiutato nel momento più difficile e siamo quasi riusciti a raggiungere l’obiettivo. Questo link ricorda il tuo intervento fatto in aula, prima della richiesta del voto sull’emendamento che abbiamo scritto a più mani con diversi amici del CDP.  http://www.docentiprecari.it/archives/945

Peccato non essere riusciti, per poco più di 30 voti, a capovolgere la logica delle immissioni in ruolo, dando la priorità ai posti reali e non a l semplice e banale svuotamento delle GaE piene soprattutto in discipline senza posti vacanti, tipo Scienze Giuridiche e Scienze Economiche che da sole totalizzavano 10.000 posti.  Quanti soldi e quanto veleno avremmo risparmiato. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. L’inizio di questo nuovo anno scolastico e le vicende di questo concorso truffa testimoniano l’abisso ormai insanabile fra il PD, il suo popolo e il Paese.

Sabato 10 settembre personalmente sarò in platea. Non importa se il tema dell’incontro è un altro, sarò presente per testimoniare che è “possibile” un’altra politica partendo da persone affidabili. Mi auguro e auspico che molti dell’Associazione e del gruppo CDP siano presenti, non perché si parlerà di scuola e concorso, ma per testimoniare la stima verso la persona. Esiste anche una pagina dove poter segnare la propria adesione all’iniziativa.

https://www.facebook.com/events/1644593319186967/

Se pensate di esserci aggiungete pure una spunta e magari scrivete pure un post dedicato al nostro problema, al rischio di diventare dei nuovi esodati o parlate delle vostre commissioni irresponsabili che lasceranno tante Classi di Concorso con migliaia di posti vacanti. Abbiamo provato a parlare con gli USR, i politici e anche con le Commissioni, peccato che questo lavoro sia stato “sporcato dal 20% di queste che non solo non ha capito lo spirito del concorso (stabilizzare insegnanti già abilitati e con anni di servizio), ma ha addirittura usato quella posizione di potere “malsano” per colpire proprio quelle Classi di Concorso con più posti disponibili. Se penso che i casi più eclatanti sono avvenuti dove i posti messi a concorso erano superiori ai candidati iscritti, capite che la scelta è stata quasi diabolica. Materie come Italiano, Matematica e Tecnologia hanno subito bocciature dal 65 al 80% causando buchi che per essere colmati richiederanno un prossimo concorso a breve. Allora ci vediamo tutti in platea.

—IMPORTANTE—

Ricordo a tutti che a  Roma, sempre sabato 10 settembre 2016 si terrà un convegno organizzato dagli amici di MIDA e ADIDA, dalle ore 15:00 alle 19:00, nella Sala Della Protomoteca in Campidoglio. Ovviamente se ci andate partecipate e intervenite anche a nome del gruppo. Vi segnalo che è intenzione comune dei tre gruppi di organizzare per ottobre a Firenze un convegno in cui stabiliremo strategie e azioni comuni sia a livello locale che nazionale.

https://www.facebook.com/events/220813801654072/

NOI NON MOLLIAMO…

NOI NON MOLLIAMO…

foto14

“Poche parole” per descrivere l’incontro di ieri, lascio volentieri parlare le foto. L’idea di partecipare a quello che gli organizzatori della festa dell’unità avevano battezzato come “inaugurazione” della sei giorni dedicata alla scuola è nata nel chiuso di una libreria fiorentina di via Maragliano. Certo non avremmo pensato di essere poi in definitiva quasi gli unici partecipanti della manifestazione, senza nessuna polemica. Comunque non è stato detto in precedenza nei gruppi, ma la senatrice Puglisi ha chiesto di ascoltarci prima dell’inaugurazione. L’incontro è avvenuto alle 17:45. Sorvolo sulle nostre richieste che fra l’altro troverete ben esposte da Valerio nei 5 minuti concessi  “in itinere”  dalla senatrice.  Vorrei testimoniare solo quello che ho sentito dire dalla senatrice Francesca Puglisi e dai due esponenti, Giacomo Tizzanini della segreteria di Faraone e Giovanni Di Fede della segreteria della Giannini. Inizialmente ci ha informato, a proposito del concorso, che sulle circa duecento commissioni ad oggi solo su cinque è intervenuto il ministero. Ha ribadito di segnalare e denunciare le irregolarità, perché il governo e la politica in questa fase non possono intervenire. Ha inoltre ricordato l’impegno che c’è stato prima del bando da parte del gruppo PD in parlamento per evitare prove nozionistiche, riconoscendo che in alcuni casi così non è stato. Inoltre ci ha tenuto a sottolineare che il 50% di non ammessi rientra in ogni caso nella casistica di ogni concorso pubblico, così è stato anche nel 2012, assumendosi la paternità del vincolo del 10% degli idonei, definendolo una “manna” per evitare quello che è accaduto in alcune regioni nel passato concorso (gli ho fatto notare che qui ci sarà la difficoltà di avere persino il 20-30% di vincitori in alcune CdC, altro che idonei,  facendole l’esempio di lettere in Toscana, condividendo infine insieme a Giovanni Di Fede, sul concetto di una percentuale “a spanne” tutta da verificare).

Conversando piano piano con esempi concreti portati da noi che il concorso lo abbiamo svolto, soprattutto per l’accorato linguaggio della cara amica Francesca Nannelli, siamo arrivati al nocciolo. Prendetela con le pinze, ma le mie orecchie, abituate a “registrare”, hanno sentito dalle labbra della senatrice:

Incontro Puglisi

“Ve la dico come la penso perché faccio “politica”, per venire alla soluzione del problema pratico, dico che noi a bocce ferme quando avremo chiuso la vicenda del concorso, avendo in piedi la delega della formazione  e della fase transitoria, dobbiamo vedere quanti posti resteranno non coperti, quanti ancora in GaE, quanti docenti in seconda fascia e quanti in terza con anni di servizio. Insomma attraverso questa delega la fase transitoria servirà per evitare che vengano “tagliati” tutti coloro che sono già abilitati e soprattutto che venga persa la loro esperienza professionale, trovando una soluzione che non sarà una sanatoria, perché non è giusto nei confronti dei ragazzi, cercando una forma selettiva di merito anche in base ai numeri di riferimento che prima o poi si spera di avere dal MIUR.”

Soddisfatti? come dice quel detto “Verba volant, scripta manent”

Chiudo con la lettera che Elisa Cavaciocchi ha dato alla senatrice che ci ha consentito di aprire una rapida finestra sul problema delle supplenze annuali da effettuare a brevissimo e il superamento delle solite 20 scuole, soprattutto in relazione allo svuotamento GaE dovuto al piano straordinario di assunzione dello scorso anno. Su questo, secondo noi, è chiaro che non ci sono più i tempi tecnici,  ma la senatrice ci ha ribadito che stanno cercando una soluzione che contempli una nuova graduatoria degli abilitati utilizzati dagli stessi ambiti per le assegnazioni delle cattedre annuali. Sarà… se son rose fioriranno, se son spine pungeranno. Parafrasando Quelo… la seconda che hai detto!

Siamo tornati nell’area del palco centrale e ci siamo accorti che stranamente eravamo NOI il pubblico”. Abbiamo allora deciso di metterci tutti nelle ultime file della platea lasciando liberi tutte le prime file (ci avranno sentiti?), poco dopo è arrivata la senatrice che ci ha detto dello spostamento… dell’inaugurazione in uno spazio attiguo venti volte più piccolo. In definitiva la platea al 90% eravamo noi.

Le foto e l’unico intervento che ci è stato concesso in itinere, dicono il resto. Su un solo punto mi sento di aggiungere un “po’ di pepe” su quello detto da Valerio ed è quello legato alla responsabilità ultima delle esemplari bocciature di alcune commissioni. Ovvia e chiara la responsabilità prima politica e successivamente tecnica del MIUR nella modalità di costruzione del bando (tempi, prova computer based, lingua e soprattutto voto minimo fatti confluire tutti nello scritto) che hanno determinato una certa selezione “mirata”. Ma se pure loro avessero fornito “l’arma” sono stati i colleghi-docenti-commissari, con cui magari molti di noi hanno condiviso classi, alunni, progetti e tanti anni e anni di servizio, che hanno scelto. Alcuni hanno deposto l’arma (100% ammessi), altri si sono limitati a intimare l’alt (10-20%), altri hanno sparato in alto (30-40%) alcuni purtroppo nelle parti vitali (50-60%) e infine, anche se a macchia d’olio, tanti alla schiena (70-100%). Ma su questo c’è una storia tutta da scrivere a “bocce ferme”, come dice la Puglisi.

Grazie a tutti e scusate se sono stato…lungo, ma preferisco la precisione.  AVANTI!

Foto14

Foto12Questo è il link dell’intervento concesso con la relativa breve risposta della senatrice.

https://youtu.be/fgesukHeZ2w

 

MERITO?…ANCHE NO!

MERITO?…ANCHE NO!

Questo concorso continua a dividerci, i gruppi continuano a dividerci, questo governo continua a dividerci, persino la festa dell’unità continua a dividerci. Sento parlare di merito, di studio che ci ha tolto la vita, ma che grazie a questo si è superata la lotteria…Basta!
Se in alcune Classi di Concorso sono passati il 100% dei candidati e in altre sono stati tutti bocciati, veramente credete ancora alla parola “merito”.   Faccio un esempio concreto. In Toscana in Lettere (secondaria di I e II grado) sono stati “tagliati” 80% dei candidati (642 posti a concorso, 590 abilitati e solo 143 ammessi all’orale e 141 in Graduatoria di Merito). In Emilia Romagna, a due passi, stessa prova ma con commissari diversi avviene il miracolo, 90% di abilitati ammessi. Pensate che centri qualcosa il merito? Cerchiamo di essere seri e obiettivi. 
Restano i numeri e, a proposito di questi, se spendi 300 milioni per la procedura concorsuale e alla fine risulteranno vacanti il 35-40% dei posti messi a concorso, qualcuno si dovrà pur dimettere. Potremmo perfino arrivare a citare in giudizio questi signori, per danno all’erario.   Ci auguriamo almeno, dopo la lotteria, che nessuno abbia più scuse fornendoci i famosi “numeri” che abbiamo sempre chiesto e mai ottenuto. Il numero di abilitati suddivisi in ogni regione e ambiti per Classi di Concorso, i posti vacanti e disponibili. Fare quella “fotografia” o “a bocce ferme” come ama ripetere la senatrici Puglisi.  Su quei numeri iniziare a ragionare su un serio programma pluriennale di inserimento in ruolo quella che la 107/15 chiama “fase transitoria” di tutti gli abilitati di Stato e non l’ennesiomo concorso truffa.  Successivamente prevedere un nuovo percorso abilitante speciale per tutti coloro che hanno i 36 mesi di servizio. Per il futuro, finché è in vita questo governo, c’è il nuovo sistema di reclutamento. Fare un nuovo TFA non ha alcun senso. Ma se vogliamo accontentare la Ministra, che ama essere ricordata per gli errori a catena inanellati in questi anni di permanenza a Viale Trastevere,  gli si dia almeno il VALORE CONCORSUALE.  Basta prese in giro e oboli alle Università.

Per concludere credo dovremmo ripensare nuove forme di lotta nelle scuole. Puntare su una o due grandi manifestazioni nazionali in cui confluire tutti senza disperderci in mille rivoli. Potrebbe essere utile riprovare a ricercare un COORDINAMENTO fra i vari gruppi, trovando convergenze comuni. Potremmo anche aprire un forum organizzando un convegno costitutivo a Roma, concentrando lì la prima grande manifestazione entro la fine dell’anno. Noi come Associazione CDP siamo a disposizione per obiettivi comuni, si potrebbe aprire anche un ipotetico nuovo gruppo per iniziare a discuterne insieme, mettendoci dentro dai 5 ai 10 membri per gruppo e associazione costruendo così un forum virtuale in rete. Tutti amministratori e senza alcuna gerarchia apicale. Chiamarlo Coordinamento Docenti Abilitati o qualunque altro acronimo che coordini e metta insieme le varie strategie da seguire UNITI.

P.S. 
Ho voluto aggiungere queste tabelle, che mettono a confronto alcune Classi di Concorso in Toscana, per cercare di dimostrare che piuttosto del tipo di abilitazione abbia influito nel superamento dello scritto, l’età anagrafica dei candidati. Analizzandole infatti si può notare, per ciascuna riga, il rapporto fra numero di candidati e ammessi all’orale fatto per fascia d’età. Questo non per creare un’ulteriore divisione ma solo per mettere in evidenza la scelta “scientifica” e “politica” del bando di ESODARE i docenti “con esperienza”.  A conferma ci sono le esternazioni della Ministra che già a marzo affermava: “vedrete che questo concorso svecchierà la scuola pubblica”. Non sarà invece che l’obiettivo inconfessabile sia quello di risparmiare milioni e milioni di euro per le ricostruzioni di carriera?

Si sa, son gufo!

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COORDINIAMOCI…

Volevo parlarvi del viaggio a Roma che, insieme a Laura Isolani, abbiamo effettuato giovedì 7 luglio.

Le cose più importanti da sottolineare sono:

1) Si proverà nuovamente a creare un coordinamento fra alcuni gruppi, attraverso la condivisione di una proposta transitoria per il dopo concorso come peraltro prevede il comma 180 della legge 107/15 quando parla: “Si prevede comunque un regime transitorio in presenza di abilitati PAS e TFA.” Questo ci è stato espressamente richiesto dalla politica e questo dovremo provare a fare. In quest’ottica ringrazio Bruno Ventura che già ieri ha messo in rete la loro proposta di transitorio che tutti possono leggere, commentare e aggiungere o apportare suggerimenti. Noi come CDP e altri gruppi come MIDA hanno già presentato la loro proposta. Visto che molti politici ci chiedono di elaborarne una insieme faremo questo ulteriore tentativo, già provato un anno fa ma con poco successo.

2) L’On. Chimienti sottolinea inizialmente le storture dell’applicazione reale della buona scuola, a partire dall’utilizzo del potenziamento fatto in modo scriteriato con l’unico intento di inserire tanti docenti di classi in esubero senza nessuna connessione reale con i bisogni delle scuole. Ci ha tenuto a sottolineare l’obiettivo raggiunto delle firme del referendum e sulla battaglia per il referendum di ottobre. Ha ribadito esponendo i punti salienti della loro proposta di legge in parlamento che puntava fondamentalmente a stabilizzare tutti i docenti abilitati con un programma pluriennale di tre-cinque anni da attuarsi anche grazie all’eliminazione delle classi pollaio (max 20 alunni). Passaggio delle Graduatorie d’Istituto a Graduatorie Provinciali da cui attingere per la stabilizzazione. Ha poi sottolineato il bluff dell’ultimo concorso chiedendo, dopo il fallimento delle assunzioni che questo comporterà visti gli esiti che si leggono su i vari USR. Ha parlato della proposta di fase transitoria presentata dall’On. Gallo che prevede intanto la modifica del comma 131, quello che prevede che i contratti non potranno superare i 36 mesi di servizio. Poi ribadisce lo scorrimento per le assunzioni degli abilitati attraverso un doppio canale utilizzando un concorso per titoli per tutti coloro che resteranno fuori dal concorso. Inoltre per il nuovo sistema di formazione che prevede il tirocinio triennale viene chiesto, per coloro che avessero già svolto 36 mesi di servizio (terza fascia), di prevedere intanto un numero riservato nella selezione iniziale e poi, dopo il primo anno di formazione (abilitante), gli venga scontato il doppio anno di tirocinio avendolo già svolto in itinere. Infine ha richiesto ai vari gruppi di precari abilitati di provare a costruire una proposta di fase transitoria comune.

3) L’On. Pittoni ha sottolineato il suo impegno diretto in queste ultime settimane per la ricerca di soluzioni per la seconda e terza fascia attraverso attività che partendo dalle periferie (regioni) arrivino ad una proposta unitaria da far votare in parlamento. Inoltre ha sottolineato che il referente ultimo delle sue iniziative resta il Ministro Giannini in modo che dia delle risposte concrete al problema sociale che riguarderà l’esodo di decine di migliaia di docenti abilitati e non per effetto del comma 131 della 107/15. Ha poi ricordato che già due regioni a guida PD hanno approvato queste mozioni, la Toscana per la terza fascia mentre le Marche hanno votato a favore sia per la seconda che per la terza fascia. L’obiettivo successivo è la richiesta di un secondo ciclo PAS per tutti coloro che abbiano già superato i 36 mesi di servizio, in modo da regolarizzare la loro posizione anche per l’effetto che produrrà il prossimo aggiornamento delle Graduatorie d’Istituto che non ne prevedono più l’esistenza.

Voi vi chiederete:  “poteva bastarci?”  Certo che NO.

Usciti dal convegno abbiamo fatto una piccola corsa insieme a Claudia Tarragoni e Valeria Bruccola verso Trastevere per partecipare ad una assemblea della sinistra DEM del PD sull’analisi delle ragioni che hanno portato alla sconfitta elettorale di Roma, in cui erano presenti Gianni Cuperlo e Livia Turco oltre a tutti i consiglieri comunali e delle varie circoscrizioni e i cittadini romani. Sentendo alcuni interventi mi è sembrato di tornare indietro di 40 anni o di essere in uno di quei film di Nanni Moretti.  Come dimenticare da Caro diario: “Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone (..) Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza“.     Livia Turco si è fatta delle domande sulla sconfitta che sinceramente sembravano rivolte a se stessa e al loro partito, parlando di mancanza di dialogo, di non sentire più il loro popolo, di non interpretare più i loro bisogni, dell’abbandono e dalla solitudine in cui hanno lasciato milioni di elettori…    Delle volte penso davvero che questi vivano su un altro pianeta.  Avremmo voluto intervenire ma la lista era lunghissima e il nostro treno per Firenze quasi in partenza da Termini. Abbiamo lasciato la sala sconvolti, anche se una responsabile ci ha promesso un passaggio video o un testo scritto sul loro canale video TV-DEM.

Vedremo, intanto NOI non demordiamo e andremo sempre AVANTI.

CONVEGNO AZIONE SCUOLA

Convegno Azione Scuola, al tavolo da sinistra Marco Gasparini Silvia Chimienti, Mario Pittoni , Bruno Ventura

CONVEGNO PD
Assemblea della sinistra DEM sulla sconfitta di Roma da sinistra Gianni Cuperlo e Livia Turco
CDP-MIDA-ADIDA
L’unico sorriso è per il selfie, da sinistra Claudia Tarragoni, Laura Isolani, Mimmo Bruni e Valeria Bruccola.

RICORDATI, HAI DEGLI AMICI…

 


Buona domenica a tutti!

Alcune informazioni e considerazioni:

  1. Non dimenticate che in tutti i comuni e in alcune piazze è possibile firmare contro la legge 107/2015 che ha scelto di ESODARCI.

  2. Che il 5 giugno in molti grandi e piccoli comuni si vota. Non dimenticate quel giorno chi ci ha sfruttato per tanti anni e ci ha regalato, per i tanti che non dovessero superare il concorso truffa, ben che vada altri contratti da precari o un anno di disoccupazione. Poi più nulla.

  3. Che l’Associazione vive a prescindere il ruolo o il licenziamento. Noi ci saremo sempre, lotteremo finché ciascuno di noi abbia riconosciuto il diritto all’insegnamento e fino a quando i responsabili di tutto questo non siano tornati alle loro vite private.

  4. Vi ricordo che per associarvi avete a disposizione il forms che trovate in fondo alla pagina del menu Associarsi, in cui potete scegliere anche la modalità di pagamento della quota annuale che per il 2016 è di minimo 5 euro. Qualunque cifra superiore sarà considerata un contributo ulteriore alle attività dell’Associazione e vi darà in automatico l’appellativo di Soci Sostenitori https://docs.google.com/forms/d/1Dvz5za4YVD3SzsW1q5QCdq7W_8s_9O8kLLZ87k4J_p4/viewform?c=0&w=1.


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PostiPerCDCPerRegione – Parte 4

PostiPerCDCPerRegione – Parte 5

LA PATENTE…

Riguardando ieri i vecchi articoli del Blog, rileggevo questo post di settembre di Nicola (http://www.docentiprecari.it/archives/1431 ) e,  a conti fatti, mi accorgo che resta ancora da superare lo scoglio del 10% degli “idonei”, dizione che come sapete bene non amo affatto ma che é testualmente estratta dalla scellerata legge 107. Oggi a Roma si lotta ancora davanti al MIUR per chiedere di ripensare alcuni punti della legge, visto e considerato che la stessa è già stata “modificata nei fatti” dal rinvio di questo concorso che solo il Governo vuole.
Riaprire le GAE è certo la soluzione,  la più semplice e la più economica. Ma come scrissi già un mese fa, dopo l’incontro con il Ministro Giannini e la deputata Simona Flavia Malpezzi (http://www.docentiprecari.it/archives/1531 ) su questo c’è chiusura totale. Vi chiederete, come mai? Per loro stessa ammissione è uno degli obiettivi fondamentali di questa legge eliminare le graduatorie e le code, non ha caso la scelta dell’inspiegabile 10% di idonei. L’altra è la libertà di un “responsabile” di scegliersi gli insegnanti migliori. Neo liberismo puro, altro che sinistra.
La lotta non si ferma e viste le amministrative vicine non sarebbe male ripensare e ritornare alle forme di lotta sul territorio, per incidere e far pesare il nostro ruolo sociale, facendo pesare il nostro voto e il nostro ruolo così come si è fatto nelle campagna per le regionali. Vi ricordate il nostro slogan?

“Conosci il tuo Candidato… e poi SCEGLI!”
( http://www.docentiprecari.it/archives/126 ).

Oggi comunque a Roma alcuni di noi saranno davanti al MIUR per sostenere il MIDA e ADIDA ,  far sentire il nostro dissenso e la nostra forza. Ciascuno di noi è coinvolto e interessato, uno vale uno, la rappresentanza è importante ma bisogna iniziare a capire che si lotta in prima persona e in piazza, come a scuola e sul territorio, dobbiamo essere pronti a rappresentarci in prima persona. La scuola è di tutti ma come diceva Nicola Iannalfo quel pullman lo guidiamo noi e da anni, e non ci possono chiedere la “patente” ORA.

Buona giornata per chi è in piazza, Roma è sempre splendida.

Ilaria Simona Rossella Riccio

Cod Fisc 91044730488

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