Tutti gli articoli di Coordinamento Docenti Precari

DIARIO DI UN’ESTATE…BLU’


29 agosto 2017

Nicola Iannalfo

“classe V(X) Istituto( y)17 studenti e 21 docenti (insegnanti di materia, co-presenze, insegnanti di potenziamento, insegnanti di sostegno, insegnante di alternativa alla religione…) nel consiglio di classe” .  Basterebbe questo per abbandonarsi a una analisi induttiva, per concludere che tutti i colleghi che hanno il coraggio di non sentirsi a disagio in un contesto assurdo come questo siano insensibili alla deriva dell’istituzione “Scuola”… e sulla mia agenda annoto. Sono arrivato a 137 annotazioni… mi guardo nuovamente intorno e penso ai colleghi (maestri) appesantiti dalle 24 ore di lezione e inchiodati all’immagine ottocentesca del maestro unico, colleghe logorate negli anni dalla fatica sempre più insostenibile di una classe. Quando dico che la scuola deve essere ripensata auspico che lo si faccia incollando le agende piene di note di noi insegnanti, quelle osservazioni coraggiose che hanno la forza di proiettarsi oltre i nostri personalissimi interessi. Insegnanti che sanno osservare oltre la punta delle proprie scarpe. Così comincerà una nuova era… tutto deve partire da qui e soprattutto da noi.


29 agosto 2017

Mimmo Bruni

Lo scorso 12 agosto, all’ombra di un faggio secolare a 1400 metri di altitudine, rispondevo ad una serie di inesattezze lette in un gruppo. Ho risentito e riletto le stesse obiezioni e quindi…senza tanta fatica, riposto la risposta:

“Ma è così difficile leggere un decreto legislativo, invece di mettere ansia? Il bando uscirà entro il 28/02/2018. È scritto.

La prova orale quindi non prima di aprile. Gli abilitati rimasti saranno non più di 30.000 in tutta Italia (II fascia). Parliamo sempre di secondaria perché la primaria e infanzia è esclusa dall’articolo 17 del dlgs 59. Per quanto riguarda la possibilità di entrare subito in ruolo a settembre 2018, questo riguarderà ovviamente alcune CdC in alcune regioni, soprattutto in quelle in cui le commissioni hanno fatto razzie di bocciature. Però ripeto parliamo di un numero così ristretto rispetto alle supplenze che incideranno al massimo al 20%.

Un’altra stupidaggine letta su vari gruppi e su OS come una novità, nasce dalla mancata lettura del decreto che recitava già dal 16 aprile che i 24 cfu sono solo per coloro che faranno la nuova formazione e non per chi userà l’articolo 17 (fase transitoria). Ripetiamo quindi che sia i colleghi abilitati che quelli non abilitati ma con tre anni di servizio, possono utilizzare l’articolo 17 che prevede la sola prova orale per gli abilitati senza voto minimo cioè non selettivo (1 anno di FIT, l’ultimo retribuito come una supplenza annuale ma non ripetibile), mentre per i non abilitati prova scritta e orale con voto minimo (2 anni di FIT, il primo e il terzo).Ultimo appunto, la graduatoria regionale è praticamente ad ESAURIMENTO, cioè tutti i colleghi inseriti saranno prima o poi messi in ruolo.

Ma non eravamo in ferie…”


26 agosto 2017

Mimmo Bruni

Costruiamo insieme un nuovo PONTE…

Rientrato ieri dopo venticinque giorni di serenità fra mare e montagna, mi sento rigenerato e pronto a ricominciare da dove eravamo rimasti, l’articolo 17 del decreto legislativo 59 del 16/04/2017 e in vigore dal 31/05/2017. Risultato “conquistato” grazie alla collaborazione e la caparbietà di diversi gruppi e soprattutto persone e a all’ascolto e disponibilità dell’On. Manuela Ghizzoni.

E’ inutile fare un elenco degli attori che hanno contribuito al decreto legislativo, anche per non correre il rischio di dimenticare qualcuno. Quindi mi taccio. Cosa fatta, punto e a capo.

Inizierei questo nuovo anno scolastico con un desiderio: smetterla con le auto celebrazioni. C’è bisogno di tornare a far girare le nostre rotelle mentali, produrre nuove idee e stimoli per ripensare la nostra professione, mettendoci in gioco anche rischiando tutto. D’altronde ho sempre evitato sicurezza e stabilità, non vedo perché debba cercarla proprio nel lavoro.

Abbiamo bisogno di proposte nuove per la nostra professione, partendo dal dato incontrovertibile che la scuola, così come è oggi, non funziona più.

Lo si comprende da vari elementi, primo fra tutti il basso livello di scolarizzazione e rendimento dei nostri ragazzi o il cattivo rapporto con i genitori e con gli altri lavoratori, che continuano ad avere nei nostri confronti un atavico movimento del naso…quelli dei tre mesi di ferie. So benissimo che non è più così da tempo, ma evidentemente anche noi non siamo stati in grado in tutti questi anni di modificare questa “credenza” popolare. Aggiungerei la disparità di trattamento fra i docenti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato, operata anche dalle istituzioni attraverso bonus e formazione dalla quale, non si sa perché, sono esclusi proprio coloro che di questa dovrebbero beneficiare in primis, vista la loro precarietà.

E’ importante in questo momento iniziare a proporre NOI un nuovo modello di scuola, avviando degli stati generali fra docenti per ridefinire ruoli e mansioni, didattica e valutazione, programmi e progetti per evitare che la scuola, come il Titanic, assuma sempre più i connotati di un transatlantico rattoppato in attesa del totale inabissamento.

Costruiamo noi questo NUOVO ponte!


21 agosto 2017

Nicola Iannalfo

Il sindacato è morto! Una lenta agonia che per quello che mi riguarda è iniziata con la negazione della “scala mobile” negli anni 90. Una vetrina di ricorsi, di manifestazioni prive di contenuto, di convegni ammuffiti. Quando ci saremo resi conto che “sognare” il sindacato equivale a riesumare la mummia di Nefertari probabilmente i nostri gruppi sembreranno più quello che erano un tempo, una moltitudine con un cuore e un’anima. La scuola non è solo algoritmo e transitorio… ma è il “referto” di un organismo malato, agonizzante… inutile piangere al capezzale. Amici miei occorrono idee ma soprattutto un cuore e un’anima. È il momento di avere un’idea sulla scuola un po’ più strutturata. Vorrei che ci fosse partecipazione nei gruppi non soltanto quando si dipanano cavilli amministrativi, perché un precario fregato tra qualche mese sarà un docente di ruolo fregato. Noi siamo la scuola! non la politica o il “$indacato”


16 luglio 2017

Nicola Iannalfo

Quando al centro di ogni discussione si pone un’idea e non una persona certi dissapori non hanno motivo di esistere. Poco importa “chi o come”… la cosa veramente vitale è il “cosa”. Vitale perché intreccia la vita delle persone. Nuovi gruppi? Bene! Nuove idee? Meglio! Non si dileggiano iniziative, specie quando mirano a un fine ultimo condivisibile. Non si mescolano personalismi e diritti. Non viviamo di scoop ne’ di gossip. Noi siamo quelli che sono scesi in piazza, che hanno urlato per le strade cittadine, quelli che si sono sdraiati sui gradini del “palazzo”. Noi “tutti” siamo quelli che hanno ragione… come dissi qualche anno fa… “noi siamo quelli che remano dalla stessa parte e non quelli che si tirano il remo in testa”.


15 luglio 2017

Mimmo Bruni

12 PUNTI SI…12 PUNTI NO

Alcuni colleghi in privato continuano a chiedermi dei 12 punti del TFA attribuiti erroneamente nell’anno di tirocinio. Spero di ripetere in maniera chiara il concetto. Un docente abilitato con il PAS mettiamo che abbia preso 97/100 all’abilitazione, in seconda fascia da tabella A prende 12 per l’abilitazione più 6 punti una tantum. Il totale fa 18 punti. Il docente abilitato con TFA con lo stesso voto di abilitazione prende invece 12 punti per il voto conseguito, più 42 punti una tantum per l’abilitazione selettiva. Attenzione in questi 42 punti sono compresi i 12 punti del servizio eseguito durante il tirocinio (il tirocinio aveva la durata in teoria di un anno, non è stato così, ma questa era la direttiva legislativa). Qualche collega in realtà in quell’anno mettiamo abbia svolto una supplenza, anche solo di poche ore (che in teoria non poteva fare) che magari ha inserito nell’elenco dei servizi presentati con l’aggiornamento. In realtà dovremmo distinguere fra due casi, perché ad esempio i colleghi del TFA1 hanno già inserito il loro anno nel precedente aggiornamento. Quindi quest’anno avranno solo aggiornato la vecchia graduatoria aggiungendo gli ultimi tre anni. Per loro quindi il problema non si pone, anche se, se devo essere preciso, qualcuno avrebbe potuto chiedere un nuovo aggiornamento per ricalcolare il proprio punteggio. In questo caso riguarderebbe anche i colleghi abilitati con il TFA del primo ciclo.

Per i colleghi del TFA del secondo ciclo che hanno conseguito l’abilitazione in questo triennio il problema si pone eccome. C’è stato ad onor del vero anche una FAQ del ministero al riguardo informando che il sistema se non “manomesso” risolve l’errore. Manomesso vuol dire semplicemente che l’operatore di segreteria può giustamente non accettare la modifica e cambiarla manualmente. Quindi in realtà ci saranno casi in cui alcune segreterie avranno corretto l’errore e altre non lo avranno fatto.

Vale lo stesso per i titoli informatici, alcuni avranno lo stesso punteggio di tre anni fa e altri il punteggio dimezzato.

Anche qui considerate che il punteggio max è 2 punti, devo ancora capire come facciano alcuni ad averne tre o quattro, si torna alla regola della “manomettere” i dati.

Come sempre saremo noi i migliori vigili del nostro “malloppo”, chi avrà di più e fosse onesto, segnalerà l’errore, anche per evitare un conteggio richiesto dai colleghi scavalcati.


2 luglio 2017

Mimmo Bruni

L’altro ieri mi sono sentito con l’onorevole Manuela Ghizzoni, fra le altre cose le ho chiesto che sarebbe stato bello se lei avesse scritto quattro righe su noi docenti precari che ogni anno lasciamo la scuola il 30 giugno per riprenderla il 15-30 settembre.

La sua risposta mi ha lasciato un po’ interdetto. Mi ha spiegato che ci stava pensando da giorni, ma che evitava il post a causa del fatto di essere da un po’ di tempo oggetto e bersaglio di stalking da parte di alcuni docenti GaE (soprattutto primaria e infanzia), da molti docenti di terza fascia e dai soliti “unti dal signore”.  L’elenco era molto più lungo ma per economia ho evitato le altre categorie.

Non ho insistito più di tanto, perché ho compreso che la sua decisione fosse già stata meditata, per evitare che un messaggio di ringraziamento venisse interpretato come una provocazione e dare il via alle solite invettive e istinti di pancia.  Non mi sorprendo anche se a volte resto incredulo a leggere certi commenti. Fortuna che l’età mi ha vaccinato e anche le offese più meschine mi scivolano leggere. Sarà anche per la mia formazione tecnica  di architetto, preferisco analizzare le questioni attraverso lo studio analitico dei dati, individuare i problemi e cercare la soluzione più semplice ed efficace per risolverli. Invece continuo a leggere tante parole vuote, tante affermazioni sbagliate, come quella letta l’altro giorno in cui si  sosteneva che il transitorio doveva essere ancora approvato dal Governo.

Ricordo che quello che molti chiamano transitorio è semplicemente un articolo di una Legge dello Stato Italiano, anzi per essere precisi di un DECRETO LEGISLATIVO, il numero 59 del 13 aprile 2017, che recita: “Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00067) (GU n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)”

Legge VIGENTE dal 31-5-2017


16 giugno 2017

Nicola Iannalfo

Un po’ di tempo è passato… da poche settimane io e altri colleghi avevamo fondato il CDP. I nostri incontri erano un groviglio di rabbia, speranza e passione. Quel giorno dovevo fare un brevissimo intervento a una assemblea regionale della Cgil a Firenze. Generalmente le mie parole terminavano con un attacco piuttosto diretto alla scarsa iniziativa sindacale a tutela degli abilitati di seconda fascia. Presi posto mescolandomi tra la folla, provando quella sensazione di disagio che avverti quando senti di non essere tra amici. Accanto a me si sedette un collega che avevo visto più volte nelle manifestazioni… ancora non lo conoscevo bene ma lui conosceva me o almeno conosceva il mio nome. Quando fu il mio turno mi disse con il suo accento “vai Nicola”. Non gliel’ho mai detto, e forse lui se ne è pure dimenticato, ma quel “vai Nicola”era la cosa di cui avevo bisogno in quel momento. Da quel giorno ogni volta che ho parlato, ogni volta che ho relazionato alla Camera o al Senato gli ho chiesto sempre di sedersi accanto a me. Grazie Mimmo Bruni. Grazie per quello che hai fatto e per quello che stai facendo in questi giorni per tutti nostri colleghi. Stai dedicando il tuo tempo alle ansie e alle aspettative di tutti gli insegnanti che devono presentare la domanda di inserimento nelle graduatorie di istituto. Ieri un collega mi ha confermato che alla UIL gli hanno chiesto 50 € per compilare la domanda per l’inserimento in graduatoria d’istituto. Per questo ringrazio tutti gli amministratori e colleghi che in qualche modo in maniera gratuita stanno prestando il loro aiuto ai colleghi in difficoltà…

NULLA SARÀ PIÙ LO STESSO

NULLA SARÀ PIÙ LO STESSO

È sin troppo facile enfatizzare mentre le ore passano e la coscienza degli italiani emerge in maniera più netta. L’Italia dopo 70 anni ha nuovamente deciso per la democrazia, ha nuovamente indirizzato il proprio animo alla sovranità del popolo.
Forse tra qualche anno capiremo quanto il passaggio referendario sia stato critico per la nostra democrazia, e forse tremeremo molto di più di quanto non abbiamo fatto nelle ultime ore aspettando il risultato delle votazioni.
Oggi camminando per la strada l’Italia ci sembra più Italia e cittadini ci sembrano più cittadini e forse crediamo che ci sia ancora la possibilità per ripartire dal basso, perché se c’è qualcosa che ci hanno insegnato questi mille terribili giorni di governo renziano è che quando il popolo si disinteressa alla politica e alla cosa pubblica ci pensano le banche e i poteri internazionali.
Un’altra lezione che vorremmo capitalizzare è la necessità di una rappresentanza politica del mondo della scuola: il mondo della scuola vero, fatto di insegnanti e di formatori che la scuola la vivono e soprattutto la amano…
Ora partiremo da capo.
Busseremo nuovamente alle loro porte.
Ancora una volta chiederemo giustizia per la scuola… ma questa volta sarà diverso… perché noi abbiamo vinto e nulla sarà più lo stesso…

PERCHE’ NO…

 

PERCHÉ NO…

Difficile aggiungere un contributo al già logoro dibattito sul referendum del 4 dicembre. La discussione sul merito e sul demerito dei provvedimenti rimbalza tra talk show e rotocalchi come se fosse l’ultima delle 10 piaghe d’Egitto.
Nel 1987 avevo 14 anni. Frequentavo la classe terza delle Scuole Medie J.Barozzi di Vignola. La Preside consegnò personalmente una copia della Costituzione a ogni studente.
Ricevetti quel libretto spennellato di verde, bianco e rosso con indifferenza. Non lo lessi. Lo ritrovai durante un trasloco. Decisi di infilarlo nel sacchettone della carta da buttare… poi lo ripresi. Stavo preparando l’esame di Storia Contemporanea all’Università… pensai potesse essere utile.
Una lettura impegnativa, una scrittura affettata, ma carica di desiderio… un desiderio di vita, di rinascita. Per quanti ancora camminavano sulle macerie di una guerra disastrosa, la Costituzione rappresentava un ponte verso una nuova vita. La stesura della Costituzione fu trasversale. Tutti indipendentemente dalla storia personale e politica presero parte al monumento costituzionale dell’Italia: una Repubblica. Finalmente una Res Publica.
Modificare la Costituzione è un affar serio. Per un istante lasciamo a margine il merito dei quesiti referendari. La trasversalità e la potenza con la quale esplosero la Repubblica e la Costituzione dovrebbe far riflettere.
Può un referendum così discusso, così personalizzato, così aspramente criticato, rappresentare lo strumento più idoneo per rimodulare il percorso tracciato dai nostri padri costituenti? Può un esecutivo cosi democraticamente debole sparigliare le carte della storia? Io credo di no. Ogni modifica, specie se incisiva deve essere obbligatoriamente condivisa. In caso contrario si innesterebbe un pericoloso precedente: ogni piccolo despota potrebbe sentirsi autorizzato a forzare la nostra storia, impastando il nostro passato a un presente discutibile polarizzato attorno a poteri forti e interessi lobbistici.
La nostra Costituzione è prima di tutto un monumento alla nostra storia, un monumento da osservare con rispetto. Passeggiando tra le rovine del Colosseo si potrebbe stupidamente rilevare che in fase progettuale i romani non avevano previsto vie di fuga e uscite di sicurezza… ma autorizzereste un architetto ad apportare modifiche strutturali per adeguare il Colosseo ai tempi moderni? A Della Valle non è stato permesso a Renzi con la nostra Costituzione… beh questo dipende da noi…

no

MA ANCHE NO!

Il mio impegno personale sul NO è iniziato diversi anni fa partendo dalla mia città natale, Taranto, aderendo alla campagna “NO ILVA”, contro una “fabbrica a perdere” che avvelena la città e soprattutto i suoi cittadini. Poi un grosso NO alla legge 107/15, NO al Jobs Act e NO alle Trivelle. Qui a Firenze poi, NO all’inceneritore e alla nuova pista parallela dell’aeroporto di Peretola, una campagna che ha avuto come epilogo la vittoria a Sesto Fiorentino del giovane sindaco di SI Lorenzo Falchi.
Erano tutte riforme, con nomi quasi provocatori, che hanno affossato prima il lavoro e poi la scuola. Oggi paghiamo ancora le conseguenze di quelle scelte avventante e illogiche, dovute principalmente alla mancato dialogo con chi il lavoro e la scuola la vivono tutti i giorni. Cari governanti con gli slogan i problemi non si risolvono ma si aggravano e l’inizio di quest’anno scolastico ne è la dimostrazione. I detrattori sostengono che il nostro sia un NO al progresso, perché è rivolto al passato e non ci porterà nel futuro. Sbaglio o sono gli stessi che dicevano NO alla legge di abrogazione del divorzio, NO all’abrogazione dell’aborto, NO all’abrogazione dell’ergastolo.
Strani questi nuovi “adepti” del partito della nazione, che alla sinistra e al dialogo hanno preferito banche, imprenditori, finanza, lobby e alle piazze i salotti e gli spazi blindati.
Ma poi nel merito questa riforma:
– elimina il Senato? NO, non lo elimina, anzi potrebbe ingenerare altre controversie e conflitti sulle attribuzioni.
– Semplifica i conflitti fra Stato, Regioni e Comuni? NO, non semplifica anzi potrebbe rendere più complicate le competenze fra i vari organi istituzionali.
– Magari è una riforma innovativa rendendo lo Stato più federale e snello? NO, non innova anzi attribuisce solo un rafforzamento del potere centrale a danno delle autonomie dei territori togliendo agli stessi il controllo e la difesa del loro ambiente e della loro facoltà di opporsi.
– Ma almeno diminuisce i costi della politica e della burocrazia? NO, i risparmi son nell’ordine di un centinaio di milioni, ma poi vi chiedo, secondo voi, il problema del debito pubblico si risolve con i costi e gli eventuali risparmi della politica o con una vera lotta all’evasione fiscale?
– È una riforma chiara e comprensibile? NO, è scritta in modo da non essere compresa, come ad esempio l’art.70.
– Ma almeno è una legge condivisa da tutte le forze parlamentari? NO, non solo non è condivisa ma è stata approvata a colpi di una maggioranza (governo) non eletta direttamente e comunque prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale, il porcellum, dichiarata incostituzionale.
– E’ vero che sarà più facile indire un referendum? NO, non solo non sarà più facile ma l’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo del raggiungimento di almeno 150.000 firme, mentre oggi ne servono 50.000 per i disegni di legge di iniziativa popolare.

Per non parlare del combinato disposto fra riforma costituzionale e legge elettorale “Italicum” che accentrerà il potere nella mani di un solo partito e del suo leader che da solo farà il governo e controllerà indirettamente gestirà del governo, di un solo partito e di un solo leader.

Potrei continuare, ma anche NO!

UNITA’

Molte iniziative, manifestazioni, sit in, convegni… tante sigle, acronimi, motti, slogan… lodevoli per carità. Ma se si vincesse il desiderio di mettere il cappello alle iniziative e si cercasse un coordinamento prima di strutturarle si eviterebbe di tirare per la giacchetta in tutte le direzioni i colleghi. Meno sigle e più unione. Così impossibile creare un evento unico sul territorio Nazionale? Produrre un manifesto unico? Dopo la vergognosa selezione di questo concorso, se sento ancora qualcuno disquisire di TFA e PAS lo “appiccico al muro” (e non in senso metaforico).


 

 

UNA PROVOCAZIONE… MA NEPPURE TROPPO

UNA PROVOCAZIONE… MA NEPPURE TROPPO

E se si fossero invertite le prove?

Se il primo vaglio fosse stato quello della prova orale?

Se gli insegnanti fossero stati valutati in primis sulla loro capacità di strutturare didatticamente e contenutisticamente una lezione?

Forse i risultati non sarebbero gli stessi. Troppa generosità in alcuni orali, forse solleticati dall’idea che comunque il concorso fosse finito. Io il vero insegnate lo individuo mentre spiega, quando traccia significativamente un percorso didattico, non quando in 150 minuti deve dattilografare il “non so cosa” cercando di soddisfare una ipotetica commissione.

Prima l’orale e vi assicuro che molti colleghi esclusi che conosco sarebbero arrivati ai primi posti. Solo una provocazione…

IL FUTURO…

IL FUTURO…

È un sistema che genera la protesta. Il numero dei colleghi bocciati al concorso mostra chiaramente che il percorso universitario, il ciclo di abilitazione e la prova concorsuale sono sistemi disgiunti e disarticolati. Bene. Qualcuno pensava il contrario? Mi fa sorridere chi dice “sono stato bocciato ma io mi sono laureato con 110 e lode… mi sono abilitato con 100…”.    Buon risveglio.

È chiaro che la procedura concorsuale così come concepita sia inutile e assolutamente inaccettabile. Un docente deve essere valutato in un periodo considerevolmente maggiore e in maniera concettualmente diversa. Il docente deve sapere ricevere un genitore disperato, deve interagire in maniera costruttiva durante il Collegio Docenti, deve contribuire in maniera significativa nei Consigli di Classe, nelle Riunioni di Dipartimento, nell’alternanza scuola-lavoro e in tutte le fasi progettuali dell’Istituto. Selezionare un docente secondo le procedure attuali è come imporre alla Microsoft di selezionare nuovi programmatori chiedendo loro “le schede perforate”.

La scuola non funziona? Caro Ministro due domande fattele. Questa è la nostra idea… rivoluzionare culturalmente il sistema di valutazione e soprattutto sanare l’incapacità politica. I docenti abilitati devono essere assunti e i docenti in terza fascia devono potersi abilitare.

È strano ma tutto questo è possibile senza modificare la L.107.

Noi con la nostra proposta l’abbiamo dimostrato e ho potuto contare decine di “palmi di naso”.

http://www.orizzontescuola.it/news/procedura-concorsuale-cos-come-concepita-inutile-e-assolutamente-inaccettabile-lettera

Aggiornamento Blog

GRAZIE CONFEDERALI E SNALS

GRAZIE CONFEDERALI E SNALS

Molte volte me lo sono chiesto, davvero me lo sono domandato un’infinità di volte… che senso ha questa autarchia rappresentativa per noi docenti? Perché non abbandonarsi tra le braccia dei sindacati? Perché tutti questi gruppi di autotutela dalle sigle bislacche e dagli acronimi incomprensibili? Perché noi dobbiamo tutelare noi stessi?
Ancora una risposta, tra le maglie dell’accordo tra il MIUR e i confederali per il conferimento degli incarichi su base triennale. Contrari in principio alla chiamata diretta alla fine i sindacati hanno trascinato la trattativa verso un loro presidio: il corso a pagamento. Hai presente il sindacalista barba incolta, ascella pezzata, ” il Manifesto” sotto braccio e inca…. a bestia? Quelli che scendevano in piazza, che si opponevano ai manganelli, che in piazza addentavano il panino con la mortadella insieme agli operai… Oggi dietro scrivanie asettiche fanno spregevolmente cassa sui ricorsi, presenziano svogliatamente alle manifestazioni organizzate da altri… organizzano convegni parlandosi addosso. Riunioni deserte, riunioni autocelebrative e pisciandosi sulle scarpe vendono tessere come la carta CONAD, che ti garantiranno sconti per aderire ai loro corsi… un cane che morde la coda… ma quella coda è la tua.

BUON TESSERAMENTO 2016-2017


LA SANTA INQUISIZIONE

Una pratica invalsa nei terribili anni dell’Inquisizione era quella di processare un condannato senza nessuna prova indiziaria, semplicemente sulla base di una delazione. L’iter processuale era segnato e le arringhe delle semplici farse. Nella maggior parte dei casi il disgraziato veniva sottoposto a torture indicibili pur di estorcere confessioni, che per la natura delle torture stesse quasi sempre arrivavano. L’intercessione non disinteressata di qualche spregevole “boia” ti permetteva, una volta appiccato il rogo, di essere soffocato con un laccio prima di essere arso vivo dalle fiamme…una morte “più umana”.
Una premessa “noire” per esemplificare l’accordo sindacale tra Confederali e MIUR: prima venivamo fottuti da un DS che arbitrariamente o sulla base di opportune delazioni decideva “tu sì tu no”, adesso, foraggiando il “boia” (i sindacati) possiamo crepare in maniera più umana soffocati da una pseudo graduatoria di merito.
Prima di postare gli autocelebrativi articoli della CGIL, CISL, UIL, SNALS, informatevi bene e soprattutto attenti al collo… il laccio è già pronto.

Modulo CONCORSO per irregolarità

https://docs.google.com/forms/d/1-hheLjFJZtQAqSdutttSlIZOJs9glvWDpEwzP2eAb38/viewform?usp=send_form

Dopo le diverse segnalazioni di alcune irregolarità avvenute durante le prove, così come promesso venerdì scorso, abbiamo approntato un modulo su cui potete inserire i fatti accaduti in modo dettagliato, dopo aver compilato tutto il forms e aver sottoscritto (basta la spunta) sia che la dichiarazione è vera e l’autorizzazione a gestire i vostri dati nelle segnalazioni che invieremo all’USR della regione di riferimento.

Per la Toscana abbiamo un contatto diretto, per le altre sentiremo gli uffici competenti. Inutile ripetere che le segnalazioni devono essere circostanziate e possibilmente verbalizzate in sede d’aula, niente sentito dire o mi sembra che…

Voi ci mettete la faccia, noi ci mettiamo il braccio.

 

Oggi inizia il cammino dei giusti…

Oggi inizia il cammino dei giusti in un sistema profondamente ingiusto. Il cammino di padri e di madri che hanno dovuto piangere di nascosto ai loro figli, che si sono alzati la notte per studiare… al di là delle polemiche delle discussioni, delle braccia incrociate, delle urla di protesta…

Noi ripartiamo dal dopo. Avevamo già compreso da dicembre nell’incontro alla Leopolda che nessuna strada era possibile se non il muro contro muro, i numeri parlavano chiaro e la loro chiusura era ed è restata assoluta. Da circa un mese abbiamo depositato alla Camera la nostra proposta per la fase transitoria. Ma di questo ne riparleremo appunto dopo il concorso… cerchiamo di fare tutto quello che è umanamente possibile perché dopo il concorso il CDP possa essere la casa di quelli che il concorso non lo passeranno e che dovranno in qualche modo entrare in ruolo.

Oggi ci è arrivato questo messaggio dell’ On. Gianni Cuperlo, indirizzato a tutti noi del CDP ma indirettamente a tutti gli abilitati di seconda fascia che da oggi devono mettere in gioco la loro vita come nella roulette russa. Queste le sue testuali parole:

“Per migliaia di docenti che da anni la mattina sono entrati in una classe e hanno preso per mano centinaia di ragazzi con una passione e professionalità che crescevano sul campo oggi è iniziato l’atteso e contestato concorso scuola 2016. Per molti forse questa occasione rappresenterà la fine dell’insegnamento. Nel mio piccolo, assieme a una minoranza di deputati di SinistraDem, ho provato a battermi per consentire a migliaia di abilitati di seconda fascia di non dover rimettere le lancette dell’orologio a prima della promessa che lo Stato (non un passante, lo Stato) aveva fatto loro di una garanzia di stabilizzazione a fronte di sforzi, costi e meriti acquisiti nella pratica di anni. Lo so, non è andata così e di questo posso solo assumermi la mia quota di responsabilità. So anche quanto poco possa valere ma questa sera a quelle docenti e a quei docenti che stamane hanno affrontato le prime prove vorrei rivolgere l’augurio sincero di trovare, o ritrovare, nelle pieghe di questa vicenda ingiusta, le ragioni di una speranza. Diversi tra loro li ho incontrati, ho ascoltato le loro parabole e guardato negli occhi donne e uomini consapevoli di uno strappo che non meritavano. A loro vorrei dire che continueremo a cercare una soluzione per la fase transitoria (quella prevista dalla L.107/2015, la cosiddetta Buona Scuola) per tutti gli abilitati che non supereranno il concorso. Penso sia il minimo che ci dobbiamo impegnare a fare. Buone cose. Gianni Cuperlo”

Per chi avesse dimenticato… ricordo…

 

LA SCUOLA NON SI TRIVELLA

LA SCUOLA NON SI TRIVELLA

Convocazione del corteo contro il concorso a cattedre recentemente bandito dal MIUR, per iniziativa delle associazioni NOI SCUOLA e CDP a Firenze P.zza Sant’Ambrogio 15 aprile ore 18.

1.Il Governo ha imposto la tesi che l’unico concorso è quello per esami, in contrapposizione alle graduatorie, che non garantirebbero la selezione meritocratica. La verità è che la Costituzione prevede oltre al concorso per esami quello per titoli: cioè le graduatorie di merito, che continuano a valere per l’immissione in ruolo del personale ATA (al quale, peraltro, non viene richiesta neppure una qualsiasi abilitazione).

2.La Corte Costituzionale il 17 maggio p.v. emetterà la tanto attesa (da quasi 4 anni!) sentenza sulla stabilizzazione dei precari della scuola. Il bando del Concorso, immediatamente precedente, volto a far entrare nei ruoli della scuola persone nuove all’insegnamento, rappresenta l’evidente tentativo del Governo di precostituire una situazione di fatto che ne impedisca ogni possibile attuazione.

3.Il bando, uscito prima che fossero note le richieste di organico delle scuole per il prossimo triennio, e prima di conoscere l’esito della mobilità straordinaria voluta per quest’anno dallo stesso MIUR, ha previsto una ripartizione di posti di assoluta fantasia, con la sicura conseguenza di avere vincitori senza posti e posti senza vincitori.

4.Si è giustificata tutta questa fretta per concludere entro agosto e far andare in cattedra i vincitori già dal 1° settembre. Ma se si considera che i concorrenti saranno molto numerosi, che le prove scritte saranno non prima di maggio, che i commissari non avranno il distacco dall’insegnamento e dagli esami di stato, che dopo l’ultimo orale occorrerà circa un mese per gli adempimenti burocratici, non si vede come il concorso possa finire prima dell’autunno inoltrato.

5.Il bando è uscito all’indomani della pubblicazione in G.U. delle nuove classi di concorso, prevedendo per di più programmi enciclopedici e l’obbligo di competenza di livello B2 in una lingua straniera. La competenza sulle discipline è già stata ampiamente accertata negli esami universitari e nei corsi abilitanti. La competenza linguistica non ha senso alcuno pretenderla a valle, se non la si è prima resa obbligatorio nei corsi di laurea.

6.Le commissioni giudicatrici non garantiscono gli standard minimi di competenza e di correttezza, in quanto i membri verranno compensati con circa un euro l’ora: cifra irrisoria, che rende fondato il sospetto che le motivazioni che spingeranno i docenti a proporsi saranno di altro genere, certamente più clientelare che meritocratico.

Foto 2

C’ERA UNA VOLTA…

C’ERA UNA VOLTA…
Arrivano le prime cautelari dal TAR. Ora ti dico quello che succede: succede che tu lotti per una abilitazione (TFA,PAS), racimoli in qualche modo 2.500€, ti fai un mazzo spropositato parcheggiando i tuoi figli in ogni dove e alimentandoti a Simmenthal per 6 mesi… Succede poi che in qualche modo ti abiliti. Succede che lotti per inserirti in 2 fascia, perché rischi di rimanere escluso. Nel frattempo qualcuno decide che tutti i precari debbano entrare in ruolo (GaE). Tranne te. Tu no, tu devi fare un concorso. Succede che ti dicano: “tranquillo c’è concorso e concorso”, poi però ti schiaffano una prova concorsuale allucinante durante l’anno scolastico, da preparare in 2 mesi. Succede poi che qualche avvocato e qualche associazione intravedano il business. Si tutti a concorso… rendendo inutile tutto quello che ti è successo negli ultimi 3 anni. Soprattutto confermando alla politica e alla società che la nostra abilitazione non vale nulla. Ora è semplice e pure un po’ demagogico sentenziare: tutti hanno diritto al concorso… però vedi, l’unico ad aver rispettato tutte le regole sei sempre stato tu: ti sei abilitato, hai lavorato e adesso ti prepari al concorso. Nessuno può negare che in 3 fascia ci siano colleghi preparati e con anni di servizio in diritto di concorso. Ma esiste un “lato oscuro della forza”. In questi giorni, centinaia di dottori di ricerca, non abilitati, otterranno una cautelare per sedersi di fianco a te. Ministro compiacente. Non hanno un giorno di servizio ma vogliono il ruolo. L’università non può assumerli. Avranno molti punti raggranellati qua e là. Per concludere la favolina finale: “questi ricorsi bloccheranno il concorso…” L’unica cosa che bloccheranno sarà il tuo diritto all’insegnamento, il concorso andrà avanti! Il doppio canale per quanto auspicabile e continuamente richiesto, non sarà MAI concesso da questo governo. Le opposizioni politicamente non esistono. Le chiacchiere non ti renderanno giustizia. Cosa fare allora?

Svegliarsi… a prestissimo.

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UN PASSO VERSO LE COMMISSIONI

UN PASSO VERSO LE COMMISSIONI

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Oggi alle ore 15 presso l’USR della Toscana abbiamo avuto modo di consegnare al Dott. Mirko Fleres, Responsabile della Formazione e Aggiornamento del personale docente Regione Toscana, il documento del CDP indirizzato alle Commissioni. Si è detto assolutamente favorevole e d’accordo sulla necessità di informare i commissari sui candidati destinati al concorso: le commissioni devono sapere chi siamo, da quanto lavoriamo a scuola e soprattutto come in maniera raffazzonata siamo stati costretti a sottoporci a questo concorso.
Chi deciderà del nostro futuro deve essere informato e il nostro obiettivo è recapitare una lettera a ogni commissario…
Oggi abbiamo fatto il primo passo verso le commissioni…
Domani un resoconto più dettagliato.

LETTERA

Retro lettera


 

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CARO COMMISSARIO …

Lettera al Commissario

Caro Commissario,
mi scuso se mi permetto di darti del tu, ma probabilmente siamo colleghi da anni e forse insieme abbiamo lavorato nelle stesse classi, vedendo entrambi crescere i nostri studenti dopo mesi e anni di lavoro. Mi scuso davvero se ti do del tu, ma come avrai sicuramente notato siamo quasi coetanei, perché io non sono un insegnante imberbe, ma un genitore proprio come te. Oggi tu hai la responsabilità di esaminarmi, di decidere se potrò continuare a fare questo lavoro, un lavoro per il quale ho sacrificato i miei figli la mia famiglia, già perché per sedermi qui avanti a te mi sono dovuto abilitare e ho dovuto superare diversi esami e discutere una tesi. Io non volevo che le cose finissero in questo modo, avrei voluto la stabilità nel mio lavoro.Volevo fare un concorso, ma questa opportunità non mi è stata concessa. Oggi dopo anni le istituzioni mi chiedono di prepararne uno, su tutto il mio programma di studi in 2 mesi, lavorando e crescendo i miei figli. Scusa se ti dico queste cose, ma lo faccio semplicemente perché ho la sensazione che tu mi possa capire e che tu possa immaginare quanto sia stata dura in queste settimane. Lo so che una selezione ci deve essere, ma volevo che tu sapessi questo, perché le cose che ti hanno dette al MIUR su di me non sono vere. Grazie per la tua attenzione… spero che tu da oggi possa vedere più chiaramente chi è seduto di fronte a te. Adesso scusami devo scappare in classe… i miei, anzi i nostri allievi mi stanno aspettando…

Con stima…

Davanti all'USR Toscana per consegnare la lettera al commissario.
Davanti all’USR Toscana per consegnare la lettera al commissario.
Retro lettera FIRME
Firme dei colleghi al presidio

 

IL CDP AL PRESIDIO DEL 12… PRESENTE

Ci andiamo o non ci andiamo, ci andiamo o non ci andiamo …

Certo che ci siamo andati…

Articolo Nazione Presidio del 12 febbraio

Certo che ci saremo, malgrado ostacoli e personalismi. Pensiamo da sempre che l’unico obiettivo vero è superare questa enorme ingiustizia che subiamo senza averne ancora capito bene causa e motivazione. Sono più di quindici mesi che siamo impegnati in questa lotta, superando steccati e situazioni ben più ardue, figuriamoci se ci perdiamo dietro a un drink o a un fine settimana…

Saremo presenti in tutti i presidi, dividendoci e contaminando le varie manifestazioni per gridare il nostro dissenso per tutta la legge 107, per l’idea di un concorso costruito per i soli noti e gli amici degli amici e far comprendere che a scuola ci siamo già e da anni e chiediamo solo quello che in qualunque paese civile dell’Europa è già stato fatto.

Domani in ogni presidio  chiediamo di organizzarvi  facendo riferimento a voi stessi o, qualora ci fossero, ai referenti provinciali,  raggruppandovi e facendo sentire la vostra voce anche mediante supporti sonori come fischietti, tamburelli, maracas.   Se avete qualche bandiera viola, senza stendardi o “gigli”, potete portarle e utilizzarle per dare un po’ di colore “viola” alla nostra rabbia.

Non dimenticate che la testimonianza non è virtuale, la storia si fa sul campo, perché se te la raccontano vuol dire che è già stata mediata da altri.

Buon presidio a tutti.

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VOTA ANTONIO….

VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO….
Cari colleghi, da circa un anno con il CDP abbiamo deciso di percorrere una strada difficoltosa e dispendiosa: l’interlocuzione diretta in Parlamento e al MIUR.  Lo abbiamo fatto con compagni di viaggio e amici: MIDA, ADIDA, TFA2…    Contemporaneamente abbiamo sospeso le attività locali e di quartiere perché in questa fase vi garantiamo che da Firenze non arrivavano neppure all’Impruneta, figuriamoci a Roma. Tutte le iniziative sono meritorie quando non sono politicizzate o sindacalizzate o quando non mirano in qualche modo a dividere i precari piuttosto che unirli. Le attività sul territorio vanno bene ma è corretto chiamarle con il loro nome: iniziative locali.

Noi abbiamo preferito ad aprile relazionare alla Camera in Commissione Cultura, abbiamo preferito presenziare alle sedute in Parlamento, abbiamo preferito riunirci a Roma con i coordinamenti nazionali dei precari. Il CDP è una realtà conosciuta su tutto il territorio italiano dai precari e in larga parte anche alle forze politiche. Forse si poteva ottenere di più… ma noi ce la siamo giocata, non ce la siamo raccontata. Scusate se a noi questa settimana preme più il MIUR, ma ci siamo dati delle priorità e il VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO dei colleghi non ci interessa… a noi interessa il ruolo e questa settimana la dedicheremo, assieme ai nostri compagni di viaggio summenzionati, a batterci nelle “sedi opportune” per quello che ci spetta!
Copertina Gruppo facebook

ECCO PERCHÉ IL CONCORSO DEVE ESSERE DIFFERITO!

ECCO PERCHÉ IL CONCORSO DEVE ESSERE DIFFERITO!

Sussiste una forte base culturale per chiedere con forza il differimento del concorso docenti.

Attualmente è al vaglio del Consiglio dei Ministri la nuova tabella delle Classi di Concorso. Questo significa che molte materie saranno accorpate e che docenti si troveranno ad insegnare materie che non hanno mai insegnato e soprattutto materie per le quali non hanno mai avuto una formazione curricolare universitaria o abilitante.
Chiedere ai precari di preparare un concorso secondo queste regole significa chiedere loro di preparare in un paio di mesi un concorso al buio, perché strutturato su nozioni nuove e fino a oggi non necessarie. Ad aggravare il quadro è la situazione dei precari che dovranno sostenere il concorso: tutti docenti in servizio e impegnati in attività didattica.
Pensare che si possa sostenere un concorso in tali condizioni è assolutamente assurdo e non dignitoso.

A mero titolo esemplificativo, possiamo citare per la tabella A:

A­34 “scienze e tecnologie chimiche”, in cui confluiscono competenze di chimica, chimica agraria e tecnologie ceramiche (classi A/12, A/13, A/66) con criticità in ordine ai contenuti di agraria e materie prime, mancanti nel curriculum universitario di diversi candidati.

A­37 “scienze e tecnologie delle costruzioni”, in cui confluiscono competenze di costruzioni, disegno tecnico e topografia (A/16, A/71, A/72) con criticità in ordine ai contenuti di impianti e topografia, mancanti nel curriculum universitario di diversi candidati.

e altri la tabella B:

B­14 “laboratorio di scienze e tecnologie delle costruzioni”, in cui confluiscono competenze di topografia e industria mineraria (C/39 e C/43) con criticità in ordine ai contenuti di industria mineraria.

B­15 “laboratorio di elettrotecnica ed elettronica”, in cui confluiscono competenze di elettronica ed elettrotecnica (26/C e 27/C) con contenuti minimi praticamente raddoppiati.

B­16 “laboratorio di scienze e tecnologie informatiche”, in cui confluiscono competenze di informatica gestionale e informatica industriale (C/300 e C/310) con contenuti minimi praticamente raddoppiati.

Abbiamo già rappresentato questa situazione ai nostri contatti politici e sindacali e come sapete le prime risposte affermative sono già arrivate. Questa volta non può finire a tarallucci e vino. Siamo esseri umani non animali e io non suggo olio di ricino da nessuno.

IL COLLASSO DELLA AUTO-RAPPRESENTATIVITÀ

IL COLLASSO DELLA AUTO-RAPPRESENTATIVITÀ
È un fenomeno strano quello che sta condizionando strati massicci di categorie sociali. Per tanti anni i lavoratori hanno fatto “corpo”, seguendo in maniera frettolosa sigle sindacali e partiti politici. Il desiderio di appartenenza era sensibilmente più marcato rispetto alla necessità di autorappresentazione. Oggi nel segmento scolastico moriamo della patologia opposta… i precari soffrono di un eccesso di auto-rappresentatività, che sebbene costituisca un punto di pregio nel proprio percorso di crescita e di cittadinanza attiva, diventa un limite quando ti oppone ai colleghi impegnati nella tua stessa lotta. Ti frega perché nasconde alla tua vista il vero nemico. Nascono quotidianamente nuovi coordinamenti di abilitati: Associazione Abilitati nel mese di agosto, Abilitati del segno dei gemelli, Coordinamento abilitati iperdotati… tutti con la netta sensazione di possedere le tavole della Legge e quindi il verbo di Dio. Tutti impegnati a far guerra tra loro. La polarizzazione organizzativa è funzionale a chi racconta davanti alle telecamere o tra gli editoriali di quotidiani che gli insegnanti non vogliono essere valutati. E mentre i giorni passano noi siamo sempre più offesi, non solo come insegnanti, ma come cittadini. Un primo violino non potrà mai eseguire da solo una sinfonia di Beethoven… Cerchiamo una coscienza sociale…. “che è meglio iup” (diceva puffo quattrocchi).

THE DAY AFTER

THE DAY AFTER

Molti di noi si sono chiesti nelle ultime 24 ore… “e adesso?” Nella mente ognuno ha in qualche modo materializzato il suo personalissimo fantasma, forse con contorni più o meno definiti ma con un appellativo inconfondibilmente raggelante: concorso!
Mi sono domandato in questi giorni se ancora avesse senso parlare di Coordinamento Docenti Precari. Se fosse piuttosto corretto ammettere il fallimento del progetto, lasciando melodrammaticamente traccia di questo con uno dei miei soliti post effetto “panza”.
Ma io non sono così. Non ci riesco. Non sono un istintivo, non mi abbatto come non mi esalto facilmente. Devo capire. Analizzare.
Mercoledì sera come amministratori del CDP ci siamo ritrovati. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo avviato l’analisi della situazione… una sorta di conguaglio, dal momento che già da prima di settembre abbiamo iniziato a lavorare alla Buona Scuola. Per quello che atteneva al precariato il primo documento presentato da Renzi prevedeva questo: concorso con test preselettivo, non riservato, ma aperto ai laureati fino al 2003. Classi affini anche in presenza di abilitati, impossibilità tassativa di insegnare senza un’abilitazione.
Il testo licenziato ieri prevede un concorso riservato agli abilitati, senza test preselettivo (indipendentemente dall’odg Ascani) classi affini solo non in presenza di abilitati e possibilità per i docenti di 3 fascia di continuare a insegnare in attesa di abilitazione. In mezzo a queste due tipologie di concorso ci sta un lavoro enorme. Il lavoro nostro! Il lavoro dei precari in generale. I sindacati non hanno avuto nessun peso politico. Senza questo nostro impegno saremmo ancora invischiati in un documento tragico.
Vero che non abbiamo eliminato la prova concorsuale, ma ormai il mantra è chiaro: c’è concorso e concorso.
Avvicino nuovamente il bicchiere di weiss e arringo i miei colleghi: “cavolo il miglior emendamento alla Camera (emendamento Cuperlo) lo abbiamo presentato noi. In Commissione Cultura ad aprile il CDP è stato considerato tra i migliori relatori a Camere Congiunte”.

Le possibilità operative sono 2 e qui chiediamo a voi di esprimere liberamente la vostra opinione:

1)Salutarsi amabilmente, chiudere questa pagina e lasciare che altri gruppi di precari assatanati lavorino sui Decreti Attuativi (test preselettivo, classi affini, metodologia concorsuale…). Leggere ogni giorno Orizzonte Scuola e perché no, ascoltare qualche vecchio vinile di Marco Masini;
2)Considerare che da oggi possa e debba iniziare una stagione nuova nel mondo della scuola e nei diritti sociali degli insegnanti in quanto cittadini. Pensare a un’assemblea per settembre e da settembre in poi seguire traccia di un percorso di politiche scolastiche e sociali che non ci costringano al Travelgum in cabina elettorale. Creare un documento programmatico da proporre alla scuola e alla politica. Insomma collaborare tutti e dico tutti per creare una realtà nostra da opporre al sistema e presentare con voce più marcata le nostre istanze.

Basta con i post demoralizzanti, basta con i piagnistei, basta con l’afflizione sfigatizia… Siamo ancora docenti e rappresentanti della cultura storica del popolo italico. Noi siamo la scuola!
Nel contempo già da oggi abbiamo iniziato a tessere rapporti di dialogo politico collaborativo con chi dovrà rimpolpare di carne l’ossatura di questo DDL.
Questa è la proposta. Nulla potrà essere come prima, nemmeno una pagina facebook.

Abbiamo la possibilità di scegliere, noi vi chiediamo di farlo da uomini e donne, da mogli e mariti, da padri e madri. Vi chiediamo di decidere cosa fare con il vostro futuro. Ogni riflessione sarà fondamentale perché noi decideremo insieme a voi.

Mimmo Bruni Pietro Danesi Cristina Nassi Valeria Rosamunda Perri Laura Isolani

Conosci il tuo Candidato… e poi SCEGLI!

Conosci il tuo Candidato… e poi SCEGLI!

Il CDP sta preparando una campagna informativa su scala nazionale in relazione alle prossime Elezioni Regionali che si terranno in sette regioni italiane: Puglia, Campania, Toscana, Liguria, Veneto, Marche e Umbria.
La campagna sarà molto semplice. In ogni regione sede di elezioni, un comitato di Docenti Precari sottoporrà ai candidati regionali un format di poche domande standardizzate. I caratteri concessi per le risposte saranno anch’essi standard, non permetteremo che panegirici confondano le risposte (abbiamo imparato dal format fasullo su LA BUONA SCUOLA). Chiediamo a loro cosa pensano del DDL governativo sulla Scuola e cosa intendano fare per la modifica sostanziale di tale provvedimento con particolare attenzione alle politiche di stabilizzazione del precariato.
Chiederemo inoltre di rendere pubbliche le loro risposte ed eventualmente trasmetteremo il loro diniego in tal senso. Tutti i report con le risposte date e quelle negate e i relativi nomi dei candidati saranno rese pubbliche nel sito www.docentiprecari.it e in altre pagine che accoglieranno questa campagna di informazione nazionale.
L’articolato del DDL non lascia intatto nessun comparto della scuola, intervenendo nella maggior parte dei casi in maniera marcatamente peggiorativa. Anche i colleghi di ruolo dovranno avere consapevolezza della campagna informativa.
Il presente documento, assolutamente apolitico, non intende sensibilizzare o indirizzare le preferenze di voto in alcun modo, intende fornire ai cittadini in esercizio di tale diritto la possibilità di poter conoscere il proprio candidato e poi fare la propria scelta.
In questo passaggio elettorale si offre a noi l’opportunità di decidere.

Con le preferenze, anche uno scarto di un centinaio di voti può fare la differenza.
Detta tra noi… se vuoi la poltrona te la devi meritare.

poltrona

Scheda Questionario Elezioni

RISPOSTE CANDIDATI:

http://www.docentiprecari.it/regionali