Tutti gli articoli di MIMMO BRUNI

NASPI 2018

NASPI 2018 – Breve guida

Come ogni anno il primo di luglio per molti di noi non è l’inizio della vacanza, ma il primo giorno di disoccupazione. LICENZIATI!

La solita finzione italica per risparmiare un centinaio di euro e lasciare in attesa per mesi gli insegnanti precari. E’ tempo di NASpI.

Questa è una piccola guida realizzata lo scorso anno, ma corretta e aggiornata ad oggi. Spero che vi possa servire durante la digitazione della domanda. Ricordate che una volta inviata dovrete entro 15 giorni mandare una mail al Vostro CPI con il testo (modificato) che ho indicato nella guida. Per gli indirizzi guardate i vostri Centri Provinciali dell’Impiego su internet.

Breve guida NASpI aggiornata e compressa

Inoltre allego anche il pdf del modello SR163 che, dopo aver salvato sul vostro PC, potete compilare, stampare e farlo poi firmare in banca o alle poste.

SR163_Rich_Pag_Prest

Ci attende una lunga estate, per molti di noi anche un concorso (se mai partirà) e qualche timida giornata di relax.  Parafrasando un detto di Andy Warhol: “Non andremo mai in pezzi perché non siamo  mai stati interi.”

CONCORSO 2018 TOSCANA

CONCORSO 2018 TOSCANA  aggiornato

Alcuni colleghi in privato ci chiedono informazioni sul fatto che alcune commissioni non corrispondono al decreto di istituzione delle stesse, così come pubblicate dall’USR Toscana, che trovate nella sezione CONCORSO 2018 nel menu in alto.

La ragione è ovvia, perché vengono continuamente pubblicati successivi decreti che modificano quello iniziale per varie ragioni: rinunce, sostituzioni o semplici integrazioni.

Per evitare confusione e malintesi abbiamo pensato pensato di costruire una tabella aggiornata di tutte le Commissioni della Toscana, che modificheremo di volta in volta in base ai nuovi decreti pubblicati dall’USR della Toscana. Certo non avrà l’ufficialità del documento firmato dall’ufficio scolastico regionale ma consente di avere subito un quadro di tutte le commissioni aggiornate alla data fissata in alto.

 

Abbiamo un nuovo governo e ministro…

Avrei qualche sassolino da togliermi…ma lascio che il dolore arrivi al punto giusto.

Da qualche giorno abbiamo un governo.

Può sembrare una cosa scontata, ma in realtà non lo era fino a qualche giorno fa.

Questo vuol dire che abbiamo un nuovo interlocutore a Viale Trastevere. Si tratta di un uomo della lega, docente, poi dirigente e infine  provveditore a Milano. Quello che è certo che è molto amico del sottosegretario Giorgetti. Peccato per l’amico Mario Pittoni, che da anni si occupa di scuola ed è stato uno dei principali interlocutori degli ultimi anni e con il quale abbiamo condiviso diverse battaglie. Sembra tanto un colpo basso e non  vorrei che fosse per una questione di titoli e curriculum. Lo aspettiamo sottosegretario.

Dispiace anche per Salvatore Giuliano, che di certo avrebbe dato più vigore al cambio di prospettiva, visti i risultati del suo Istituto a Brindisi. Per non parlare dell’interlocuzione prossima con Silvia Chimienti e Michela Montevecchi. Anche per loro speriamo in un posto da sottosegretario.

Ieri ho avuto una comunicazione con il Dirigente del USR Toscana, il dott. Fabio Pagliazzi, su diverse questioni. La prima riguarda le difficoltà di reperire docenti abilitati al fine di per poter costituire le commissioni ed espletare il concorso bandito con D.D.G. 85 dell’1 febbraio 2018, per il reclutamento del personale docente nella scuola secondaria di I e II grado.  Come sapete con la nota del 23/04/2018 era stata prorogata la data per far pervenire le adesioni al 28 aprile 2018 ma poco è cambiato, essendo arrivate solo un paio di altre candidature.

L’ufficio resta quindi in attesa di ulteriori candidature, senza le quali il concorso per alcune CdC non può essere espletato. L’ufficio ci conferma che vengono inviate continue richieste ai dirigenti scolastici per far si che vengano invitati tutti i docenti dei plessi a dare la loro disponibilità. A questo proposito si è detto personalmente lieto se anche le associazioni, i sindacati e le RSU si attivino affinché diano un loro contributo nella ricerca di presidenti, commissari, aggregati e segretari.

Per cui a nome dell’ Associazione CDP chiediamo a tutti voi di invitare e chiedere ai colleghi nelle vostre scuole di darci una mano per espletare la procedura concorsuale in tutte quelle discipline ancora non istituite.

Ho chiesto a tal fine se fosse stato possibile utilizzare una deroga ai requisiti richiesti dal DM 995 del 15/12/2017 che all’articolo 12 comma 1 che prevede il requisito dei 5 anni di ruolo sulla disciplina da valutare, così come già accaduto nel 2016. Ad esempio la possibilità di accesso a docenti in ruolo con meno di 5 anni di servizio o docenti non in ruolo o nell’anno di prova che abbiano comunque maturato già 5 anni di servizio a tempo determinato sulla disciplina.

Il dott. Pagliazzi mi ha confermato che per questo ci vuole una circolare o decreto del MIUR e, non essendoci un ministro, non è possibile effettuare ad oggi tale modifica. Mi ha però confermato che a Roma gli hanno fatto sapere che è già pronta una modifica per un’eventuale deroga così come è accaduto nel 2016.

Per quanto riguarda invece la questione per l’estrazione della traccia mi ha detto che tale facoltà sarà decisa direttamente dalla Commissione, pur riconoscendo molto valida la modalità già adottata da diverse commissioni che prevedono l’estrazione della traccia della commissione e invio della stessa per mail.

Ho anche posto un’altra questione delicata, che spero venga affrontata e che evito di esporre pubblicamente per “privacy”.  La notizia positiva che leggo dal sito ufficiale del USR di ieri è che a quanto pare la questione è stata affrontata e…risolta.

Restiamo in attesa, godendoci un paio di giorni di pace prima dei prossimi giorni di fuoco.

…CI SIAMO QUASI…

Oggi in Gazzetta Ufficiale, la numero 30 del 13 aprile 2018, è stato pubblicato l’avviso con le sedi regionali in cui si svolgeranno le procedure concorsuali per la prova orale del concorso per i docenti abilitati.
In tutti i casi in cui gli iscritti alla procedura concorsuale dovessero essere in numero inferiore alle 100 unità, verranno aggregati alle commissioni più vicine.
La Regione in cui si svolgeranno le prove sarà quella in cui ci sono state le maggiori adesioni alla procedura concorsuale.

Allegato 1

E’ inutile ricordarvi che le Regioni in cui ci saranno quasi tutte le procedure sono le stesse in cui i commissari nel precedente concorso hanno “tagliato” i loro colleghi, lasciando centinaia di cattedre vacanti.
Speriamo solo che non debbano nuovamente essere loro a gestire questa procedura. Noi intanto, per sicurezza, anche grazie ad un lavoro immane svolto in questi due anni, gli abbiamo tolto il colpo in canna, quindi potranno sparare solo a salve.

Queste le aggregazioni territoriali:

Allegato 2 – Prospetto aggregazioni Territoriali ruotato

…I PRIMI NUMERI DEL CONCORSO 2018

Allora 49.901 domande inoltrate, di queste 10.404 sono dei docenti di ruolo. Il che vuol dire in teoria che i docenti abilitati sarebbero non più di 39.497.  Probabilmente da questo numero andrebbero sottratti alcuni docenti ITP a cui è stato riconosciuto il diploma di maturità come titolo abilitante, dopo e  grazie a sentenze o riserve. Come previsto dal 2016 saremo circa 30.000-35.000 docenti abilitati.   Ma non dovevano essere 80.000 o addirittura 100.000 i docenti abilitati stimati dal MIUR pochi mesi fa? Già si fossero calcolati i numeri reali, che senso avrebbe avuto fare un nuovo concorso. Bastava un normale concorso per titoli.

Le nostre previsioni sono lì a dimostrare che non eravamo “spacconi” ma che due somme le abbiamo imparate a fare nella nostra scuola pubblica, tanto vituperata. Se invece di sparare numeri a caso si fosse fatta una semplice analisi dei dati, ora non saremmo qui a fare questo transitorio ottenuto in anni di lotte, con un dispendio di risorse ed energie.  Lo abbiamo sempre scritto e detto da anni, perché siamo abituati a ragionare ma soprattutto ad usare la logica.

A questo punto, visto il nuovo inserimento dei dati, ci aspettiamo in breve tempo il dettaglio dei numeri per classi di concorso, regione per regione, in modo da confrontare questi dati con i posti disponibili.  Mi piacerebbe dire a tutti quei professionisti del ministero di Viale Trastevere,  pagati con i denari delle nostre tasse, che se non siete in grado di fare questo lavoro minimo ed elementare, siamo disposti a farlo noi per voi gratis.

Ci basta un giorno se ci fornite i “numeri”. Vi facciamo tabelle, con disegnini e grafici, su qualunque supporto.

In attesa di una vostra risposta, vediamo di analizzare le poche informazioni fornite dal ministero. Risultano più domande presentate al Sud (23.476), seguite dal Nord (17.036) e dal Centro (9.389). La maggior parte delle domande proviene da insegnanti specializzati sul sostegno nella scuola di II grado e abilitati in Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria I grado.

ECCO IL BANDO…

Qualche anno fa mi trovavo in Sila e commentando la foto scrivevo:


“Nei boschi della Sila questo raggio di luce ci segnala “una speranza” ma per realizzarla ci vuole la forza e la volontà delle persone. Con le chiacchiere davanti ai monitor si va poco lontano. Noi comunque ci siamo e andiamo AVANTI.”

Oggi quel raggio di sole inizia a illuminare un percorso, logica conseguenza delle nostre azioni:

Bando Concorso Abilitati 2018

Questa sera rileggendola, ho pensato che sarebbe stato un buon inizio per un post. Poi ho trovato una bella frase scritta da una sorella di lotta oltre che carissima amica, Mascia Meleo, che da sola basta a descrivere il nostro stato d’animo:
“Con questo bando vi regaliamo un po’ della nostra vita e un po’ di serenità”.
 
Noi ci abbiamo creduto già prima della 107/15. Soprattutto non abbiamo mai mollato, anche dopo la sua approvazione fatta a colpi di maggioranza, malgrado lo sciopero del 5 maggio e tutto il mondo della scuola contro.
Le umiliazioni invece di piegarci ci hanno forgiato e fortificato nel carattere.
Oggi raccogliamo ciò che nessuno ci avrebbe mai regalato, a cominciare dai sindacati per finire alle forze politiche.
Vorrei che fosse chiaro a tutti che le richieste per questo Bando, frutto ovviamente di una mediazione, erano già chiare e scritte dai vari gruppi molto prima della 107/15. Non solo a parole, ci sono fatti che testimoniano il nostro operato, sia nelle audizioni sia in aula alla Camera o al Senato, attraverso emendamenti e interrogazioni. Certo sono passati quasi quattro anni da allora, è vero, ma la soddisfazione di essere stati artefici di questo risultato ci rende sereni e più consapevoli del traguardo raggiunto.
Siamo stati in tanti ad aver contribuito e per non sbagliare evito l’elenco, anche perché sarebbe troppo lungo e sicuramente dimenticherei qualcuno. Ci dispiace molto per quelli che continuano a remare contro, ma ricordo che nessuno è obbligato, se ritenete ingiusto e illegittimo il risultato, prendetevi una vacanza e organizzate lotte e iniziative per ottenere di più. State sicuri che noi vi aiuteremo, perché l’obiettivo che perseguiamo è migliorare la nostra condizione per il bene della scuola in cui da anni “viviamo”.
Un ultimo saluto e pensiero lo dedico alla persona che di questo decreto è stata relatrice, soprattutto in questo periodo non proprio esaltante. Come scrivevo qualche giorno fa, gli auguro tutto il bene possibile, con la consapevolezza di sapere che la regola che muove le cose è sempre la stessa: “Quel che semini…raccogli. 
Buona guarigione!
Per tutti NOI invece auguro un buon transitorio con la speranza che questo ruolo, atteso da anni, arrivi al più presto.

ECCO IL DECRETO…

L’altra sera avevo scritto un post un po’ “duro” perché sono stanco di leggere commenti e attacchi faziosi solo per il gusto di contraddire e difendere un proprio interesse. Nella vita ho sempre cercato di guardare orizzonti lontani, evitando di restare ingabbiato nell’interesse personale. Devo dire che spesso ho pagato anche per questo, ma non mi sono mai posto il problema, ho sempre rivolto lo sguardo avanti, mai indietro. La vita come l’acqua trova sempre un suo corso naturale. Chi siamo noi per cambiarlo. Chiudevo il post chiedendo un favore a tutti noi. Cerchiamo di fare uno sforzo e di essere più obiettivi, usiamo e pesiamo le parole che scriviamo, evitiamo termini come: sterminio, strage, macelleria sociale e tante altre che si leggono in commenti e accuse. Lo dobbiamo alla nostra intelligenza e professionalità, noi che di questo sapere dovremmo essere i massimi attori.

Oggi comunque abbiamo finalmente il regolamento in G.U.

E’ quello che negli ultimi due anni abbiamo cercato di migliorare insieme a tanti altri. Evito i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo decreto…meno indigesto.  Visto però che la relatrice non attraversa un buon momento, ringrazio solo lei e credo di poterlo fare a nome di tutti voi che ci seguite da anni.

Grazie, Manuela Ghizzoni,  sono sicuro che la vita prima o poi rende quello che si è dato.   Sperem…

DECRETO 15-12-2017 Concorso 2018 ABILITATI

ASSEMBLEA SINDACALE

Assemblea sindacale 23/01/2018

Cari colleghi volevo ricordarvi che io e Nicola saremo relatori alla prossima assemblea sindacale provinciale organizzata dalla Gilda di Firenze. Già da fine novembre 2017 la responsabile provinciale prof.ssa Silvana Boccara ci aveva chiesto di organizzare insieme questa iniziativa sul nuovo sistema di reclutamento. Abbiamo dato subito la nostra disponibilità all’amica Silvana, visto l’impegno e le attività svolte dal gruppo negli ultimi tre-quattro anni sul tema del reclutamento. L’assemblea si terrà al Russell Newton di Scandicci dalle 8:00 alle 12:00 di martedì 23 gennaio (8:30-11:30 reali più 30 minuti per arrivo e rientro a scuola).
Se siete interessati alla partecipazione vi ricordo di compilare il modulo di adesione nella vostra scuola e con l’occasione vi chiedo di verificare se nella vostra scuola sia stata data ampia informazione sull’assemblea. In caso contrario vi preghiamo di segnalarci al più presto la mancanza. Potete richiedere ovviamente le ore effettive in cui sarete assenti rispetto al vostro orario personale di quel giorno. Questo per evitare di esaurire il monte ore a cui avete diritto che è pari a 10 ore.
Allego l’immagine del volantino.

https://www.facebook.com/domenico.bruni/videos/10212908078990896/

 

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO…

Come ogni fine anno chiudiamo con un breve resoconto delle attività svolte nel corso del 2017 augurandoci un cospicuo aumento del nuovo tesseramento per 2018.

Al contrario di quello che alcuni colleghi possono pensare, soprattutto negli ultimi due mesi, questo è stato un anno che ha visto dei risultati tangibili. Ottenere, insieme ad altri gruppi, la “riscrittura” dell’articolo 17 è stato un grosso traguardo, viste le premesse di settembre 2016. Oltre all’impegno fisico ci abbiamo messo risorse e viaggi continui a Roma, solo parzialmente coperti dal tesseramento 2017 che, contro ogni aspettativa, è notevolmente diminuito rispetto al 2016.
Niente di male, abbiamo sempre detto che la scelta di fondare l’associazione aveva e ha come obiettivo la sola possibilità di garantirci l’accesso ai tavoli istituzionali e nessun altro fine. Resta comunque la constatazione, confermata dalle iniziative svolte nel corso degli ultimi due anni, che si è leoni solo da tastiera…

Per il prossimo anno, dopo il concorso per abilitati, in uscita a gennaio e in successione quello per i colleghi con servizio (si parla di fine ottobre / dicembre), saremo impegnati soprattutto sulla formazione e la valutazione, con particolare riferimento all’ultimo anno di FIT. Da due giorni si è aperto un nuovo fronte che riguarda infanzia e primaria. Già sono allo studio forme di lotte in altri gruppi a cui non faremo mancare il nostro appoggio e partecipazione.

Per quanto riguarda il rinnovo o la nuova sottoscrizione all’associazione CDP, la modalità di adesione resta quella della compilazione del form presente sul nostro Blog dopo aver versato la quota minima di 10,00 euro. Una volta effettuata l’iscrizione sarà garantito l’accesso nel gruppo: “CDP – Assemblea Soci”, il quale ricordo è segreto dall’esterno (nel senso che solo gli iscritti possono vedere e leggere i post, niente di massonico per intenderci) proprio perché rappresenta per l’associazione la nostra Assemblea Soci OnLine.

https://docs.google.com/…/1Dvz5za4YVD3SzsW1q5QCdq…/viewform…

Ricordo che nella sezione file, trovate un allegato PDF con i dati delle due carte che comunque ripetiamo qui sotto:

Per Ricarica Postepay

Numero Carta 4023600913323129
Titolare Carta Nassi Cristina
C.F.: NSSCST78A64D403N

Per Ricarica su Postepay Evolution

Numero Carta 5333171014900589
Titolare Carta Bruni Domenico
Codice Fiscale BRNDNC63A20L049R
Con bonifico bancario/postale

Codice IBAN IT27R0760105138263512963515
Titolare Carta Bruni Domenico
Causale: Versamento quota 2018 Associazione CDP

https://www.docentiprecari.it/associarsi

Il Comitato Direttivo dell’Associazione vi augura:

Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

..DI DOMAN NON C’E’ CERTEZZA

Scusate, vi rubo qualche minuto. Devo esternare un malessere che provo in questi ultimi giorni leggendo dei post e commenti che proprio non riesco a digerire. Intanto perché tutto parte dalle farneticanti elucubrazioni di mister farfallina, l’azzecca-garbugli de noi altri, l’uomo dei tagli, del merito, delle offese più ignobili agli abilitati PAS, del giullare della Gelmini. Ma vi siete già dimenticati dei 100.000 posti tagliati, del maestro unico e del grembiule di ordinanza?

Di lui scrive Rosa Sigillò nel suo gruppo:
“Max Bruschi oggi parla di GAE… qualcuno dovrebbe ricordargli che il decreto Tfa che lui scrisse interamente impediva l’accesso nelle suddette graduatorie. La restrizione la volle lui come volle lui togliere l’accesso in sovrannumero per i precari con 360 giorni di servizio. Fu una ripicca personale e null’altro. Quel decreto lo fece firmare alla Gelmini di notte a Desenzano del Garda. Fu sempre lui a volerlo chiamare PAS invece di Tfa speciale appunto per differenziare i due percorsi. Detto questo i PASSINI non dovrebbero nemmeno leggerlo o dargli credito visto che per anni li ha mortificati…”

Come dice il mio caro amico Pietro: “Se era così semplice riaprire le GaE perché allora ci hanno costretto ad andare a Roma 753 volte?!? Siamo proprio in mano a degli sciagurati”.
Dopo averlo scritto per non so quante volte, la riapertura delle GaE è sempre stata la soluzione più semplice e lo abbiamo detto e scritto tutti. I politici però a questa semplice soluzione hanno sempre detto…NO!
Sia chiaro però che se si dovesse ottenere una improbabile apertura su questo punto, di certo non dovremo ringraziare la politica e soprattutto mister farfallina…
Se decideranno di riaprire le GaE per gli abilitati, diremo tutti: BENE, anzi BENISSIMO.
Ma una cosa dobbiamo pretendere un secondo dopo l’apertura, l’immadiato inserimento e aggiornamento della stessa e non fra uno o due anni. Non solo perché siamo stanchi di aspettare ma soprattutto perché temiamo i futuri tagli del centro destra, probabile vincitore delle prossime elezioni politiche, anche grazie all’ultimo regalo di pinocchietto: il rosatellum.
Intanto a giorni ci sarà il decreto, questa è l’unica certezza e come diceva Lorenzo il Magnifico:

“Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.”

La primavera arriverà…non si può fermarla.

La primavera arriverà…non si può contenerla e fermarla.

Avevo scelto di staccare per tre giorni.
Leggo le risposte al post di Nicola Iannalfo, leggo le citazioni dell’articolo ben fatto di Barbara Monti sul suo Blog, mi torna in mente il comune detto: “Non c’è due senza tre”.
Per il riposo c’è tempo.

Inizio indubbiamente dalla “comica” sentenza che ha dato il via a tutto questo caos. Non ripeterò quello già scritto negli scorsi giorni. Scelgo di partire dalla frase che ci siamo sentiti ripetere dai politici al governo dal 2014: “…al ruolo nella scuola si accede per concorso”. Altrimenti non saremmo qui a parlarne e saremmo quasi tutti in ruolo. Ricordo che già alle audizioni della Camera nell’aprile 2015, il CDP attraverso la mirabile esposizione di Nicola Iannalfo (se volete riascoltarla, ho messo il link alla fine del post) chiedeva il concorso per titoli, come altri gruppi e alcuni sindacati e forze politiche.
L’errore più evidente della 107/15 è stato proprio quello di garantire alla maggioranza dei non docenti di avere un “passe-partout” per entrare in un luogo quasi del tutto sconosciuto, lasciando fuori coloro che da almeno 10 anni ci lavoravano. Scelta politica sbagliata in nome di un diritto che ha solo garantito che la scuola finisse nel caos malgrado i tre miliardi spesi.
Nel corso dei successivi due anni, grazie all’impegno, lotte e confronti abbiamo ottenuto una legge che garantisse anche agli abilitati il loro “passe-partout”. Sempre con un concorso, ma questa volta per titoli, servizio e prova orale senza voto minimo, che darà la garanzia a TUTTI gli abilitati di entrare in ruolo dopo il superamento dell’anno di prova (terzo anno di FIT). Si parla di numeri ridicoli rispetto al corpo docente, 30.000 su più di 700.000.

Certo qualcuno è rimasto fuori. Penso ai colleghi senza abilitazione, alla primaria e infanzia e ai docenti già in ruolo. In realtà per i primi c’è un concorso con scritto e orale che, se superato garantirà l’accesso a una graduatoria regionale che inserirà tutti in ruolo nel corso dei successivi anni. Aggiungo che anche qui i numeri sarebbero stati piccoli se a qualcuno non fosse venuta la malsana idea di chiedere solo un anno sulla materia e gli altri due anche su altra classe di concorso. Io stesso in teoria potrei fare addirittura 5 diversi concorsi. Lo dico perché i numeri sarebbero stati molto simili a quello dei docenti abilitati, il che avrebbe reso fattibile il concorso con sola prova orale senza voto minimo, graduando il loro inserimento in base alla GMR dopo gli abilitati.

Per la primaria, visti i numeri, si resta in attesa della decisione che la plenaria ha già preso e che a giorni ci dirà se i tantissimi colleghi, che da anni insegnano nella scuola, hanno il diritto alla stabilizzazione oppure restano precari. Nel secondo caso andrà prevista una nuova legge specifica.

Come ben specificato da Barbara Monti, non è nel potere del MIUR modificare o sovrastare una legge, quindi l’idea di occupare Trastevere mi sembra una boutade.
Quando si doveva e poteva fare, siamo stati per più di un’occasione non più di 200-300 temerari. Anche occupare il Parlamento o Palazzo Chigi la vedo dura, visti i tempi di fine legislatura, ma almeno avrebbe un senso visto che le leggi si scrivono e decidono li e non in Viale Trastevere.
Tornando però alla questione che turba le notti di molti colleghi, vorrei ricordare che esiste oggi una legge che prevede entro il ventotto febbraio duemiladiciotto l’uscita di un bando per i docenti abilitati. Siamo per caso a marzo duemiladiciotto? Questo nervosismo proprio non lo comprendo soprattutto perché è già in atto da settembre. Come dimenticare il conto alla rovescia di qualcuno.
Oggi abbiamo persino letto il parere del CSPI, ultimo nell’ordine dei pareri richiesti, sulla tabella titoli e servizio.
Si potrebbe addirittura vedere scendere dalle stelle prima di Natale il bando e chiedete di fermare il…treno?
Scusate ma chi ci guadagna in tutto questo?
Di certo non i docenti abilitati coinvolti. Avrei qualche idea in merito. Provo a fare un elenco: i contrari al transitorio, politici in primis, anche e soprattutto del PD, ma poi c’è il centro destra, qualche sindacato, qualche burlone nominato non si sa perché ispettore del MIUR, tanti masianielli, diversi avvocati compreso il più professionale ricorsificio che questo paese abbia mai conosciuto.
Potrei continuare ma di nemici né ho già tanti.

La verità che qui nessuno parla di scuola, di programmi farlocchi, ripetuti dalle elementari alle superiori, di valutazioni legate ancora a un mondo ormai in soffitta da anni, di colleghi in ruolo demotivati e in difesa di privilegi insieme ai loro sindacati e giudici. Leggendo le statistiche deve far riflettere se il bonus docenti è stato speso per frigo, lavatrici e nella migliore delle ipotesi per computer, mentre quello dei nostri diciottenni per 80% in libri e spettacoli culturali. Qualche domanda me la farei.

La citazione di Seneca mi piace, noi siamo marinai che sanno in quale porto vogliono approdare, che provino a fermarci.

La primavera arriverà…non si può contenerla e fermarla.

Per chi volesse risentire Nicola Iannalfo nell’audizione di aprile 2015, questo è il link al nostro blog.
https://www.docentiprecari.it/archives/124

TABELLA SI, TABELLA NO…

TABELLA SI, TABELLA NO…

Non capirò mai perché ci si debba dividere e “offendere” per un Transitorio che ci metterà tutti in ruolo. Leggiamo di amicizie che saltano e persone che si insultano per qualcosa che dovrebbe unirci e darci una serenità meritata dopo tanti anni di servizio nella scuola pubblica o paritaria.

Tutto nasce dalla bozza presentata alle OO.SS. lunedì 23/10 da parte dei tecnici del MIUR, per avere pareri e condivisione sulle scelte in atto. Nella prossima settimana sarà la volta del parere del CSPI. Come sempre accade in questi casi, stralci e bozze sono iniziate a circolare verso la fine della settimana scorsa anche su alcune testate e commentati da giornalisti in sintonia o facenti parte dei soliti noti. Anche noi abbiamo avuto alcune segnalazioni e parti di bozze. Se dovessi fare un commento personale in tre parole direi: “poteva andare peggio”. Mi spiego meglio. Da quello che era trapelato diverse settimane fa, si prospettava una copia del bando 2016, dal quale comunque si è partiti. Il dialogo però, mai interrotto, ha prodotto una notevole apertura da parte delle istituzioni, dovuta anche agli errori evidenti fatti nel passato. Questo ha determinato alcune correzioni positive compresa quella di valutare, i 60 punti complessivi, attraverso tre sezioni, ciascuna con un punteggio massimo di 30 punti, suddivise nella sezione A per il titolo abilitativo, nella sezione B e C per gli altri titoli e un’ultima sezione D per il servizio. La somma ovviamente non fa sessanta ma novanta. Non c’è un errore. Evidentemente si è scelto di dare l’opportunità a molti di raggiungere questa soglia.  Scelta saggia, non c’è che dire, anche se sempre a vantaggio dei titoli rispetto al servizio. Si sa che i “raccomandati” sono ben rappresentati al MIUR, ma questa è un’altra storia…

Analizzando più in dettaglio le tre sezioni, troviamo una prima iniquità sul titolo di accesso, nelle due sezioni che riguardano la materia e il sostegno. Si è scelto di suddividere i 30 punti della Sezione A dando 15 punti al super bonus per il TFA e i restanti 15 punti in base al voto conseguito. Iniquità dicevamo, non tanto per il bonus in se, già previsto nel dlgs 59/17, ma perché lo si poteva attribuire nella Sezione B degli altri titoli, come è stato fatto per il dottorato. La ragione è presto detta. Potrebbe accadere che un docente con un voto di abilitazione inferiore a 76/100 non prenda nessun punto, così come chi sarà ammesso senza abilitazione, anche se con riserva. Sarebbe bastato attribuire 10 punti all’abilitazione, cioè a tutti gli abilitati e aggiungere un differenziale di 20 punti in base alla valutazione stessa. Il bonus del TFA poteva essere previsto nella seconda sezione degli altri titoli.  Per gli ITP la penalizzazione diventa addirittura doppia per chi non avesse raggiunto il voto di 76/100. Infatti non essendoci docenti abilitati con TFA, il punteggio viene attribuito tutto alla valutazione utilizzando la formula che prevede un moltiplicatore di 6 punti, per cui si arriva con 100/100 a 30 punti.

Nella seconda sezione spiccano indubbiamente i 20 punti assegnati, nella proposta, al dottorato. Effettivamente potrebbero sembrare troppi ma, considerando l’esiguo numero e la probabile mancanza di altri punteggi come il servizio, non troviamo questa supervalutazione poi così scandalosa, come qualcuno sostiene. La scelta invece di non mettere in questa sezione il bonus dei 15 punti attribuiti al superamento delle prove preselettive per il TFA, questa si che ci sembra più mirata e interessata. Intanto perché parte degli abilitati con TFA potrebbe avere anche il dottorato, per cui con il voto arriverebbe già a 50 punti, senza contare né le certificazioni, né gli altri titoli, né il servizio. Per il resto ritroviamo nella bozza tutti gli altri titoli già considerati nel precedente concorso 2016, aumentati ovviamente perché nel 2016 incidevano per 1/2 o 1/3.

Arriviamo così all’ultima sezione in cui si parla di servizio. Anche qui una piccola considerazione personale. Qualcuno sta chiedendo un’ulteriore aumento del bonus TFA in considerazione di quella che loro hanno definito “supervalutazione” del servizio, che dal terzo anno in poi varrà 5 punti. Solo a uno stolto può sfuggire l’astuzia che sta dietro questa subdola argomentazione. Vi faccio una domanda semplice: secondo voi chi è più avvantaggiato da questa ipotesi se con soli 7 anni si raggiunge quasi il massimo del punteggio (2+2+5+5+5+5+5=29)? Chi ha 10-15 anni di servizio o chi ne ha solo 7? Ricordo a questi signori che siamo docenti, mica allocchi.  C’è una novità rispetto al 2016, viene riconosciuto oltre al servizio specifico sulla materia anche quello aspecifico in altra disciplina. In pratica vengono attribuiti 1 punto per i primi due anni e 2,5 punti dal terzo anno in poi. Purtroppo è rimasta la penalizzante espressione “servizio continuativo” che già nel 2016 ha cancellato diversi anni di servizio anche con una interruzione di un giorno. Inoltre avendo previsto nel servizio specifico: “…l’insegnamento prestato su posti di sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità è valutato solo nella specifica procedura concorsuale”, per evitare cattive interpretazioni, abbiamo consigliato di aggiungere: “Servizio di insegnamento prestato su altra classe di concorso rispetto a quella per la quale si procede alla valutazione, compreso il sostegno, …”

Queste le nostre considerazioni sulla tabella presentata ai sindacati. Vorrei però aggiungere che negli ultimi due giorni si susseguono prese di posizione e molte polemiche che rischiano sul serio di far saltare tutto. Non capisco proprio chi possa avere interesse affinché tutto si blocchi, di certo non ai precari abilitati che da decenni insegnano nelle scuole pubbliche. Personalmente resto basito. Non dobbiamo dimenticare mai che parliamo di una graduatoria a esaurimento regionale e che tutti entreremo in ruolo nel giro di due o tre anni. Qualcuno ha dimostrato ancora una volta che il proprio orticello conta di più della ricerca del bene comune e della scuola.

Charles Bukowski diceva: “Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno.”

Non dovremmo mai dimenticare che siamo insegnanti ed educatori, intellettuali e cultori del sapere, mica “arrivisti”.

Buon fine settimana a tutti.

#capisciamè…

Leggendo un post di un anziano sindacalista…comprendo la ragione per la quale non c’è più speranza di capirsi. La realtà avanza e loro restano attoniti ad osservare e magnificare il passato. Prima o poi la sveglia suonerà anche per voi.
Toc, toc signori le Gae sono quasi esaurite. Ma di quali convocazioni parlate. Ci voleva un sapientone per capire l’ovvio, che le convocazioni annuali non hanno più alcun senso finché non si coinvolgeranno anche i docenti abilitati di seconda fascia? Sono anni che chiediamo una chiamata congiunta.
Non ci voleva molto a comprendere che il grosso del lavoro verrà svolto dalle scuole che, attraverso le GI cariche di docenti abilitati e non, attribuiranno di fatto le cattedre e gli spezzoni. Speriamo che questa lotteria termini presto attraverso l’articolo 17 del dlgs 59. Diamoci quattro cinque anni e di tutto questo non resterà che un ricordo, come le vecchie cabine telefoniche.
Che poi sono gli stessi che per anni ci hanno gridato: “concorso, concorso, per voi c’è solo il concorso”. Bene c’è stato il concorso e ha segnato la più grossa discriminazione mai accaduta in Italia. Commissioni che hanno promosso al 100% e altre allo 0%. Dove eravate voi mentre questo accadeva, da quale parte eravate schierati, con i docenti di ruolo che bocciavano o con i precari che subivano un’ulteriore umiliazione. Se invece di gridare concorso per anni aveste preso il toro per le corna, chiedendo la riapertura delle GaE o un concorso per titoli oggi la supplentite sarebbe al 30%.
Comprendo bene che all’autocritica preferite i corsi e poi i ricorsi, ma il tempo e la pazienza sono finiti. Abbiamo bisogno di risposte e le andremo a prendere con chi ci tuteli sul serio, altrimenti lo faremo da soli, nei luoghi in cui si decide, senza altre mediazioni. Voi intanto potete continuare a rimpiangere i tempi in cui, insieme ad altri, manovravate i docenti come pedine di una scacchiera di cui vi sentivate padroni. Vi segnalo che gli anni che restano sono ormai pochi, potete continuare a divertirvi con le manovre per i ruoli (ora capisco bene perché così contrari alla chiamata diretta), ma il gioco prima o poi finirà, dovete accettare l’idea che siete ormai adulti.

Cari signori le persone si tutelano, non si usano.

DOPO LE GRADUATORIE E’ L’ORA DELLA NASPI…questa sconosciuta!

Dopo le Graduatorie è l’ora della NASpI…questa sconosciuta!

Breve guida per rendere a tutti la richiesta di NASpI una semplice Formalità

Finito lo stress delle Graduatorie… iniziamo con la richiesta di “prestazioni a sostegno del reddito” dopo la scadenza del contratto.
L’indennità di disoccupazione NASpI (Indennità di NASpI, Comunicazioni NASpI-COM, Anticipazione NASpI), spetta a tutti i lavoratori dipendenti che, dal 1° maggio 2015, abbiano perduto involontariamente la propria occupazione di natura subordinata, ivi compresi, apprendisti, personale artistico subordinato, soci lavoratori di cooperativa, dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione con inclusione dei lavoratori precari della scuola, lavoratori che hanno cessato il lavoro per dimissioni avvenute durante il periodo tutelato di maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio) o nei casi stabiliti dalla legge per giusta causa e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
Il portale dedicato alle domande per “prestazioni a sostegno del reddito” consente l’invio online delle richieste per ottenere i benefici di assistenza economica previsti sia per i nuclei familiari sia per i singoli lavoratori in caso di disoccupazione, mobilità o diminuzione della capacità lavorativa.  Se siete registrati è possibile compilare e inviare la domanda telematica per NASpI. Per il pagamento di tutte le prestazioni a sostegno del reddito è indispensabile compilare, salvare e caricare nel servizio online per l’invio della domanda anche il modulo SR163 “Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, necessario per la verifica dell’ IBAN.
Il richiedente deve specificare la modalità di pagamento, già indicata nella domanda di servizio e, nel caso di accredito, anche i dati di riferimento dell’agenzia o filiale dell’istituto di credito (banca/posta) che effettua il pagamento con il codice IBAN, riferito al rapporto di conto del richiedente la prestazione, con data, timbro e firma del funzionario bancario o postale. Se invece avete conti correnti o carte prepagate aperti presso istituti di credito virtuali, è sufficiente inviare il documento rilasciato online dalla procedura di collegamento al conto nel quale appare l’intestazione.

Ecco le due operazioni da fare:

1. La prima operazione è registrarsi al sito dell’INPS e farsi mandare le credenziali, senza le quali le uniche operazioni OnLine che potrete fare sono solo la stampa dei modelli.
Io personalmente in questo caso, cioè se non avete ancora le credenziali, vi consiglierei almeno per quest’anno di recarvi direttamente all’ufficio provinciale dell’INPS più vicino e fare tutto a mano allo sportello. Perderete una mattinata o qualcosa in più ma per lo meno risolvete la procedura.

2. Se andate allo sportello ricordatevi di procurarvi la domanda NASPI e il modello SR163 compilato e firmato oltre che da voi anche dall’addetto del vostro Istituto di credito che apporrà sul foglio oltre alla firma anche il timbro.

Per rendervi la vita più semplice ho preparato un file PFD con le indicazioni e procedure da eseguire al computer, sperando in questo modo di rendervi la compilazione più semplice. Buon fine settimana.

Mimmo Bruni

 

Habemus decretum… n.59 del 13/04/2017

Non amiamo celebrazioni, ma anche oggi o meglio ieri, finalmente vediamo pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi della Legge 107/2015.

Decreto Legislativo n59

Cominciavamo a temere un…ripensamento.

Scherzo ovviamente, ma di certo da oggi abbiamo la certezza che una piccola toppa è stata applicata all’ingiustizia perpetrata dalla 107 quando stabilisce il diritto a tempo, chi prima e chi dopo il 31/12/2006. Come se un diritto fosse stabilito da un politico di passaggio. Riporto l’articolo pubblicato dalla deputata Manuela Ghizzoni sul suo blog personale, a cui vanno i nostri ringraziamenti per essere riuscita nell’ottimo lavoro di mediazione,  che ha visto alla fine il voto favorevole della maggioranza ma anche della opposizione.

Tratto dal blog del onorevole Manuela Ghizzoni:  http://www.manuelaghizzoni.it/2017/05/09/italia-oggi-reclutamento-chiude-passato-stabilita-continuita-percorso-lungo/

” Il nuovo sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo degli insegnanti della scuola secondaria opera un mutamento di paradigma: mai più defatiganti precariati a cui seguivano abilitazione e concorso, ma subito un concorso per accertare le competenze disciplinari e poi, solo per i vincitori, un percorso triennale retribuito di formazione, tirocinio e inserimento progressivo nella professione fino all’assunzione a tempo indeterminato.  Molta attenzione ha suscitato la disciplina transitoria, che condizionerà il successo del nuovo sistema se riuscirà a chiudere con il passato con equità, vale a dire avendo riguardo per i diritti degli attuali docenti precari, formati sul campo, dotati di esperienza e spesso in possesso dell’abilitazione all’insegnamento. Si tratta di una sfida complessa, che deve contemperare anche i diritti dei futuri docenti, i «nuovi entranti» nel mondo della scuola, e deve tenere conto dell’estrema diversificazione delle situazioni, per cui in alcune regioni e per alcuni insegnamenti il precariato storico è già esaurito o quasi, mentre in altre regioni e per altri insegnamenti in migliaia hanno già i requisiti per l’assunzione in ruolo.  La fase transitoria si rivolge a quattro categorie di precariato scolastico.

  1. La prima è formata dai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (Gae), che hanno maturato il diritto all’assunzione per disposizione della legge 107.
  2. La seconda è costituita dai vincitori del concorso del 2016, che accederanno al ruolo sulla base della graduatoria di merito (Gm); a loro si aggiungono, per il periodo di validità della graduatoria, anche gli idonei.
  3. La terza categoria è formata dagli attuali abilitati.

Queste tre categorie si riferiscono a platee chiuse, destinate ad estinguersi, a differenza della quarta che invece continuerà ad alimentarsi in forme fisiologiche per le necessità strutturali della scuola: ci si riferisce ai supplenti non abilitati che comunque insegnano, in particolare su posti dell’organico di fatto non assegnabili a docenti di ruolo. Gli appartenenti alla terza e alla quarta categoria non hanno maturato il diritto all’assunzione, pertanto la disciplina transitoria prevede che dovranno sottoporsi ad apposite prove e percorsi valutativi e formativi differenziati. Un cardine di tutta la normativa è, infatti, che non si dà corso ad alcuna sanatoria, ma si graduano le prove e i percorsi di accesso alla scuola a seconda della formazione acquisita e dell’esperienza maturata. Così gli abilitati della terza categoria confluiranno in una nuova graduatoria di merito regionale (Gmr), mentre ai supplenti della quarta categoria, in considerazione dei servizi resi per il funzionamento della scuola per almeno tre anni, sarà riservato, a regime, un concorso biennale per l’inserimento in un percorso di formazione e accesso al ruolo.  Alla graduazione dei percorsi corrisponde quella dei posti riservati ad ognuna delle categorie. Il 50% dei posti vacanti e disponibili è innanzitutto destinato all’assunzione dalle Gae. Via via che esse si svuoteranno (in molti casi lo sono già), i posti residui andranno a disposizione, progressivamente, delle altre categorie. La disposizione transitoria determina poi come saranno utilizzati i posti vacanti e disponibili nei primi quattro anni, dal 2017/18 al 2020/21, al netto di quelli utilizzati per le Gae. Per i primi due anni, si tratta dei posti già banditi dal concorso 2016 e quindi andranno tutti alle Gm (ove fossero già esaurite, si attingerà dalle nuove Gmr). Nei successivi due (fatto salvo lo scorrimento di eventuali Gm ancora vigenti), tutti i posti del 2019/20 e l’80% di quelli del 2020/21 saranno riservati alle Gmr. Infine il 20% dei posti del 2020/21, più quelli eventualmente residuati dalle Gmr, saranno riservati ai supplenti non abilitati, secondo la graduatoria del loro concorso riservato (il primo sarà bandito nel 2018).   I posti vacanti e disponibili del 2021/22, al netto di quelli eventualmente riservati alle Gae, saranno riservati per un massimo dell’80% alle Gmr degli abilitati. Il 60% dei posti restanti (quindi al minimo il 12% dei posti iniziali) sarà riservato ai supplenti non abilitati, mentre l’altro 40% (quindi al minimo l’8% dei posti iniziali) sarà assegnato ai nuovi entranti sulla base del primo concorso che sarà anch’esso bandito nel 2018, in modo che i vincitori possano occupare i posti a loro destinati a partire dal 2021/22, dopo il triennio di formazione e tirocinio.   Queste percentuali saranno via via modificate per i posti disponibili dal 2022/23 in poi. La quota per gli abilitati scenderà dall’80% sino al 20%, che diventerà una percentuale fittizia appena la categoria sarà esaurita. La quota per i supplenti non abilitati scenderà anch’essa dal 60 al 20% a regime. In corrispondenza salirà la quota restante da assegnare interamente ai nuovi entranti.   La transizione per portare stabilità e regolarità a un sistema purtroppo viziato da scelte del passato disorganiche e contraddittorie è necessariamente lunga, ma in grado di garantire ai giovani spazi sicuri e crescenti. Ad esempio, su 100 posti del 2029/30 (banditi con il concorso del 2026), al massimo 20 saranno riservati agli abilitati (se ve ne saranno ancora), al massimo altri 20 ai supplenti non abilitati e quindi almeno 60 ai nuovi entranti. Un sistema di vasi comunicanti che, con lo svuotamento di alcuni e il parallelo riempimento di altri, potrà garantire equità e opportunità a tutti.”


Per utilità di tutti, allego il PDF del decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale di ieri 17/05/2017 che andrà in vigore dal 31/05/2017 e da cui far partire l’orologio della tempistica prevista.

Decreto Legislativo n59

Ricordo le due date da non dimenticare ad oggi

(art.17 comma 6) – Entro 120 giorni, cioè indicativamente entro fine settembre il Ministro della Pubblica Istruzione dovrà emanare un decreto che preveda il contenuto del bando, i termini e le modalità di presentazione delle istanze, di espletamento della prova orale e di valutazione della prova e dei titoli, i titoli valutabili, nonché la composizione della commissione di valutazione.

(art.17 comma 3) – La procedura di cui al comma 2, lettera b), bandita in ciascuna regione e per ciascuna classe di concorso e tipologia di posto entro febbraio 2018.

 

 

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WORK IN PROGRESS…

Work in progress…

Ore 9:00…

Come era ovvio che fosse, oggi il Consiglio dei Ministri del Governo Gentiloni, approverà i decreti attuativi della legge 107/15. Già una settimana fa lo avevo scritto che la data sarebbe stata anticipata e non perché avessi avuto una “soffiata”, semplicemente perché qui nel CDP sia abituati a usare la testa… 
Noi di tutte le deleghe abbiamo contribuito, con altri gruppi, alla modifica della bozza 377 che, come dicono a Firenze è migliorata “di morto”.
Per le altre…meglio non esprimersi.

Oggi al Consiglio Direttivo dell’Associazione oltre ad attribuire alcuni nuovi incarichi, ad iniziare dall’ampliamento dei membri del Consiglio stesso, indicheremo le future strategie dell’Associazione e del Gruppo.   Restiamo in standby…

Ore 15:00

Lo scrivevo stamani andando a scuola, non abbiamo ancora letto i decreti approvati, ma possiamo dire che un punto fermo è stato fissato. Questa sera dopo il Consiglio Direttivo, avremo una ragione in più per brindare e lo faremo pensando a tutti voi e a tutti i colleghi di altri gruppi che insieme a noi hanno tanto lavorato per questo primo obiettivo. Non faccio nomi per non dimenticare nessuno, ma un paio sono costretto a farne. 
Primo fra tutti un fratello conosciuto a Pisa, anche per questo ringrazio il PAS, senza il quale molte di queste amicizie non si sarebbero mai “incrociate”. Nicola Iannalfo, insieme a tanti altri, hanno segnato una piccola svolta nella mia vita normale, richiamando dal profondo quel vecchio impegno “politico”, vero, in cui gloria e interesse non hanno campo fertile. Girare insieme mani nella mano intorno alla Torre è stato uno di quei momenti dove capisci che le cose possono cambiare, se c’è la volontà di tanti a farlo insieme. Da quella unione d’intenti è nato il CDP.  https://youtu.be/z8RWPEgOz2Y

La seconda persona che voglio ricordare è una “compagna” di lotte, Rosa Sigillò , con cui a volte abbiamo avuto divergenze d’azione, ma della cui sincerità non ho mai dubitato un attimo. Con il MIDA abbiamo cercato sempre di mettere da parte gli interessi di bottega, per la semplice ragione che lottavamo per i lavoratori di quella bottega, senza nessun altro fine.

Infine ho scelto una donna della politica. Ne abbiamo conosciute tante in questi tre anni, con le quali abbiamo dialogato, scontrandoci talvolta, ma sempre nel rispetto dei ruoli reciproci. Ma fra tutti c’è solo una persona che ho sentito seria e vicina, intuendo subito che il dialogo con lei avrebbe avuto un senso. 
Eravamo a Firenze, in settembre, alla festa dell’unità, seduti all’ombra di querce secolari su una panchina come tante. Lei, io e Nicola abbiamo discusso con franchezza e sincerità, cercando di trovare possibili soluzioni da mettere in campo e possibili strade e strategie da perseguire per risolvere la questione rimasta aperta dopo le 88.000 assunzioni della 107/15. Le cattedre rimaste vacanti in diverse discipline anche a causa di tanti docenti abilitati “eliminati” in alcuni territori da commissioni “kamikaze”. Così come la questione di dare stabilità a coloro che nel corso degli ultimi 10 anni avevano totalizzato anni e anni di servizio. 
Sono certo che quel breve incontro ha aperto una breccia in quel muro alzato incomprensibilmente nel 2015, di cui ancora oggi non comprendo la ragione, dando la speranza a migliaia di docenti di arrivare finalmente, attraverso un lungo lavoro fatto di dialogo e confronto, a qualcosa di utile per la nostra scuola, tanto vituperata, ma sempre premiata e rispettata a livello internazionale. 
Ecco di tutti i politici il ringraziamento più sincero lo devo a lei, onorevole Manuela Ghizzoni, malgrado gli ultimi fraintendimenti, costruiti ad arte da altri per metterci in cattiva luce, ma questa è un’altra storia che è inutile riaprire. Grazie per l’amicizia disinteressata, per la disponibilità e la sua capacità di rimettersi in gioco, trovando soluzioni più condivise, per tutte le discussioni e i chiarimenti, anche in orari impossibili ai più. Grazie davvero a nome mio in primis, ma anche di tutta l’associazione che mi onoro di rappresentare, di tutto il nostro gruppo e di tanti altri colleghi che, pur fuori dal mondo virtuale di internet, sentono in cuor loro di aver ottenuto una possibilità concreta di stabilizzazione, dopo aver per tanti anni offerto il proprio lavoro alla scuola pubblica italiana.

Ore 00:55

Non amiamo celebrazioni, ma anche oggi o meglio ieri, vista l’ora, dopo il lavoro a scuola ci siamo riuniti a Empoli per il Consiglio Direttivo dell’Associazione. Riunione operativa ricca di decisioni, anche difficili… ma nel complesso giustificate dalla grandezza delle persone… A breve nel gruppo Assemblea Soci sarà inserito il Verbale che in sintesi posso anticiparvi con alcune decisioni prese: allargare il numero dei consiglieri a 10 inserendo nel Comitato Direttivo: Paola Brandi, Alessandra Lusini e Barbara Monti. Vista la decisione di Nicola Iannalfo di rimettere il suo mandato ritenendo giusto che a rappresentare le istanze future dell’associazione debba essere un docente precario, il Consiglio Direttivo ha nominato come nuova Coordinatrice Unica Nazionale: Barbara Monti. 
Chiuso il Consiglio, abbiamo ritenuto legittimo anche noi festeggiare questo primo risultato raggiunto con l’approvazione dei Decreti Attuativi della Legge 107/15. Purtroppo Nicola e Alessandra, per motivi famigliari, sono dovuti rientrare a casa ma abbiamo festeggiato come se fossero stati insieme a noi.
Un brindisi che dedichiamo a tutti noi del gruppo, ma anche a tutti gli altri.

¡Vamos!
Allons 
 Let’s go!
Avanti!

AVANTI

AVANTI…

Molti di noi si sono chiesti negli ultimi giorni  “ma davvero ci siamo?”  Ognuno si sarà data una risposta e anche se in molti la parola “concorso” mette ancora in agitazione assicuro, a quei pochi neuroni rimasti ancora increduli, che la nuova scelta delle forze governative di “graduare” invece di “selezionare” è un dato ormai certo.

Mi sono chiesto in questi giorni se avesse ancora senso parlare di Coordinamento Docenti Precari. Come fare a dimenticare le tante volte in cui ho dovuto “consolare” e “ricaricare” il morale di tanti amici e colleghi, che non ci hanno mai creduto. Qualcuno ci rimprovera che non diamo risposte immediate, che non ripetiamo fino allo sfinimento le nostre ragioni e azioni in atto, a differenza di altri. Ci dispiace ma siamo fatti così, non siamo abituati a ripeterci anche solo per motivare il gruppo e far sentire che ci siamo.

Però, vi assicuro, non abbiamo mai mollato e io in particolare non ho mai pensato che “loro” fossero così cambiati. Dico sul serio, anche quando nel 2015 ci siamo sentiti traditi e nel 2016 umiliati, non ci ho mai creduto.
Sarà perché non sono un istintivo, non mi abbatto facilmente così come non mi esalto mai. Sarà l’età ma sono abituato a capire, analizzare e trovare soluzioni chiare e limpide.

Il testo licenziato prevede un concorso orale riservato agli abilitati, con la sola funzione di graduare l’ingresso. Aver ottenuto poi l’indicazione del 40% massimo per la prova orale (si parlava addirittura del 70%) la trovo un’altra vittoria della mediazione che c’è stata. Chiedere meno non avrebbe dato alcun senso alla prova orale, che come nello scorso concorso dava 40 punti. Direi chiaro come il sole.

Vero che non abbiamo eliminato la prova concorsuale, ma ormai il mantra è chiaro e senza il voto minimo quella vecchia dizione “c’è concorso e concorso” questa volta è una vittoria vera.

Aspettiamo che il governo approvi il decreto attuativo e poi ci sarà da lavorare ancora sulle tabelle titoli, servizio ed esami. A occhio direi, visti i 40 punti dell’orale, resteranno da distribuire 60 punti. In teoria potrebbero andare tutti al servizio, visto lo spirito della fase transitoria ma non sarà così e sarei stanco di iniziare una nuova lotta fra colleghi. Forse potrebbero considerare l’abilitazione come uno “scritto” dando cioè una valutazione in base al punteggio da 2 a 20 punti, aggiungere max 10 punti per i titoli e lasciare 30 punti per il servizio (3 punti all’anno quindi max 10 anni).

Apriremo a breve un form in cui ciascuno di voi potrà proporre un rapporto adeguato fra le tre voci, in modo da fornire al gruppo una proposta condivisa dalla maggioranza.  Abbiamo la possibilità di proporre così come per il piano transitorio una nostra proposta e ogni riflessione sarà fondamentale.  Noi decideremo, come sempre, insieme a voi.

Avanti!

Mimmo Bruni

PARERI E SCIOPERO

PARERI E SCIOPERO

Mi sa che la vetta è stata quasi raggiunta. Ora calma, sangue freddo e non perdere l’equilibrio in discesa…

Il parere sulla delegha 377 da poco è visibile sul sito della Camera, dove trovate due documenti, quello principale a firma dell’Onorevole Manuela Ghizzoni e un parere alternativo a firma dell’Onorevole Silvia Chimienti. Questo è il link:

http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2017&mese=03&giorno=14&view=filtered&commissione=0711

Per quanto riguarda invece lo sciopero del 17 marzo 2017, organizzato da diverse sigle sindacali fra cui Unicobas, Cobas e Anief,  in cui si chiede anche il ritiro di tutte le deleghe, la nostra posizione è scontata visto che sono mesi che lavoriamo ad una mediazione “diretta” con i componenti delle due Commissioni. Inoltre, personalmente, NON ho gradito la campagna di compiacimento per la “mancata” adesione allo sciopero dello scorso otto marzo, organizzato dalla FLC, anche perché a farla è stato un amico, Stefano D’Errico. Onestamente contare le adesioni e ridere dei numeri è una politica più da esponenti di governo che da chi si oppone da tempo alla 107/15.

Abbiamo comunque inteso aprire un sondaggio fra i soci del CDP sullo sciopero di venerdì, che si è così espresso:

52% NO, io non sciopero;
26% SI, io sciopero;
22% l’Associazione CDP non deve aderire allo sciopero;
0% l’Associazione CDP deve sponsorizzare lo sciopero.

Il CDP quindi per volere del Comitato Direttivo e dell’Assemblea Soci Virtuale non aderirà allo sciopero, lasciando la libertà di scelta e ricorda ai partecipanti che oltre alle manifestazioni di Roma è stato organizzato anche un corteo a Firenze con gli studenti e successivamente un Sit-in davanti alla Prefettura di Via Cavour. Inoltre avverte che sia l’Anief che i COBAS hanno organizzato per Roma pullman e treni speciali.

 

Dimenticavo…Noi non molliamo!

ASSOCIAZIONE CDP IN AUDIZIONE AL SENATO

AUDIZIONI IN SENATO

Un altra giornata piena. Sveglia presto, prime tre ore a scuola e poi di corsa verso la stazione. Fortuna che ora da Firenze a Roma bastano 90 minuti. Primo incontro operativo sulle strategie future e poi di corsa al Senato.

Questa volta il clima è stato sicuramente più disteso e sereno rispetto alle audizioni della Camera di dieci giorni fa, anche a causa di qualche malinteso poi fortunatamente chiarito.  In audizione abbiamo sostenuto da soli il concorso per titoli e servizio con anno di prova a valore concorsuale. Non avevamo più voglia di mediare, anche perché la scelta della delega di esimerci dallo scritto e affrontare solo l’orale era già stato raggiunto con mille mediazioni. Noi del CDP riteniamo che non si debba richiedere nessuna ulteriore prova selettiva e che quest’ultima non garantirebbe nessun tipo di merito. Inutile chiedere certezze nei tempi, nelle commissioni e nelle griglie…soprattutto dopo quello che è accaduto nel concorso 2016. Lo avevamo già chiesto due anni fa quando Matteo Renzi cavalcava un 40% di consensi e il ministro era una certa Giannini e lo chiediamo a maggior ragione oggi, che al governo c’è Gentiloni  e il ministro si chiama Fedeli.
Chiedevamo e chiediamo di far fronte comune sul principio che un docente abilitato non debba essere sottoposto a nessuna ulteriore valutazione selettiva, ma a una reale osservazione sulla sua capacità didattica. Ieri la prima sorpresa è stata quella di sentire fare a ciascun gruppo richieste praticamente sovrapponibili, un traguardo non proprio scontato.

Altro che dissensi, Senatrice Puglisi, se solo fosse arrivata prima e avesse ascoltato quasi la stessa proposta, avrebbe evitato una domanda sbagliata in partenza. Non è stato il primo errore commesso e se devo dirla tutta mi è sembrata troppo nervosa e poco serena. Per il resto si è respirato un clima che lascia ben sperare per i passaggi successivi, anche se devo ammettere un po’ di fastidio per qualche “spina” rimasta conficcata.

I saluti finali ci hanno consentito un chiarimento e qualche azione congiunta con le senatrici rimaste ad ascoltarci, sulla richiesta dei numeri ancora assenti e sulle prospettive future. Ringrazio in particolar modo le Senatrici Montevecchi, Blundo e l’amica Alessia Petraglia per l’ascolto e la disponibilità anche in prospettiva di future iniziative da mettere in campo per seguire i delicati passaggi futuri di queste deleghe. Infine i soliti piacevoli saluti con abbracci e strette di mano più sinceri di altre volte.

Usciamo dal Palazzo più sereni e il resto lo fa Roma. Obbligo quasi il mio compagno di numerosi viaggi ad una passeggiata per gambe, occhi e palato. Caffè in Piazza Navona, giro intorno alla fontana dei quattro fiumi del Bernini, racconto a Nick la leggenda sulla statua del Rio della Plata che tiene alzato il braccio per ripararsi dall’eventuale crollo del campanile o della cupola della prospiciente chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini. Le storie dei due grandi del seicento romano riempiono tanti libri, ma vederli a due palmi di naso è tutta un’altra storia. Visto che ci siamo passaggio obbligato, prima da San Ivo alla Sapienza, poi la tappa obbligata quando ci si trova nei pressi di Palazzo Madama, la visita della Chiesa di San Luigi dei Francesi, per rivedere la cappella Contarelli e i suoi tre capolavori assoluti custoditi del Caravaggio: il Martirio e la vocazione di San Matteo e San Matteo e l’angelo (tutti in…tema).
Usciamo appagati e con qualche ricordo passato, ma la velocità con cui cambia la scena nello spazio/tempo è quasi magica, cento metri e ci ritroviamo in prima davanti al Pantheon, poi al Tempio di Adriano e infine alla colonna di Marco Aurelio, per non dimenticare che qui si è fatta la storia. Le emozioni richiedono una pausa e soprattutto è tempo di mettere qualcosa fra i denti per riattivare gambe e corpo. Trovandoci in zona come non fermarsi da “Pane & Salame” in via Santa Maria 19 e gustare uno dei tanti paninazzi ben assortiti, accompagnati da un buon calice di Chianti.
Perché sul vino…Toscana docet.

Riempita la pancia, siamo subito nuovamente in marcia fra chiare, dolci e fresche acque… Fontana di Trevi ci accompagna come un orchestra durante il suo attraversamento, con una melodia frusciante che cattura i sensi.   Ora diritti verso un’altra meta arrampicandosi per via Rasella arriviamo davanti a Palazzo Barberini e subito dopo, voltando a destra la splendida e magica Chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane dove Borromini ci ricorda che l’acqua continua a scorrere (peccato fosse chiusa). E’ ora di accelerare, abbiamo solo 15 minuti per raggiungere Termini, non manca molto, ma queste strade sembrano trattenerci. Procediamo svelti verso Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e poi a destra la Stazione è ben visibile e a pochi metri.
Per un pelo siamo in carrozza e in buona compagnia dell’amica Petra voliamo a quasi trecento chilometri orari verso casa. Un’altra giornata è andata, si spera serva alla causa.

Noi di certo non molliamo!

ASSOCIAZIONE CDP in AUDIZIONE alla CAMERA

Il CDP ritiene che non si debba richiedere nessuna ulteriore prova selettiva che per un abilitato di stato sarebbe assolutamente inaccettabile. Una qualsiasi selezione non garantirebbe nessun tipo di merito. Inutile chiedere certezze nei tempi, nelle commissioni e nelle griglie…soprattutto dopo quello che è accaduto nel concorso 2016. Lo abbiamo chiesto due anni fa quando Renzi cavalcava un 40% di consensi e il ministro era una certa Giannini e lo chiediamo nuovamente oggi, che il governo Renzi non esiste più (almeno formalmente) e il ministro si chiama Fedeli.
Speriamo che si riesca a far fronte comune e che il principio che un docente abilitato non debba essere sottoposto a nessuna ulteriore valutazione selettiva, ma a una reale osservazione sulla capacità didattica possa far breccia in tutti i coordinamenti.

Cod Fisc 91044730488

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